Amstel Gold Race aspetta l’idolo Van der Poel. Italia: Bagioli, Bettiol e Trentin

Le classiche del Nord tornano domenica con la corsa olandese della birra: da Maastricht e Valkenburg, 254 km e 33 salitelle. Il re del Fiandre grande favorito: assenti Van Aert, Pogacar e Alaphilippe. Appuntamento con la Roubaix domenica 17 aprile, Pasqua

Tornano le grandi classiche del Nord, stavolta non nell’ordine abituale. Il Giro delle Fiandre era sempre seguito dalla Parigi-Roubaix, ma la Regina delle Classiche con i suoi 30 settori di pavé aspetterà i gladiatori domenica 17 aprile, Pasqua, per evitare la concomitanza con il primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Così domenica 10 è il turno dell’Amstel Gold Race, la classica olandese sulle colline del Limburgo, al confine con il Belgio. Un’altimetria da elettrocardiogramma con 33 salitelle: partenza da Maastricht e arrivo a Valkenburg dopo 254 chilometri, il via alle 10.25. Nel 2021 successo al fotofinish di Van Aert su Pidcock.

I corridori faranno tre giri di un circuito largo che attraversa il Limburgo. Si passa sotto il traguardo di Valkenburg per quattro volte e poi ci sarà un anello finale di venti chilometri con le salite di Eyserbosweg, Keutenberg, Cauberg, Geulhemmer e Bemelerberg. Nel 2019 l’Amstel è stata la prima grande vittoria di Mathieu van der Poel, che aveva la maglia di campione nazionale: fantastica la sua rimonta negli ultimi due chilometri. Nel 2020 la corsa è saltata per il Covid, poi nel 2021 successo di Van Aert.

I partecipanti Al via 25 squadre e 173 corridori. Una sola formazione italiana al via: la Bardiani-Csf Faizané, team Professional di Bruno Reverberi. Stavolta non ci saranno né Pogacar né Van Aert, Alaphilippe e Roglic (questi ultimi due impegnati al Giro dei Paesi Baschi). Oltre al britannico Pidcock, i rivali più pericolosi di Van der Poel saranno i francesi Laporte e Madouas; lo sloveno Mohoric, vincitore della Sanremo; il belga Dylan Teuns, lo svizzero Marc Hirschi e l’australiano Michael Matthews, per tre volte tra i primi cinque. Da seguire anche l’altro olandese Tom Dumoulin. Gli italiani in gara sono 17: occhi su Bagioli, Bettiol e Trentin. Ci sono anche Ballerini, Aleotti, Baroncini, Leonardo Basso, Battistella, Boaro, Conti, Oldani, Battaglin, Fiorelli, Gabburo, Rastelli, Tonelli e Zana.

La storia L’Amstel Gold Race è nata nel 1966 e domenica festeggia l’edizione numero 56: primo vincitore il francese Stablinski. Il suo sponsor è una famosa birra, e infatti l’immagine iconica della corsa è il podio con i primi tre corridori che bevono con grossi boccali. Per tanti anni il nome della corsa era stato cambiato in Amstel Gold Raas, da Jan Raas, il campione olandese capace di vincerla per cinque volte (dal 1977 al 1980, e nel 1982): nessuno come lui. Nell’albo d’oro ci sono anche Merckx (1973 e 1975), Hinault (1981), Museeuw (1994). L’Italia l’ha conquistato sette volte, la prima con Stefano Zanini nel 1996: in precedenza sul podio erano saliti solo Moser (2° nel 1978), Fondriest (2° nel 1991), Biugno (2° nel 1993), Cenghialta e Saligari (2° e 3° nel 1994). Poi gli altri successi: Michele Bartoli nel 2002, Davide Rebellin nel 2004 nella settimana magica in cui vinse anche Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, con Paolo Bettini terzo; Danilo Di Luca primo nel 2005, con Mirko Celestino terzo; Damiano Cunego nel 2008. Le ultime due vittorie italiane sono di Enrico Gasparotto, nel 2012 e 2016 (con Sonny Colbrelli terzo). Gasparotto dedicò il successo del 2016 al suo compagno di squadra Antoine Demoitié, morto alla Gand-Wevelgem in una situazione assurda: centrato da un motociclista al seguito della corsa dopo una caduta.

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Amstel Gold Race aspetta l’idolo Van der Poel. Italia: Bagioli, Bettiol e Trentin

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