Incredibile a San Francisco: Doncic rimonta da -19 e batte Curry

Clamoroso ribaltone dei Mavs, che passano 107-101 in casa dei Warriors. Fondamentali i 34 punti di Luka

Clamoroso al Chase Center. Sotto di 19 a 10’ dalla fine, Dallas si prende una clamorosa vittoria in casa di Golden State, trascinata al trionfo dal solito show di Luka Doncic (34 punti e 11 rimbalzi), che ha trovato la sua spalla per una notte in Spencer Dinwiddie, provvidenziale per il ribaltone finale con 10 dei suoi 24 punti nell’ultimo periodo. A Dallas si è accesa all’improvviso la luce dopo 3 quarti da bocciatura senza appello. A Golden State, che fino a quel momento aveva dominato, si è clamorosamente spenta nonostante i 27 punti di Steph Curry, l’ultimo ad arrendersi.

Scatenati

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Il ribaltone di Dallas (36 vinte-25 perse fin qui) è prima di tutto il talento di Doncic. Nervoso e fuori sincro per tutto il primo tempo, lo sloveno nella ripresa ha ritrovato il ritmo e nel quarto periodo è salito ulteriormente di livello, rendendo imperdibile il duello con Curry che per tre quarti l’mvp dell’ultimo All Star Game ha assolutamente dominato. Luka però ha quella capacità che hanno i grandi campioni, sapere sempre come fare la differenza. Per Dallas è fondamentale che questo meraviglioso Batman abbia un Robin, ruolo che a San Francisco si è preso Spencer Dinwiddie. Quello dell’ex Washington è stato un crescendo meraviglioso, impreziosito dalle giocate decisive nel quarto periodo. Oltre a loro bene Finney-Smith, 14 punti e 9 rimbalzi tutta grinta.

Ribaltati

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Golden State (43-18), alla quinta sconfitta nelle ultime 7 partite, non subiva una rimonta così da anni. Ma l’ultimo quarto è stato un incubo da 13 punti e 5/21 al tiro, una sbandata lunga come un parziale di 26-1, quello che ha portato Dallas da sotto 93-74 ad avanti 100-94. I Warriors, orfani di Klay Thompson (malato) e Draymond Green (tornerà entro metà marzo) hanno mostrato in 9’ tutti i loro difetti dopo averli perfettamente camuffati per 39’. E Curry si è riscoperto solo, dopo che per tutto il match aveva trovato l’aiuto di Andrew Wiggins (calato dopo gli 11 punti del primo quarto) e Gary Payton II. È mancata la panchina, è mancata la difesa nel finale, è andata all’improvviso quell’identità e quella compattezza che hanno reso i Warriors la seconda miglior squadra Nba. Una che non può permettersi questi blackout.

La partita

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La coralità dei Warriors fa la differenza nel primo quarto, coi padroni di casa che a 3’39” dalla sirena sono avanti 30-12. Dallas prova a rientrare nel secondo periodo, ma chiude sotto 60-48 e sprofonda sotto i colpi dell’1-2 Curry-Looney in avvio di ripresa. Steph da 3 mette il 73-52 a 8’28” dalla terza sirena, Doncic prova a riportare sotto i suoi ma il quarto periodo inizia con Golden State avanti 88-74 e capace di allungare fino al 93-74 che Lee infila a 9’59” dalla fine. È allora che i Warriors si spengono, che Dinwiddie e Finney-Smith riaccendono Dallas, portata da Doncic al sorpasso dopo un clamoroso parziale di 26-1. Uno su cui i Mavs costruiscono la più grande rimonta della loro stagione e i Warriors la loro disfatta più clamorosa.

Golden State:Curry 27 (8/15 da due, 3/10 da tre, 2/4 tiri liberi), Wiggins 18, Payton 13. Rimbalzi: Looney 10. Assist: Curry 10.

Dallas: Doncic 34 (7/12, 3/9, 11/12 tl), Dinwiddie 24, Finney-Smith 14. Rimbalzi: Doncic 11. Assist: Brunson 5, Dinwiddie 5.

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Incredibile a San Francisco: Doncic rimonta da -19 e batte Curry

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