Antonov An-225, distrutto in Ucraina l’aereo più grande del mondo

Le ultime immagini dall’aeroporto di Hostomel confermano purtroppo le peggiori ipotesi: l’Antonov An-225, il più grande aereo del mondo, è andato distrutto negli scontri per la conquista dell’installazione. Era stato costruito in un unico esemplare nell’ambito del programma spaziale sovietico, per trasportare la navetta Buran

Si è sperato fino all’ultimo che il gigante buono si fosse salvato, a dispetto di foto satellitari che facevano presagire il peggio. Purtroppo, però, le recenti immagini che arrivano dall’aeroporto ucraino di Hostomel confermano inequivocabilmente che l’Antonov An-225 è andato distrutto. Considerato ad oggi l’aereo più grande del mondo oltre che un vero e proprio monumento volante alla tecnologia aeronautica, questo colosso dei cieli costituiva un’attrazione irresistibile per tutti gli appassionati di aviazione, soliti accorrere presso i vari aeroporti per ammirare la mastodontica eleganza del Mriya (Sogno). Soprannominato Cossack dalla Nato alla fine della Guerra Fredda, l’An-225 è solo l’ennesima “vittima” materiale di un conflitto che sta causando morte e distruzione. 

L’ATTACCO

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Allo scoppio delle ostilità il Mriya si trovava parcheggiato nel suo shelter presso l’aeroporto di Hostomel, hub della Antonov Airlines, per delle operazioni di manutenzione. Già nei primi giorni l’installazione è stata interessata da violenti scontri tra le forze d’invasione e l’esercito ucraino, che ha cercato di difendere con tutti i mezzi lo scalo dall’avanzata russa. L’aeroporto, ripetutamente passato di mano in questi giorni, ha subito pesanti bombardamenti che hanno coinvolto anche l’hangar in cui si trovava l’An-225: nelle ore successive sono circolate delle immagini dall’alto che mostravano ingenti danni alla struttura, assieme alla conferma da parte delle autorità ucraine della distruzione dell’aeroplano. Rimaneva però flebile speranza: nelle foto si poteva nitidamente vedere la coda del Mriya sbucare dal retro dell’hangar danneggiato; la stessa Antonov ha preferito non sbilanciarsi sulla sorte del velivolo preferendo attendere la possibilità di verificare in loco le condizioni del suo gigante. 

LA CONFERMA

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Sui social, però, nelle ultime ore hanno iniziato a comparire alcuni filmati registrati all’aeroporto di Hostomel, video che sembravano confermare una distruzione pressoché completa. Le ultime foto, apparse tra Facebook e Twitter nelle scorse ore, non lasciano dubbi: la carcassa del 225 giace carbonizzata sotto alla struttura protettiva. Le informazioni al riguardo sono confuse e il grande flusso di fake news non aiuta, ma secondo le ultime ricostruzioni sarebbero stati gli stessi ucraini a distruggere l’Antonov, bersagliato a colpi d’artiglieria per evitare la sua caduta in mano russa. La triste perdita del Mriya si somma ad un altro lutto, ben più tragico, che ha interessato il mondo dell’aviazione in questi drammatici giorni: quello che riguarda il colonnello Oleksandr Oksanchenko, pilota della forze aeree ucraine e stella degli airshow europei, abbattuto mortalmente negli scorsi giorni nel tentativo di contrastare l’attacco russo dal cielo. 

Esamotore

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Originariamente sviluppato in seno al programma spaziale dell’Urss, l’An-225 era stato concepito a metà degli anni Ottanta per il trasporto del Buran, l’equivalente sovietico dello Shuttle, e di componenti del lanciatore Energia. Al suo primo volo, nel 1988, il Mriya ottenne numerosi primati per dimensioni, peso e capacità carico, molti dei quali resistono ancora nel 2022: con un’apertura alare di oltre 88 metri e una lunghezza complessiva di 84, l’Antonov sfoggiava un peso massimo al decollo compreso tra i 600 mila e i 700 mila kg, per una capacità di carico interna di oltre 250 mila kg. Enorme la stiva, di ben 1.300 metri cubi. Il gigante di casa Antonov fu progettato a partire dal fratello minore An-124, quadrimotore di dimensioni già notevoli che fu ulteriormente ingrandito e irrobustito: furono adottati, ad esempio, due motori aggiuntivi su altrettante gondole, portando il numero totale a sei, oltre a un nuovo sistema di carrelli (addirittura 32) ed una coda a doppio impennaggio. 

L’IMPIEGO DELL’AN-225

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La chiusura del programma Buran ed i crescenti problemi interni che di lì a poco avrebbero portato l’Urss al collasso indussero i vertici sovietici ad abortire la costruzione del secondo esemplare di An-225, e a destinare il primo ad un impiego diverso da quello inizialmente programmato: quello del trasporto commerciale in seno alla neocostituita Antonov Airlines. Le difficoltà economiche in cui versava l’Ucraina indipendente, tuttavia, portarono nel 1994 alla decisione di mettere “sotto naftalina” questo gigante del cielo, che in questo periodo fu parzialmente cannibalizzato e privato dei propulsori. Rimotorizzato e rimesso in condizioni di volo, il Mriya fu richiamato in linea di volo all’inizio degli anni Duemila, per ricominciare le operazioni di trasporto superpesante sotto le insegne della Antonov. È proprio a partire da questo periodo che si comincia anche a parlare, ciclicamente, della possibilità di terminare il secondo esemplare realizzato al 60 per cento, ma il progetto non è mai decollato a causa di mancanza di fondi e nonostante l’interesse di numerosi partner (tra cui la cinese Aicc). Proprio negli ultimi giorni, a seguito delle notizie sula distruzione dell’unico An-225 esistente, alcuni rappresentanti del governo ucraino hanno fatto riferimento alla futura possibilità di rispolverare il programma di costruzione relativo all’Antonov n°2.



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Antonov An-225, distrutto in Ucraina l’aereo più grande del mondo

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