Young monstre, Atlanta e Gallinari ai playoff con Miami. Cavs, favola finita

Gli Hawks passano in rimonta a Cleveland grazie a 38 punti della loro star. L’azzurro contribuisce con 14. Domani alle 19 italiane gara-1 con gli Heat

Davide Chinellato
@dchinellato

Forever Young. Ad Atlanta non è solo una canzone, è il motto di un’intera squadra. Young, ovviamente, è Trae Young, il fenomeno che porta gli Hawks ai playoff dalla porta di servizio del play-in con una partita mostruosa a Cleveland, proprio quando Atlanta era con le spalle al muro. Invece la star ha messo 32 dei suoi 38 punti nella ripresa, guidando la rimonta della ripresa che vale il 107-101 sui Cavs e un incrocio al primo turno con Miami: gara-1 è per domani alle 19 italiane. Gli Hawks se la sono vista brutta, messi alle corde da triple e centimetri di Cleveland e dall’infortunio di Clint Capela, ma hanno resistito anche grazie al contributo di Danilo Gallinari, 14 punti in 41’ di impegno ed esperienza. Lo show di Hawks ha zittito il pubblico di Cleveland: la miglior stagione dal secondo addio di LeBron meritava un finale ai playoff, ma resta un’annata eccellente su cui costruire un futuro importante.

IN VOLO

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“È Trae Young e il gruppo di giocatori che ho il motivo che mi fa credere di poter vincere sempre” dice con onestà coach McMillan. Difficile dargli torto, dopo che la sua stella è stata ancora una volta eccezionale, facendo la differenza nella ripresa (32 dei suoi 38 punti) dopo un primo tempo opaco. “Non c’è un interruttore da accendere, si tratta di rimanere aggressivi e continuare a credere nel proprio lavoro” dice lui. Young è il motivo per cui Atlanta è ai playoff: quando ha cambiato marcia, trovando il modo di perforare la difesa dei Cavs, gli Hawks hanno spiccato il volo. Young non sarà sempre perfetto, ma come ripete più volte McMillan sembra nato per giocare sul palcoscenico più importante che l’Nba può offrire. “Crede in sè stesso, non ha paura di fallire, non si tira indietro quando c’è da fare la differenza ma anzi si butta nella sfida” dice il coach.

Atlanta non ha vinto solo grazie alla sua stella, ma alla difesa che nella ripresa ha cambiato marcia, concedendo a Cleveland 40 punti dopo i 61 del primo tempo e facendo un lavoro migliore nella protezione del ferro. Gli Hawks ora sono dove volevano: il tabellone principale dei playoff (“Non arrivarci sarebbe stata una delusione enorme” dice Bogdan Bogdanovic, 19 punti a Cleveland). Con Miami partiranno sfavoriti, soprattutto se l’infortunio di Capela (ipertensione al ginocchio destro) sarà grave come sembra, ma hanno mostrato di non avere paura di niente.

Arrivederci Cavs

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Cleveland prima dell’All Star Game lottava per il vantaggio del campo al primo turno, ora si ritrova fuori dal tabellone principale. Per battere Atlanta non è servito nemmeno il jolly Jarrett Allen, che era fuori dal 6 marzo e che ha chiuso con 11 punti in 35’. I Cavs hanno comunque fatto vedere quegli sprazzi di futuro che trasformano questo 2021-22 in una tappa fondamentale per il loro rilancio: il rookie Evan Mobley (18 punti, 8 rimbalzi, 5 assist) ha mostrato perché promette di essere una stella, Darius Garland (21 punti e 9 assist, molto meglio di Young per due quarti e mezzo) perché ha giocato l’All Star Game. I Cavs hanno un roster giovane su cui costruire, e l’esperienza di questo play-in perso con gli Hawks sarà fondamentale per la loro crescita. I 14 punti del primo tempo, costruiti su triple e difesa, si sono dissolti nel terzo quarto quanto i tiri da fuori hanno smesso di cadere e quando Atlanta ha alzato i giri. Resta il rammarico, ma quando sarà passato a Cleveland resterà la certezza di avere un grande futuro.

La partita

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Partenza mostruosa di Cleveland, avanti 28-14 a 3’ dalla prima sirena. Atlanta ha bisogno di Bogdanovic per riaprire il match, ma in un finale di primo tempo da incubo prima scivola di nuovo oltre i 10 punti di vantaggio e perde Clint Capela per un’ipertensione al ginocchio sinistro. I Cavs sono avanti 61-51 quando comincia la ripresa, ma è allora che Young diventa irresistibile: a 1’42” dalla terza sirena firma il primo sorpasso di Atlanta, che a fine quarto è sull’84-84 grazie a 16 punti della sua star. Young continua a fare meraviglie, trascina Atlanta ad un parziale di 11-0 che vale il 95-86 a metà parziale. Cleveland rialza la testa con Mobley, che la riporta sotto 100-99 a 90” dalla fine. Young però continua a regalare magie. E porta Atlanta a Miami, a giocarsi i playoff certa di poter battere chiunque. Compresa la miglior squadra del’Est.

Cleveland: Markkanen 26 (4/5 da due, 6/12 da tre), Garland 21, Mobley 18. Rimbalzi: Mobley 8, Markkanen 8. Assist: Garland 9.
Atlanta: GALLINARI 13 (2/7, 2/6, 4/4 tl), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata in 40’51”. Young 38 (9/14, 4/11, 8/9 tl), Bogdanovic 19, Huerter 13. Rimbalzi: Okongwu 9. Assist: Young 9.

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Young monstre, Atlanta e Gallinari ai playoff con Miami. Cavs, favola finita

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