Biden rafforza gli aiuti all’Ucraina: pioggia di soldi su Kiev

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di Giuseppe Sarcina
Il presidente chiede al Congresso 33 miliardi per gli aiuti militari e per garantire assistenza economica. La scelta degli Stati Uniti una chiamata anche agli alleati: Ci fermeremo quando cesseranno le atrocit dei russi


WASHINGTON – Altri venti miliardi di dollari in armi. In un colpo solo gli Stati Uniti aumentano di cinque-sei volte le risorse destinate alla guerra in Ucraina
. E’ una svolta drammatica. Joe Biden ieri si presentato davanti alle telecamere e ha spiegato: Continueremo ad aiutare i coraggiosi ucraini a difendere il loro Paese. Andremo avanti fino a quando dureranno le atrocit commesse dai russi. E ancora: Lo so che il costo di questa battaglia non piccolo; ma ogni giorno, ogni giorno, gli ucraini pagano un prezzo con le loro vite.

Il mito da distruggere

Non ci sono indicazioni, non ci sono prospettive per il negoziato. Il presidente americano durissimo: Nonostante la propaganda diffusa dal Cremlino, le cose sono molto chiare. Noi non stiamo attaccando la Russia, noi stiamo appoggiando la resistenza ucraina. Putin ha scelto di lanciare questa brutale invasione; ora pu decidere di interromperla. La Russia l’aggressore, senza “se” e senza “ma”. E la comunit internazionale deve chiamare la Russia a risponderne e lo far. Nel vertice di Ramstein il Segretario alla Difesa, Lloyd Austin, aveva dichiarato che il nuovo obiettivo sconfiggere la Russia e indebolirla al punto che non sia pi in grado di aggredire altri Paesi. Ieri Biden ha aggiunto: Noi distruggeremo questo mito che Putin possa in qualche modo continuare ad agire senza che il resto del mondo intervenga.

Pioggia di soldi

Biden chiede al Congresso di autorizzare una spesa straordinaria pari a 33 miliardi di dollari, che andrebbero ad aggiungersi ai 13,6 gi stanziati da Camera e Senato il 9 marzo scorso. Questo nuovo pacchetto diviso in tre parti. La pi consistente, venti miliardi appunto, servir, come dice Biden, per mantenere costante il flusso di mezzi militari e di munizioni a favore dell’Ucraina. Grazie alle armi che abbiamo inviato finora — ha notato il presidente — le forze russe sono state costrette a ritirarsi da Kiev. La lista degli ordigni dovrebbe restare pi o meno la stessa: artiglieria pesante, blindati, droni, missili anti-carro e anti-aereo, lanciatori di granate, mitragliatrici, fucili automatici, sistemi radar. La seconda voce vale 8,5 miliardi: fondi destinati alla assistenza economica. La scorsa settimana, il primo ministro dell’Ucraina, Denys Smihal, partecipando alle riunioni del Fondo monetario a Washington, aveva quantificato il fabbisogno del suo governo: 5 miliardi di dollari al mese per assicurare i servizi di base. Per ora ne incasser 8,5 dagli Usa. Terzo e ultimo capitolo: tre miliardi per le esigenze umanitarie e per la sicurezza alimentare. Biden ha attaccato il Cremlino anche su questo piano: Putin sostiene che le sanzioni stiano bloccando le esportazioni di cibo dall’Ucraina. Semplicemente non vero. la guerra di Putin che sta impedendo i raccolti e danneggiando le spedizioni dei generi alimentari via terra e via mare.

Appello agli europei

Il discorso di Biden chiama in causa anche gli alleati. Il presidente convinto che i partner della Nato, i partner europei verseranno la loro giusta quota per la causa ucraina. In una telefonata con i giornalisti, un consigliere della Casa Bianca, fa sapere che l’Amministrazione chieder un contributo proporzionale soprattutto ai partner del G7. In ogni caso, quindi, la richiesta riguarda anche l’Italia. Difficile, in questo momento, fare calcoli. Ma la fuga in avanti di Biden metter in difficolt la coalizione di governo guidata da Mario Draghi, che sta gi faticando a trovare un accordo su consegne molto pi limitate di armi. Si complica, quindi, anche la visita del presidente del Consiglio a Washington, in programma il prossimo 10 maggio.

Il fronte del gas

In compenso Biden promette altri interventi sul fronte del gas. Non consentiremo alla Russia di intimidire o ricattare i nostri alleati, ha detto citando l’interruzione delle forniture russe a Polonia e Bulgaria. Stiamo lavorando con altre nazioni, come Corea, Giappone e Qatar, per deviare le nostre consegne di gas liquido verso l’Europa. Ma non sar semplice.

28 aprile 2022 (modifica il 28 aprile 2022 | 23:08)

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