Young salva Atlanta dal baratro: Miami ora è avanti 2-1

Gli Hawks sotto -16 nel terzo quarto, poi la stella piazza il tiro vincente a 4 secondi dalla sirena. Un buon Gallinari (11 punti), gli Heat perdono anche Lowry

Atlanta rimette in piedi la serie contro Miami: vince gara-3 111-110 grazie a un floater di Trae Young a 4.4’’ dalla sirena. Una partita molto intensa, con gli Heat a difendere con ardore su ogni possesso e gli Hawks a rispondere con la qualità dell’attacco, la fame e la voglia di non mollare. Tanti parziali, per l’una e per l’altra squadra, e un finale emozionante. A rompere l’equilibrio, la prodezza di Young. Una giocata che coach Nate McMillan ha raccontato così: “Non avevo intenzione di chiamare timeout nell’ultimo possesso. Abbiamo preso il rimbalzo, 11 secondi alla fine, ed eravamo sotto di uno, con la palla nelle mani di Trae”.

Vittoria di squadra

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Atlanta non poteva perdere questa partita ed è scesa in campo con una personalità differente rispetto ai primi due episodi della serie. È riuscita a superare anche la straordinaria pressione difensiva a tutto campo degli Heat, trovando un maggiore bilanciamento in attacco. Young (24 punti e 8 assist) ha firmato il canestro della vittoria ma è stato molto limitato dalla difesa avversaria, segnando 10 dei suoi 24 punti dalla lunetta. È venuto fuori con orgoglio e qualità il supporting cast, a partire da Bogdan Bogdanovic (18 punti) e Danilo Gallinari (11 punti), determinanti per aprire il campo, passando per Onyeka Okongwu (9 punti, 6 rimbalzi e 2 stoppate) e DeAndre Hunter (17 punti), che hanno dato fisicità e versatilità sui due lati del campo. Rimontare dal -16 maturato nella parte finale del 3° quarto, giocato splendidamente dagli Heat, e recuperare le energie mentali per vincerla sono grandissimi segnali mostrati dai ragazzi di coach McMillan. Così come riveste enorme significato il canestro decisivo di Young, un po’ in affanno in questa serie. “Trae ha molta fiducia in sé stesso, è rimasto aggressivo malgrado le difficoltà e quando è arrivato il momento di deciderla nel finale, l’ha fatto. Non è certo un giocatore che si tira indietro in queste situazioni”, ha dichiarato McMillan al termine della partita. Atlanta ha riaperto la serie e ritrovato il suo campione.

Dettagli

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Miami non è sul 3-0 per una questione di dettagli, di sfumature. La prestazione c’è stata, eccome. Difensivamente il 3° quarto (31-16) è stato spettacolare per intensità e abnegazione. La squadra di Erik Spoelstra ha difeso a viso aperto, uomo contro uomo a tutto campo, con raddoppi di marcatura e tanta fisicità. Basta guardare il lavoro di PJ Tucker su Young per cogliere visivamente questo concetto. La chiave della partita è stata probabilmente l’uscita dal campo di Kyle Lowry, fermato da un problema muscolare nel 3° periodo. Il playmaker degli Heat fino a quel momento non aveva tirato benissimo (2/7 dal campo) e la sua prova era stata pure condizionata dai falli, già 3 ad inizio 2° quarto. Senza di lui sul parquet, Miami ha perso un riferimento importantissimo e non è un caso che Atlanta abbia cominciato a risalire la corrente proprio in concomitanza con la sua uscita dal campo. Nella conferenza post-gara, Spoelstra ha confermato come il problema di Lowry fosse muscolare: “Al momento so che è un problema all’adduttore ma non conosco la gravità dell’infortunio. Ne sapremo qualcosa in più domani. Lo staff medico mi ha detto che era meglio non farlo rientrare e così ho fatto”. Parole da leader quelle di Jimmy Butler, già pronto a responsabilizzare i compagni: “Amo il fatto che Kyle sia la nostra point guard ma se non potrà giocare, qualcun altro prenderà il suo posto e lo farà al suo meglio”. Per lui quasi una tripla doppia con 20 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, supportato egregiamente da Max Strus (20 punti, 7/13) e Tyler Herro (24 punti, 7 rimbalzi e 4 assist), entrambi aggressivi e fondamentali per rendere fluido e produttivo l’attacco degli Heat. Le esecuzioni offensive di Miami hanno funzionato. È mancato l’ultimo stop difensivo per andare sul 3-0 e chiudere di fatto la serie. Sull’ultimo tiro, che avrebbe dato la vittoria a Miami, Butler non ha voluto nemmeno soffermarsi: “Segnerò il prossimo”. E conoscendo le sue qualità e la sua determinazione, c’è da credergli sulla parola.

La partita

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Gli Hawks entrano in campo più convinti e lucidi in gara 3. Si vede nell’impegno difensivo e nella capacità di leggere i momenti della partita. La squadra di McMillan trova la doppia cifra di vantaggio nel 2° quarto e chiude 61-54 all’intervallo. Gallinari in ritmo con 11 punti. Miami, comunque, è assolutamente in partita. E infatti nel 3° quarto la sua difesa sale di livello. Atlanta non segna per 5 minuti abbondanti e gli Heat producono 21 punti consecutivi, allungando sul +16 (84-68). Gli Hawks, però, chiudono il periodo in crescendo con un parziale di 9-2 e si presentano agli ultimi 12’ sotto 85-77. Lowry esce per un problema muscolare alla gamba sinistra e Bogdanovic è caldissimo da tre. A 1’30” dalla fine il punteggio è 107-107. Mandato in lunetta dagli arbitri, Young fa 2/2. Risponde Tucker con una tripla dall’angolo. Miami avanti 110-109. Un errore al tiro per parte e poi Young (10 punti nel 4° periodo) a segnare il floater del 111-110 a 4.4’’ dalla sirena. È il canestro che consegna gara 3 agli Hawks.

Atlanta:Young 24 (6/14, 2/6 da tre, 10/12 tl), Bogdanovic 18, Hunter 17. Rimbalzi: Bogdanovic 8. Assist: Young 8.

Miami:Herro 24 (10/22, 4/11 da tre), Butler 20, Strus 20. Rimbalzi: Adebayo 11. Assist: Butler 8.

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Young salva Atlanta dal baratro: Miami ora è avanti 2-1

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