A Mariupol «oggi si combatte la battaglia finale: le munizioni stanno per finire, saremo uccisi o fatti prigionieri»

Un drammatico appello su Facebook attribuito alla 36esima brigata dei marines ucraini: «Abbiamo tenuto la difesa e fatto l’impossibile, ma l’intera fanteria è morta, ci hanno circondati». L’esercito ucraino: «La battaglia prosegue, la loro pagina è stata hackerata»

«Mariupol è stata devastata, ci sono decine di migliaia di morti. Ma nonostante questo, i russi non stanno fermando la loro offensiva».

Le parole del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sono arrivate nella giornata di oggi, 11 aprile, durante un discorso al Parlamento della Corea del Sud. E sono parole che riflettono l’orrore di fronte a una città di oltre 400 mila abitanti ormai rasa al suolo da continui bombardamenti e combattimenti strada per strada. Mosca cerca da settimane, senza sosta, di prenderla per poter completare un corridoio terrestre che vada dal Donbass controllato dalle repubbliche autonomiste filorusse fino alla Crimea. E nelle ultime ore i separatisti filorussi hanno annunciato di aver conquistato il porto della città — ultimo avamposto insieme all’acciaieria Azovstal.

A quelle di Zelensky si sono unite, però, altre parole: questa volta scritte su Facebook, sulla pagina della 36esima Brigata marina, che proprio a Mariupol sta combattendo.

«Quella di oggi sarà probabilmente l’ultima battaglia, perché le munizioni stanno per finire», recita un messaggio postato sulla pagina. Dopo una resistenza durata 47 giorni, e dopo aver fatto «tutto il possibile, e l’impossibile», per mantenere il controllo della città, i marines spiegano di essere pronti a combattere — ma anche di essere stati «respinti e circondati» dalle truppe russe.

«Sarà la morte, per alcuni di noi. E prigionia per gli altri».

Nel messaggio, i militari sosterrebbero di aver combattuto senza rifornimento di munizioni, senza cibo, senza acqua: e ora le truppe di Mosca li avrebbero spinti nell’area delle acciaierie Azovstal e del porto, appena caduto. «Ci hanno circondati, e ora tentano di distruggerci».

«I feriti sono una montagna, quasi metà della brigata. Coloro che ancora sono in grado di reggersi in piedi tornano in battaglia. L’infanteria è stata completamente eliminata, le battaglie corpo a corpo sono condotte da membri dell’artiglieria, operatori radio, autisti, cuochi — persino l’orchestra».

Nel messaggio, la Brigata lamenterebbe una mancanza di supporto da parte della leadership militare ucraina: «Abbiamo ricevuto solo una volta 50 proiettili, 20 mine, missili anticarro NLAW. Nient’altro, solo promesse non mantenute. Ci hanno dati per finiti».

Il messaggio è stato ripreso da diverse agenzie internazionali, da Afp a Reuters. Su Facebook, diversi utenti ne hanno messo in discussione l’autenticità, e lo stesso Petro Andryushchenko — assistente del sindaco di Mariupol — ha detto che il post era falso. Le agenzie internazionali confessano l’impossibilità di verificare se il post sia o meno frutto di un hackeraggio.

«Le comunicazioni con le unità della Difesa che stanno eroicamente mantenendo il controllo della città sono stabili», ha detto il comandante in capo delle forze militari ucraine, il generale Valeriy Zaluzhnyi.

A fine marzo, in una intervista con media russi, Zelensky aveva per la prima volta parlato di una possibile capitolazione di Mariupol. Il presidente aveva spiegato di aver detto ai soldati che ancora combattevano in quella città che potevano lasciarla per mettersi in salvo.

«Parlo con loro due volte al giorno. Ho detto loro: “Se capite di dovervene andare, e che sia giusto farlo, che potete salvarvi, allora fatelo. Lo capisco”».

11 aprile 2022 (modifica il 11 aprile 2022 | 17:43)

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A Mariupol «oggi si combatte la battaglia finale: le munizioni stanno per finire, saremo uccisi o fatti prigionieri»

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