Doncic non morde, Dallas sì: ecco come è caduta Miami

Gli Heat riescono a imbrigliare Luka ma i Mavs si scoprono molto di più dello sloveno e centrano la quinta vittoria nelle ultime 6 partite in casa della regina dell’Est

Miami ha centrato la missione: rallentare Luka Doncic. Ma ha perso comunque la sua battaglia. In casa della squadra col miglior record a Est, Dallas mostra nel modo più convincente di essere molto più del suo straordinario sloveno, anche adesso che ha ceduto Kristaps Porzingis, per un paio d’anni numero due designato mostrando solo sprazzi di poterlo essere. C’è la firma di tutto il gruppo di coach Kidd sul 107-99 di Miami, la quinta vittoria nelle ultime 6 partite: quella più leggibile è di Maxi Kleber, protagonista nella ripresa con 10 punti nel quarto periodo e la difesa su Jimmy Butler. “Quella di Dallas è una delle difese più sottovalutate di tutta l’Nba” è l’elogio di coach Spoelstra, nonostante la sua Miami perda per la prima volta dopo 5 trionfi.

Dallas al maxi

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“Se la difesa avversaria raddoppia su di me vuol dire che qualcuno dei miei compagni è libero e dobbiamo approfittarne: è così che abbiamo vinto” taglia corto Doncic col suo solito ermetismo post partita. Dopo due gare da fenomeno, Luka ha chiuso con dei numeri per lui sottotono (21 punti, 10 rimbalzi e 6 assist tirando 5/19 dal campo) ma si è meritato comunque gli elogi di Kidd per come ha gestito l’attenzione della difesa degli Heat. E come ha innescato i compagni, Kleber su tutti. Il tedesco nato nello stesso paese di Dirk Nowitzki ha fatto la differenza su entrambi i lati del campo, chiudendo con 19 punti. “È uno sport di squadra e per vincere tutti devono dare il massimo – racconta -. Il mio obiettivo è aiutare la squadra in ogni modo, sia in attacco che in difesa”. Ad aiutare ci hanno provato anche i due ultimi arrivati in casa Mavs (34 vinte-24 perse fin qui). Se Spencer Dinwiddie è stato anonimo (4 punti e 5 assist in 23′), Davis Bertans si è fatto sentire con 12 punti in 13′. “Ero felice semplicemente di essere in campo – racconta -. È bello qui perché tutti conoscono il proprio ruolo”.

Heat stop

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Miami (37-21) ha controllato il primo tempo coi rimbalzi (26-15 il conto al 24′) ma nella ripresa si è persa per colpa dell’attacco, troppo dipendente da Butler che ha messo 21 dei suoi 29 punti dopo il riposo. “Non siamo minimamente al livello a cui vorremmo essere e va bene così perché siamo a febbraio – spiega Kyle Lowry, 13 punti e 4 assist ma anche lui sparito nella ripresa -. Vogliamo essere al top da aprile in poi, abbiamo ancora tanto su cui migliorare”. Oltre all’incapacità di fare centro da tre (7/21, Dallas ne ha mandate nel canestro 18), gli Heat hanno pagato in una ripresa col 30% al tiro l’incapacità di trovare un realizzatore alternativo a Butler. Bam Adebayo lo era stato nel primo tempo (13 dei suoi 21 punti), ma nella ripresa ha rallentato come Omer Yurtseven, 11 punti e 8 rimbalzi alla fine e vera spina nel fianco dei Mavs per tutto il primo tempo. “Dallas è un’ottima squadra, ci ha battuto con merito” riconosce Lowry.

La partita

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Dopo un primo quarto equilibrato, Miami prova la fuga nel secondo, allungando fino al 59-46 che Butler firma a 1’17” dal riposo. Coach Kidd nell’intervallo corregge i difetti dei suoi Mavs: Kleber gioca coi titolari al posto di Green, Doncic è più ispirato e i Mavs a 31″ dalla terza sirena mettono il naso avanti sull’81-78 grazie ad un gioco da 3 punti di Bertans. Finney-Smith da fuori fa 96-85 con 6’55” da giocare, ma gli Heat trascinati da Butler hanno ancora voglia di lottare. Ci vuole una tripla di Kleber, a 37″ dalla fine, per convincerli ad arrendersi.

Miami: Butler 29 (8/16 da due, 0/2 da tre, 13/14 tiri liberi), Adebayo 21, Lowry 13. Rimbalzi: Adebayo 12. Assist: Vincent 5.

Dallas
: Doncic 21 (3/12, 2/7, 9/12 tl), Brunson 19, Kleber 19. Rimbalzi: Doncic 10. Assist: Doncic 6, Brunson 6.

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