Milano batte Cremona e trova l’Efes in Eurolega. La Virtus si conferma in testa

Il derby lombardo è dell’AX che ritrova Shields e Daniels dopo il Covid. La vittoria del Maccabi Tel Aviv sul Fenerbahce completa il quadro dei quarti di Eurolega. Varese perde ancora

La capolista Virtus continua la sua corsa verso il primato della stagione regolare superando Trento al supplementare grazie agli ultimi colpi di mercato Shengelia e Hackett. Milano si prende il derby lombardo con la Vanoli e torna al successo in campionato. Cremona regge con coraggio per oltre tre quarti prima di cedere nell’ultima frazione, decisivo l’impatto di Melli e Shields per l’AX. Con un terzo quarto da 23 punti, Trieste certifica la crisi di una Varese alla terza sconfitta casalinga consecutiva. Per Venezia vittoria all’over-time e la risalita continua. Successi anche per Reggio Emilia, Pesaro, Sassari e Tortona, che ferma a 14 la striscia di vittorie consecutive di Brescia.

Milano-Cremona 70-61

—  

Botta e risposta in tinta azzurra in avvio, Melli risponde con una bella schiacciata al canestro di Spagnolo. La spinta di Shields è il motore del primo mini break milanese, Hall e Ricci certificano la fuga sul 10-2. Talento e faccia tosta di Spagnolo e Gallo nel tentativo di reazione della Vanoli, l’AX non sbaglia un colpo in attacco ed è già vantaggio in doppia cifra dopo il jumper di Grant, 16-6. Si iscrivono subito a referto anche Bentil e Baldasso, reggono gli ospiti che sono ancora a meno 7 grazie ai graffi di Juskevicius, 21-14. Prosegue la rimonta dei ragazzi di coach Galbiati, Gallo e Kohs alimentano il parziale cremonese, 23-18. L’Olimpia fa valere la sua maggiore stazza, Ricci, Tarczewski e Melli lavorano bene a rimbalzo d’attacco, lampo di Shields e nuovo più 12, 32-20.

Non molla la Vanoli che si aggrappa all’energia di un adrenalinico Dime, Juskevicius è un martello dalla distanza, 32-27. Il terzo fallo proprio del lituano non cambia lo spartito prima dell’intervallo, Milano avanti 35-30 a metà gara. Sogna Cremona in apertura di ripresa, ancora la potenza di Dime ed una penetrazione di Cournooh regalano alla Vanoli il meno 1, 37-36. C’è l’aggancio a quota 39 dopo la tripla senza paura di Gallo, prova ad alzare la pressione difensiva l’Olimpia che si affida all’esperienza di Melli, schiacciata volante del reggiano per il nuovo più 7, 48-41. Tanti errori in avvio di quarto periodo con Cremona condizionata anche dai falli, Hall riporta in doppia cifra il margine dell’AX, 55-45. Si batte con orgoglio McNeace in area colorata ma stavolta lo strappo biancorosso è quello decisivo, Tarczweski sigilla il massimo vantaggio, 62-48. Dilaga sino al più 18 l’Olimpia, uno scarto che diventa troppo punitivo per Cournooh e compagni che rientrano a meno 9 alla sirena finale, 70-61.

Milano Shields 13, Melli 12, Grant 11
Cremona Tinkle e Juskevicius 11, Spagnolo e Dime 8

Varese-Trieste 76-92

—  

Coach Roijakkers non è più in grado di sopperire ai limiti fisici e tecnici della sua squadra, rigettata nella lotta per evitare la retrocessione. Ciani, invece, ha trovato un Konate da “doppia-doppia” dominante dentro l’area (8/9 da 2 e 10 rimbalzi) e il consueto apporto di Banks, cui si sono aggiunti un buon Clark (12 punti in 19 minuti sul parquet) e un efficace Grazulis. In avvio, l’Allianz vede subito sul suo scout due triple di Davis (2-9 al 3’), prima di subire un parziale di 10-2 firmato dalla reattività di baby Librizzi, alla miglior prestazione stagionale, e da qualche fiammata di Keene (12-11 al 4’10”). Tocca, però, agli ex Clark e Banks (già 10 punti a metà primo quarto) approfittare delle difficoltà offensive del quintetto di casa (4/17 nelle triple all’intervallo lungo) per costruire il +8 esterno (32-40 al 18’20”). Un margine utile che, all’inizio della ripresa grazie a Konate e Mian, diventa in doppia cifra (+14 49-63 al 27’19”) per consentire a Trieste di gestire con tranquillità il finale.

Varese Keene 22, Librizzi 13, Sorokas 10
Trieste Banks 19, Konate 17, Clark e Grazulis 12

Virtus-Trento 95-88 dts

—  

Partita a due facce per Bologna: dominio e controllo per 25’ con un paio di +17, il primo già dopo 13’ di gioco; poi sofferenza e calo fisico nel finale negli ultimi due quarti che vede la squadra ospite ricucire tutto lo svantaggio fino al 61-60 con un parziale di 13-0 dentro a un allungo di 20-4. Alla fine però esce la 12a vittoria di fila utile per tenere a distanza Milano e anche l’emergente Brescia. Nella prima parte Bologna prende il largo a cavallo dei due quarti iniziali col dinamismo di Cordinier, i canestri a colpo sicuro di Weems e la crescita di Shengelia. Coach Scariolo può dare spazio anche a Mannion, autore di un paio di buon giocate. In avvio di ripresa c’è pure l’infortunio al primo arbitro Attard lasciando ai due colleghi il compito di concludere la gara. La Virtus sembra non avere problemi a gestire il vantaggio ma all’improvviso arriva il black out dovuto anche a qualche eccesso di sicurezza e di leziosità. L’ottimo Flaccadori conferma la sua grande vena di questo periodo organizzando la rimonta coadiuvato da Reynolds e Williams. La squadra bolognese sbanda poi Flaccadori fa il gesto più bello accusandosi di avere toccato sul fondo un pallone che gli arbitri assegnano a Trento facendo cambiare la chiamata. Anche per sportività il play trentino si dimostra un asso. Ma Trento non demorde e da -7 impatta a quota 82 con 1’24” da giocare. Per due volte Trento fallisce il sorpasso e Caroline sulla sirena spreca ancora. Si va all’overtime, Trento sorpassa e spreca il possibile +4 allora Bologna accende i suoi ex Cska Mosca: Shengelia da doppia doppia fa il vuoto, Hackett infila la tripla del +5 che stavolta Trento non può recuperare.

Virtus Shengelia 19, Weems 14, Hackett 10
Trento Flaccadori 20, Reynolds 19, Bradford 16

Venezia-Brindisi 80-78 dts

—  

Brindisi lotta, ma cede sul traguardo dopo una partenza sprint. Tonut devastante (27 punti) al rientro, decide Watt dalla lunetta a 22” dalla fine, la tripla di Harrison si ferma sul ferro. È la sfida dei grandi assenti: Vitali, Daye, Sanders e Bramos (in panchina, ma non utilizzabile dopo la distorsione alla caviglia rimediata contro la Fortitudo) nella Reyer, l’ex Clark, Udom e Adrian nell’Happy Casa. Avvio horror dell’Umana (0-8), Brindisi affonda i colpi, approfittando della serie di errori in serie al tiro degli orogranata (3-19). Il rientrante Tonut tiene a galla Venezia (9-21), che nel secondo quarto cambia passo (27 punti realizzati), trovando la spalla ideale in De Nicolao (23-25). Controparziale di 20-6. I due falli di Zanelli incidono nella rimonta dell’Umana, Brindisi riesce a scappare nuovamente(27-33), capitalizzando metà dei liberi conquistati (32-37), tanto che uno straripante Echodas firma i canestri del -1 (36-37). Umana ce sorpassa (40-37), Perkins è carico di falli, ma le due squadre non si staccano (47-47), Tonut è un teorema insoluto per Brindisi, Echodas non fa rimpiangere Watt (55-51), ma il match è sul filo del rasoio (57-57). Ultimo quarto all’arma bianca, squadre stanche, l’Happy Casa si illude nuovamente (63-70), reazione rabbiosa della Reyer (70-71), Theodore impatta (72-72), Gentile perde palla, ma Tonut non evita il prolungamento, aperto dalla tripla di Harrison (72-75), immediata la replica di Tonut (75-75). Ultimo vantaggio esterno di Zanelli (75-77), l’Umana scatta, Gaspardo impatta (78-78) dalla lunetta, poi i due liberi di Watt.

Venezia Tonut 27, De Nicolao 12, Theodore 12
Brindisi Gentile 13, Harrison 13, Visconti 12, Perkins 11

Sassari-Treviso 94-80

—  

La Dinamo ritrova la vittoria dopo la battuta d’arresto con Pesaro, la squadra di Bucchi batte una Treviso in sofferenza davanti alla difesa sarda, protagonista nella seconda parte di partita, quando scava il solco decisivo. Prima parte di gara in favore dei padroni di casa, che massimizzano il lavoro di Bilan nel pitturato, Treviso soffre ad inizio partita per le percentuali al tiro dalla lunga distanza, ma trova in Sokolowski una risorsa in uscita dalla panchina, che permette alla squadra di Nicola di ovviare subito alla falsa partenza. Lo strappo lo porta Sassari nel secondo quarto, Treviso non trova una soluzione alla capacità di Robinson di attaccare il ferro, il play crea e finalizza, permettendo ai padroni di casa di toccare il +13, mentre la Nutribullet non trova in Russell la costruzione di gioco giusta per scardinare la difesa sarda: 46-33 al 20’. Dopo la pausa lunga, l’attesa reazione ospite sbatte contro la difesa della Dinamo, Bucchi ordina a Kruslin di seguire Sokolowski, l’attacco trevigiano progressivamente si blocca e dall’altra parte del campo Burnell e Bilan fanno la voce grossa nel pitturato firmando anche il +17, con il solo Bortolani a tenere vive le speranze della Nutribullet. Nell’ultimo quarto non cambia l’inerzia, Treviso accende le speranze solo nel finale con un gioco da 3 punti del giovane Faggian entrato in quello che sembrava puro garbage time, Bucchi però richiama all’ordine i suoi e Sassari dà la spallata decisiva con Treier e Burnell, 94-80 il finale.

Sassari Bilan 24, Burnell 13, Robinson 10
Treviso Sokolowski, Sims 17, Bortolani 16

Napoli-Reggio Emilia 82-85

—  

Una Unahotels solida, organizzata e lucida al netto delle rotazioni limitate, espugna il palabarbuto (82-85) al termine di una partita condotta anche di 18 lunghezze e blinda la sua salvezza. Discorso che invece resta aperto per la Gevi, che perde in casa per la seconda volta in 4 giorni e dovrà guadagnarsi la permanenza in Serie A nel finale di stagione. Dopo le comparsate nelle prime due partite Buscaglia lancia Gudaitis in quintetto ma è il suo avversario diretto Hopkins il grande protagonista del buon avvio reggiano: sono suoi 9 dei 13 punti segnati dalla Unahotels nei primi 5’ (8-13 il parziale). La Gevi prova a scuotersi con una poderosa schiacciata del centro lituano seguita da due triple del connazionale Velicka, ma gli ospiti trovano in Strautins un terminale infallibile e chiudono a +3 il primo quarto. Un margine che Reggio Emilia allarga nella prima metà del secondo quarto grazie all’ottimo impatto di Thompson e Crawford, che infilano 14 punti per il 23-41 del 17’. Sprofondata a -18 la Gevi si scuote, e costruisce un 11-0 alimentato da Lombardi e McDuffie e chiuso da Rich che la riporta in partita prima dell’intervallo (34-41 a 55”). Il terzo quarto è contraddistinto da autentiche fiammate: la prima è della Unahotels, che vola sul +15 al 24’ con Cinciarini e Larson (41-56), i padroni di casa rispondono con un 10-0 (51-56 al 27’) e la partita finalmente si accende con Johnson e Parks che danno vita ad uno splendido duello nel finale di parziale. Al 31’ un gioco da 3 punti di McDuffie vale il 62-65, ma quando la rimonta napoletana sembra quasi completa Caja ritrova Thompson e Crawford per provare l’ennesima fuga che sembra lanciata al 34’ con una bella schiacciata di Hopkins (68-78). E invece la Gevi la riapre anche questa volta con Zerini che a 3’49 firma il canestro del 76-80. Dura pochissimo però, Reggio cerca e trova una tripla pesantissima con il solito Thompson e poi ruba e trasforma la palla del nuovo +9 esterno (76-85 a 2’42). Chiusa? Nemmeno per idea, Parks e McDuffie fanno 6-0 prima che si entri nell’ultimo minuto e Rich ha due volte la palla del pari negli ultimi 30”. Le sbaglia entrambe, finisce 82-85.

Napoli Rich 16, Parks 15, McDuffie 13
Reggio Emilia Hopkins 19, Strautins 16, Johnson 16

Pesaro-Fortitudo Bologna 88-87

—  

Per le Aquile era la partita della vita, per la Carpegna Prosciutto il biglietto per sognare i playoff. Ha avuto ragione la Vuelle, alla sua quinta vittoria nelle ultime sei uscite. Bologna ora ha un piede in A2. Gara incerta, lottata fino al 40’ e portata a casa sugli episodi. Luca Banchi, con il successo odierno, ha il 50% di vittorie a Pesaro, 11 su 22, sebbene l’ultimo quarto sia stato diretto dal suo vice Savignani per l’espulsione del coach di Grosseto per doppio fallo tecnico. E il suo assistente brasiliano è stato impeccabile. L’Mvp è Jones, all’ennesima tripla doppia (24+15). Bologna era reduce da giorni turbolenti, con comunicato della società che parla di stipendi saldati. Per la Fortitudo, di misura e dopo un match dispendiosissimo, lo stop fa molto male. All’andata si imposero Aradori e compagni di 21, in quello che è sempre un “derby” e anche oggi ha portato a un pubblico record: 4963 persone e oltre 800 arrivano dall’Emilia. Delfino era un ex atteso e si è scaldato strada facendo, confermandosi leader. Dopo 1’30” la Vuelle guida 4-0, si va in velocità per l’8-5 del 3’, in una cornice splendida. Sanford è caldo ma anche Aradori (11 punti nel primo quarto), Frazier in sospensione sorpassa al 6’ (12-13). Al 7’ gli ospiti conducono 12-16, al 12’ è 24-33 con due triple filate di Benzig. Pesaro non riesce ad aprire la scatola dai 6,75, Bologna ha il 73% da lontanissimo ed è avanti 31-42 al 17’, senza grande opposizione. Jones si fa sentire sotto le plance, Chara si carica la squadra sulle spalle e allunga (33-45 al 18’). Delfino infila la prima tripla dei suoi (al nono tentativo) a 33” dal secondo intervallo (38-47). Lamb lo imita allo scadere della sirena per il 41-47 del 20’. La Fortitudo continua a condurre grazie ai canestri da fuori, sottocanestro i rimbalzi sono tutti di Pesaro. I padroni di casa rientrano con l’atteggiamento giusto dagli spogliatoi e salgono a meno 2 (45-47 al 21’). Jones è un rebus per la difesa della Effe, non ha rivali e la Vuelle gioca su di lui. La gara prosegue sul filo dell’equilibrio, con Feldeine Bologna prova a strappare (55-65 al 27’ dopo il tecnico a Jones), ma i ragazzi di Martino tirano male i liberi e continuano a reggersi sulle triple. Frazier con un due più 1 porta i suoi a più 11 (57-68 al 29’), la Carpegna Prosciutto non muore mai e in un amen è 65-68 al 30’ con un controbreak. L’ultima frazione è incandescente, Jones schiaccia il meno 1 (67-68 al 31’). Sul quarto fallo sanzionato a Sanford arriva il doppio tecnico con espulsione di Banchi. La Vuelle reagisce e rientra con grande energia. Un mostruoso Jones sorpassa: 73-72 al 32’, la Vitrifrigo Arena è infuocata. Si lotta duramente, Lamb non ha pietà (76-72 al 34’), Aradori (6/6 da 3) spinge, al 36’ è 80-81. E’ un finale al cardiopalma, Moretti è freddissimo e centra 6 punti consecutivi (86-85 al 38’). Feldeine realizza l’86-87 a 14” dalla fine e i biancorossi fanno 2/2 ai liberi con Delfino (88-87 a 3” dalla doccia). Charalampopoulos sbaglia la tripla dall’angolo e Pesaro – con invasione di campo – festeggia la salvezza, facendo un pensierino ai playoff.

Pesaro Jones 24, Delfino 15, Moretti e Sanford 14
Fortitudo Aradori e Feldeine 22, Benzing 17

Tortona-Brescia 81-74

—  

Si ferma a 14 la striscia di vittorie consecutive di Brescia, Tortona compie un passo decisivo verso i play off. Sfida splendida, in cui il copione e il punteggio si inverte in modo speculare tra i due quarti: Macura e Wright trascinano Tortona, Brescia conta su un determinato Petrucelli, ma non su un Mitrou-Long stranamente evanescente. Non ancora disponibili i nuovi acquisti, Fridriksen per i piemontesi, John Brown per i lombardi, nel Derthona manca anche Filloy per un risentimento muscolare. Nel primo quarto Brescia gira a mille, sull’asse Della Valle-Petrucelli, provando l’allungo a metà periodo con il +11’, per un parziale di 0-9 in parte legato alle palle perse da Tortona. Brescia arriva al +13, ma la tripla di Mascolo sulla sirena permette al Derthona di chiudere a -11, 15-26. Tortona fatica al tiro, 1/5 da 3. Sotto canestro molta imprecisione bianconera e molti rimbalzi azzurri. Poi Sanders con l’aiuto del ferro e una strepitosa tripla di Severini rimettono Tortona in partita, 8-4 parziale e da -13 a -7 in 1’30’’. L’antisportivo fischiato a Moore frutta un solo punto al Derthona, ma uno strepitoso Macura riporta in cifra singola il distacco, si chiude sul 32-41. Il secondo tempo si apre con ripetuti errori al tiro di Daum (2 punti nel primo tempo), Brescia torna al +12 con Petrucelli, che però ci mette inutile nervosismo e tre falli consecutivi con un tecnico. Wright (21 punti) e Macura tengono su Tortona, che nel frattempo si lancia all’attacco e trova anche le misure per difendere contro una squadra da caratteristiche opposte. 8-0 parziale, time out, ma ancora nervosismo, Eboua si becca l’antisportivo. Chris Wright mette il pari 48-48 al 26’e con due liberi fa mettere ai padroni di casa per la prima volta la testa avanti al 27’. Con un 15-2 Tortona si porta dal -14 al +9, con un quarto da 30 punti, chiuso 62-54 con parti del tutto invertite rispetto al primo tempo. Nell’ultimo quarto Brescia a -1 a metà periodo, ma un altro capolavoro firmato Jp Macura (21) riporta il +4, Brescia paga l’avvitamento di Mitrou-Long, poco concreto e spesso a scaligere soluzioni complicate. Decisivi i liberi nel finale: due sbagliati da Moore, Petrucelli non si arrende e ne mette tre, la schiacciata di Daum chiude la partita sul 77-70.

Tortona Wright e Macura 21, Sanders e Daum 12
Brescia Petrucelli 19, Burns 12, Gabriel 11

We wish to thank the writer of this article for this outstanding web content

Milano batte Cremona e trova l’Efes in Eurolega. La Virtus si conferma in testa

Debatepost