Lakers-coach Vogel: “Scelta inevitabile”. Ecco chi può rimpiazzarlo

Los Angeles ufficializza la separazione dal coach, che paga la stagione fallimentare chiusa senza nemmeno il Play-In

Era il segreto di Pulcinella a Los Angeles, ben prima che il fallimento del 2021-22 diventasse ufficiale: Frank Vogel non sarebbe stato l’allenatore nella prossima stagione. Ora è anche ufficiale: i Lakers e il coach che ha portato loro il titolo 2020 si separano.

il benservito

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È stato il g.m. Rob Pelinka a dare la notizia al coach, che aveva ancora un anno di contratto. “È stato un incontro molto aperto e onesto, in cui gli ho detto che passava dall’essere il nostro leader a parte della nostra storia, esprimendogli massima gratitudine – ha detto il plenipotenziario dei gialloviola -. Non è il momento di puntare il dito, ma come dirigenza abbiamo pensato che fosse giunto il momento di un nuovo leader, senza sminuire i risultati raggiunti da Vogel”.

inevitabile

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Vogel paga per tutti lo storico fallimento dei Lakers, rimasti fuori dal Play-In con una squadra costruita per puntare al titolo. Paga anche per colpe non sue, anche se di errori ne ha commessi: non è mai riuscito a dare un’identità alla squadra (complici gli infortuni, i Lakers hanno schierato 41 quintetti titolari diversi), ha rotto subito con Russell Westbrook e ha perso quella leadership all’interno dello spogliatoio che gli aveva permesso di creare un rapporto diretto con Pelinka, LeBron James e Anthony Davis. Vogel stava per saltare a fine novembre, prima che l’esplosione dell’emergenza Covid (lui stesso è stato contagiato) bloccasse tutto e costringesse la dirigenza Lakers a mettere in stand-by il cambio di allenatore. Quando la situazione lo permetteva, era ormai troppo tardi per intervenire. “Ho il massimo rispetto per coach Vogel, con lui il rapporto è da sempre molto diretto: è uno che vive per il basket” ha detto LeBron James, che ha incontrato i media alle 18 italiane riferendo che non gli era ancora stato detto nulla del destino del coach.

il successore

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Il toto allenatore a Los Angeles è già partito. Dopo che le prime indiscrezioni puntavano su Quin Snyder, che potrebbe lasciare i Jazz, e Doc Rivers, la cui disponibilità è tutta da verificare, il nome nuovo è quello di Nick Nurse: difficile che i Raptors lo lascino andare, visto che il coach campione nel 2019 è sotto contratto e andrebbe intavolata una trade, ma se fosse lui a chiederlo Toronto difficilmente si rifiuterebbe. Pelinka, senza fare nomi, ha le idee chiare sul tipo di coach che ha in mente. “In squadra abbiamo delle superstar, vogliamo una voce forte che sappia ispirare i giocatori ad esprimersi al massimo in ogni partita – racconta il g.m. dei Lakers -. Non abbiamo una data entro la quale avere per forza un nuovo coach: vogliamo prendere la persona giusta. Sarebbe velo avere un allenatore prima del Draft, ma in questo momento non abbiamo nemmeno una lista. Di sicuro il nuovo coach verrà incluso nel processo decisionale della costruzione per il roster del prossimo anno: tra coach e general manager serve una sintonia perfetta su questo tipo di decisioni, un senso di collaborazione come c’è stato con Vogel”.

fallimento e strategie

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Pelinka non punta il dito contro il coach ma nemmeno si nasconde: la stagione dei Lakers è stata un fallimento. “È stata deludente sotto ogni punto di vista: i nostri tifosi si aspettano di più, si aspettano che i Lakers lottino per il titolo ogni anno e noi non lo abbiamo fatto. Quando hai una delusione, devi accettarla e capire come fare meglio: noi abbiamo parlato con ogni giocatore e cominciato a riflettere su come possiamo migliorare”. Il plenipotenziario conferma che LeBron e Davis, come capitani, avranno la possibilità di esprimere la loro opinione su potenziali acquisti: “È chiaro però a tutti che la decisione finale sulle decisioni legate al basket è solo mia – dice Pelinka -: accetto consigli, ascolto opinioni, ma alla fine sono io a decidere”. Se dalle parole del plenipotenziario gialloviola è chiaro che James e AD saranno parte del futuro, più nebulosa è la risposta su Westbrook: “È un futuro Hall of Famer che ha dato tutto alla sua squadra – dice Pelinka di Russ -: cosa farà il prossimo anno dipende prima di tutto da lui, visto che ha una player option. Una volta che avrà preso quella decisione, ci siederemo con lui e il suo staff per capire cosa è meglio per lui e cosa per noi. Dobbiamo migliorare il proprio roster e siamo aperti ad ogni soluzione per farlo”. C’è un altro segreto di pulcinella che Los Angeles custodisce: Westbrook il prossimo anno giocherà in un’altra squadra. Quale non è ancora deciso.

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Lakers-coach Vogel: “Scelta inevitabile”. Ecco chi può rimpiazzarlo

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