Milano e Messina ancora insieme: “Sono in debito con Armani”

Il coach continuerà la sua avventura all’Olimpia: “Finora stagione molto positiva, siamo in linea con gli obiettivi, nonostante infortuni e Covid. In Eurolega voterei per una wild card alla Virtus. E sulla sfida di domani dico che…

Vincenzo Di Schiavi

Sfoderato anche l’ultimo sussulto contro l’Asvel, con la sua sporca dozzina (in realtà erano anche meno), Ettore Messina catapulta Milano al secondo playoff europeo di fila, quest’anno addirittura sul podio (terzo), slegato per meriti propri pure dalle sorti delle russe sulla cui triplice esclusione altri hanno brindato. In premio ecco il derby d’Italia, domani a casa Virtus, sfigurato dalle assenze. Tre nella Vu e ben 7 in casa Olimpia. A cui però il coach-manager regala l’agognato sì. Ettore resterà a Milano. Alle parole di Giorgio Armani: “Messina a vita, lui è perfetto per noi e per l’immagine dell’azienda” arriva la risposta che vidima di fatto la firma sul rinnovo biennale.

La Coppa Italia in bacheca, secondo playoff consecutivo in Eurolega, secondo posto in campionato. Come giudica la stagione di Milano finora?

“Molto positiva perché in linea con tutti gli obiettivi che, ad ora, ci eravamo posti. Per il secondo anno consecutivo siamo tra le migliori otto d’Europa e questo è un risultato che solo i grandi club possono vantare. Aggiungo poi che abbiamo giocato tre mesi senza Shields, abbiamo avuto due casi di doping e una doppia tornata di Covid: fortissimo quello sotto Natale e preoccupante quello attuale. E mettiamoci pure tutte le traversie di Gigi Datome, un giocatore per noi molto importante. Sul secondo posto in campionato mi permetto d osservare che il Real Madrid ha perso 7 gare in campionato, l’Efes ha avuto i suoi alti e bassi e pure il CSKA ha scontato battute d’arresto. Morale: la durezza dell’Eurolega ti costringe a pagare qualcosa. Perdere a Brescia e a Sassari ci sta. Ultima insolubile questione: Covid, infortuni e 4 gare a settimana impongono quintetti, squadre e gerarchie sempre diverse. Così è dura. Ma vale per tutte le squadre di Eurolega”.

Questi i fatti. Su cui forse percepisce troppo pessimismo o poca considerazione?

“No, sono sereno. Abbiamo giocato alcune partite scadenti e giustamente siamo stati criticati, ma devo essere sincero: sento che la piazza e i tifosi sono con noi, avverto sostegno e comprensione. La crescita continua di questi anni, dignità e durezza nel gioco e la volontà di rappresentare al meglio la proprietà in Italia come in Europa è quanto abbiamo costruito finora e di cui vado orgoglioso. Prima si andava a Madrid, Barcellona o Mosca mettendoci la croce sopra a prescindere pensando già alla gara successiva, ora ce la giochiamo sempre e quando perdiamo torniamo a casa incazzati. Abbiamo sviluppato una cultura del lavoro da squadra di vertice. Un svolta che il nostro pubblico ha percepito. Poi certo, siamo nell’era dei social dove c’è chi, protetto dall’anonimato, sputa veleno, ma io resto indifferente. Spero valga anche per i miei giocatori”.

Giorgio Armani ha dichiarato: “Messina lo terrei a vita”. Lei ha rinviato ogni discorso a fine stagione. Sicuro di non avere già deciso?

“Ho ricevuto dal signor Armani un attestato di stima enorme. Le parole che ha pronunciato dopo la Coppa Italia hanno un peso straordinario che mi fanno sentire ancora più in debito nei suoi confronti. E io quella fiducia intendo ripagarla. I grandi cicli nascono così, con l’empatia e la consapevolezza di un percorso comune e condiviso, oltre che con le vittorie”.

Avete raggiunto più agilmente o status di top club europeo che l’Olimpia non aveva da oltre 30 anni, rispetto a una supremazia interna che ancora non c’è. Strano, non le pare?

“Non è per nulla strano. Perché la Serie A resta uno dei campionati più competitivi e perché c’è una super squadra che si chiama Virtus Bologna e che ha un organico da Eurolega”.

A proposito. Milano è tra i 13 club con licenza permanente che, di fatto, governano l’Eurolega. Dovesse esserci una wild card da assegnare, lei voterebbe Virtus?

“Sì, senza dubbio, non ci penserei mezzo secondo e sono certo di rappresentare anche la volontà della nostra proprietà. Sarebbe una svolta importante per tutto il movimento e il giusto riconoscimento al progetto e agli investimenti fatti dalla Virtus e dal suo proprietario. E poi…”.

“Be’ – ride – egoisticamente sarei molto felice che anche la Virtus si ritrovasse con gli stessi problemi nostri: una stagione durissima che solo il binomio Eurolega-Serie A ti può riservare”.

Domani a Bologna la grande sfida alla Virtus a cui arrivate senza 6 giocatori. Anche loro hanno delle defezioni. Vista così che valore può avere?

“Ce l’ha perché andiamo a sfidare i campioni d’Italia che a loro volta scontano delle problematiche, ma hanno inserito due top player di livello europeo. Noi siamo in piena emergenza, al momento non combattiamo ad armi pari, ma speriamo di offrire un grande spettacolo”.

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Milano e Messina ancora insieme: “Sono in debito con Armani”

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