Allegri e una Juve da scudetto. Dalla quinta giornata in poi…

Senza le prime quattro partite di campionato i bianconeri oggi sarebbero primi in classifica. La difesa regge bene, ma occorre fare i conti con i numeri dell’attacco: è il decimo del torneo

Senza le prime quattro giornate di campionato la Juve oggi sarebbe prima in classifica. È un dato oggettivo, completamente slegato dalla percezione dei momenti. Allegri continua a indicare l’Inter come principale favorita per lo scudetto, il match in programma allo Stadium domenica prossima potrebbe però consentire alla sua squadra il sorpasso sui nerazzurri, anche se questi devono ancora recuperare una gara col Bologna. Secondo il tecnico per vincere il tricolore serviranno più di 83 punti, quota massima raggiungibile dai suoi. Conti a parte, il riferimento scientifico sui punti conquistati dalla quinta giornata in poi resta e mette in chiaro le cose: Max è tornato a comandare la Serie A, nonostante diverse condizioni di difficile gestione rispetto al passato.

Attacco sterile

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La Juve ha ritrovato la solidità difensiva del primo quinquennio allegriano: ha subito più gol di Napoli e Inter (26 reti contro 22 e 24) ma decisamente meno di Milan (29) e tutte le altre. Il neo stagionale resta invece legato all’attacco: sterile nella prima parte della stagione e ancora non così prolifico con Vlahovic, da febbraio in poi. Con le sue 47 marcature stagionali, la Signora ha il decimo attacco del campionato: la prima chiave per il salto di qualità in termini di rendimento sarà dunque la crescita del reparto offensivo. In squadra non mancano certo gli uomini che possono creare le condizioni per far gol.

Rosa incompleta

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Il mercato di gennaio è stato un segnale forte del club circa la consapevolezza delle necessità per l’organico. Nell’estate 2020 Pirlo si sarebbe accontentato di un regista e di un centravanti per tentare con convinzione la sua prima avventura in Serie A: dovette però adattare davanti alla difesa un po’ Arthur e un po’ Bentancur, e accontentarsi di Morata che prima punta non è. Con Vlahovic la Juve ha risolto la questione attaccante, con Locatelli ha ulteriormente preso tempo sul fronte regista: Allegri ne vuole uno di ruolo, capace di fare la differenza nel dettare i tempi della manovra.

Caratteristiche

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Forse è proprio in mezzo che la Juve di oggi è troppo lontana da quella con cui Allegri – pur adeguandosi ai netti cambiamenti di anno in anno – ha vinto con una certa facilità in passato. Il pacchetto mediano attuale ha caratteristiche lontane da quelle che il tecnico vorrebbe: da una mezzala strutturata come Rabiot gli arrivano pochi gol, Arthur in regia ha poco ritmo, McKennie pecca in continuità. Ecco, Zakaria potrà sicuramente dare il proprio contributo ma non basta, un vecchio Khedira farebbe ancora tanto di più in questa Juve. Insomma, anche nei ruoli apparentemente coperti, servirebbe di più.

Affidabilità

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Ci si prepara poi a un’altra ondata di cambiamento. Partendo dagli uomini chiave: Chiellini e Dybala. Il capitano e il vice lasceranno al termine della stagione: quando ci sono stati quest’anno hanno sempre fatto la differenza, l’idea però è affidarsi a giocatori che possano garantire una certa continuità d’impiego, per evitare le parentesi di vuoto (sul piano della leadership in campo) che ci sono state nell’ultimo anno a causa dei loro infortuni. Quello dell’affidabilità, insomma, è un tema principale nella programmazione: forse il parametro che più ha spinto alla separazione dall’argentino, e non passerà certo in secondo piano sul mercato.

Modernità

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Il calcio poi è cambiato tanto negli ultimi anni, in particolare nell’interpretazione delle gare da parte delle squadre medio-piccole del campionato. Se un top club come la Juve resta settato sulla ricerca del successo, ora quasi nessun avversario rinuncia al gioco e affronta le grandi squadre con meno timori reverenziali. Ne viene fuori una Serie A più complessa e imprevedibile, con una classifica meno allungata. Qualcosa di più dai bianconeri sul piano della tenuta fisica e dello sviluppo della fase offensiva è lecito attenderlo, anche lo staff tecnico potrebbe essere integrato da qualche valido portatore di nuove idee, magari già ben collaudate all’interno del club.

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