Borse Ue in cauto rialzo in attesa di Bce, forti acquisti su Atlantia dopo Opa

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee, all’indomani di una seduta nervosa alla luce dell’inflazione record che secondo gli osservatori porterà la Fed ad alzare i tassi di interesse di 50 punti base, sono in modesto rialzo nell’ultima seduta di una settimana più breve del consueto (domani e lunedì le principali piazze europee, Milano compresa, sono ferme per la Pasqua, gli scambi riprenderanno martedì). Intanto si monitora la stagione delle trimestrali americane, che entra nel vivo con le grandi banche – dopo l’esordio con JPMorgan, sotto le stime anche a causa dell’impatto delle tensioni geopolitiche sulle attività, tocca a Goldman Sachs, Citigroup, Morgan Stanley e Wells Fargo – i cui numeri servono a valutare concretamente l’impatto della guerra tra Russia e Ucraina sull’attività economica nei primi tre mesi dell’anno.

A Piazza Affari (FTSE MIB) focus su Atlantia: stamane l’annuncio dell’ opa Benetton-Blackstone a 23 euro compresa cedola 2022 di 0,74 euro, con obiettivo delisting. ll titolo è balzato del 5% nei primi scambi raggiungendo subito il prezzo dell’offerta.

I riflettori sono puntati sulla Bce, ma anche sugli Stati Uniti, dove sarà pubblicato un importante indicatore sulla tenuta dell’economia come le vendite al dettaglio. Nel giro di pochi minuti, a partire dalle 14 quando uscirà il comunicato stampa da Francoforte dopo la riunione del consiglio della Bce, si faranno dunque i giochi della giornata sui listini.

Nessuna mossa attesa dalla Bce

In realtà nessuno si attende che la Bce prenda decisioni: Christine Lagarde dovrebbe confermare la veloce riduzione degli acquisti di titoli e la possibilità che successivamente (probabilmente non prima del quarto trimestre dell’anno) anche la Bce possa alzare i tassi d’interesse. Il problema è che il board della banca centrale è spaccato tra i falchi (che chiedono di agire subito contro la galoppante inflazione) e le colombe (che temono l’impatto sulla crescita economica di un’eventuale stretta monetaria). Importante sarà dunque ascoltare la conferenza stampa della presidentessa Lagarde, per capire quale delle due anime della Bce stia prevalendo.

Vendite al dettaglio Usa

L’altra partita si gioca negli Stati Uniti. Da un lato arriverà il dato sulle vendite al dettaglio di marzo. L’attesa è di un aumento dello 0,6% mese su mese. Questo dato è importante non solo perché a marzo l’effetto della pandemia è stato pressoché assente, dunque si può vedere esattamente lo stato di salute dell’economia americana. Ma è importante anche perché potrebbe spingere la Federal Reserve ad agire con maggiore aggressività sui tassi: attualmente sono previsti altri 9 rialzi dei tassi Fed nel 2022 e la riduzione dei titoli nel bilancio della banca centrale al ritmo di 95 miliardi di dollari al mese. Ma se emergesse che l’economia Usa è più surriscaldata del previsto, con vendite al dettaglio forti sebbene i salari reali negli Usa siano calati del 3,6% nell’ultimo anno, allora la Fed avrebbe un motivo in più per la “stretta”.

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