Azzurrini in soccorso della Nazionale? Ecco chi è pronto e chi ancora no

Alcuni hanno già fatto il grande passo (Tonali e Raspadori), altri da poco fuori età faticano a trovare spazio tra i grandi (da Scamacca a Zaniolo), gli Under 21 di oggi hanno poca esperienza in Serie A e il rischio è grosso

La corsa al rinnovamento immediato – nel Paese che come sempre riesce a muoversi solo in emergenza – coinvolge anche l’Under 21. Alla disperata ricerca di nuovo talento, la domanda è se tra gli azzurrini di adesso ci siano ragazzi già pronti per anticipare il salto tra i grandi.

Talenti

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Lo staff delle nazionali giovanili in questi anni ha coltivato il talento dove possibile: lo dimostrano due semifinali ai Mondiali Under 20 e una finale europea con l’Under 19 persa tra l’altro con il Portogallo, in due casi su tre con Paolo Nicolato in panchina. Detto che i migliori Under 21 il grande passo lo hanno giustamente già fatto (Tonali e Raspadori potrebbero ancora giocare con gli azzurrini, per età), sarebbe prematuro chiedere un salto in avanti così precoce all’inizio del biennio, considerando anche che Scamacca, Frattesi, Pobega, persino Locatelli e Zaniolo, che dall’Under 21 sono usciti per limiti di età solo a giugno scorso, non sono ancora riusciti a prendersi un posto fisso nella Nazionale A e sono senz’altro più pronti di chi l’Under 21 la sta frequentando adesso.

Il caso Lucca

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Guardiamo cosa è successo con Lorenzo Lucca: a ottobre, quando segnava a raffica, si ipotizzava addirittura che potesse essere lui il 9 di Mancini negli spareggi mondiali. Dimenticando che il ragazzone arrivava dalla Serie C, qualche ottimo mese a Palermo, e solo da un paio di mesi giocava in B, con il Pisa. Beh, Lucca non ha praticamente più segnato. Perché sta crescendo. Deve crescere.

Gli altri

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Gli unici reduci attuali del biennio precedente sono Samuele Ricci, Lovato, Rovella, Carnesecchi e Bellanova. Ma parliamo di una decina di presenze in Under 21. E non molte di più in campionato: Ricci da quando è a Torino ha giocato una partita da titolare su 7, Rovella ha perso il posto, Bellanova e Lovato giocano sì ma nel Cagliari che naviga nei bassifondi, Carnesecchi gioca in B, come molti di questa Under 21. Ora tanti parlano di Luca Moro, che è andato con l’Under 20. Ma gioca in C, a Catania: dovrebbe togliere il posto a Lucca che a sua volta dovrebbe togliere il posto a Scamacca? Poi che ci siano elementi di talento non c’è dubbio. E i nomi già fatti qui sopra sono sicuramente ragazzi di grande prospettiva. Come Cancellieri, un 2002 con potenzialità da nuovo Chiesa. Okoli (Cremonese, di proprietà dell’Atalanta) è un difensore centrale di grande fisico e velocità. Qualcosa di buono uscirà sicuramente nel ruolo di terzino sinistro: Parisi, Udogie, Cambiaso (ora infortunato) forse potrebbero già fare uno scalino verso il piano più alto perché in quella posizione non c’è grande abbondanza. Commettono ancora degli errori, com’è giusto che sia. Perché devono completare il loro percorso di crescita.

L’iceberg

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E in ogni caso la Nazionale è l’espressione di un movimento calcistico: la parte emersa di un iceberg, per usare le parole di Nicolato. Non è all’azzurro che si deve chiedere una svolta, ma alla parte sommersa di quell’iceberg: come si può pensare di portare in Nazionale maggiore calciatori che fanno fatica a giocare in Serie A o giocano in Serie B? “Quando vediamo altri giovani giocare nel Real Madrid o nel Barcellona dispiace che in Italia non accada. Speriamo che con il tempo cambino le cose, me lo auguro”, ha detto Nicolò Fagioli, azzurrino che ha 3 presenze con l’Under 21 e che pure rispetto ad altri ha già maturato qualche esperienza, tra Juve Under 23, Juve e Cremonese. “In Spagna, in Germania e Francia, forse in Inghilterra un po’ meno, i giovani giocano di più rispetto all’Italia – ha continuato Fagioli -. Di sicuro qui quando un giovane gioca e poi magari nei top club sbaglia una gara o due, lo si critica subito, si dice che non è pronto e che deve andare a fare prima un’esperienza fuori. Anche per questo un allenatore fatica a farlo giocare con continuità”. Eh già.

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