De Ligt: “Juve, primo vincere. Anche se non giochiamo bene”

Il difensore intervistato dal quotidiano britannico: “Per Allegri non deve essere tutto bello. Posso migliorare, qui ci sono dei maestri della difesa come Chiellini e Bonucci. Giorgio gioca come se stesse leggendo un libro…”

“La cosa più importante per me è vincere. Alla Juventus, se vinciamo 1-0 e giochiamo male, onestamente penso che tutti saranno felici. E se giochi alla grande e perdi 2-1, non sei felice. Ogni squadra ha un certo Dna, che è diverso in ogni club”. Mattijhs de Ligt ha le idee chiare sulla Juventus, e non fa troppi giri di parole – in un’intervista rilasciata a The Guardian – quando si parla di linea difensiva e mentalità di gioco: “Se difendi molto alto e perdi 5-0, 4-0, allora sì… forse è meglio stare più in basso”. A Torino lavora accanto a due maestri del ruolo, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, ma anche lui è diventato ormai un leader.

Crescita personale

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“Posso sicuramente migliorare”, ammette l’olandese. “Ad esempio, Giorgio adesso ha 37 anni, e in questo momento gioca come se stesse leggendo un libro. Sa: ‘ok, questa situazione accadrà, e poi questo accadrà ora’. E ovviamente non aveva questa abilità quando aveva 20 anni. Quindi, con l’esperienza, ha imparato. Ma si tratta anche un po’ di provare la sensazione, cioè che qualcosa può andare storto o dove il compagno passerà la palla. È qualcosa di abbastanza naturale, e credo che tutti i buoni difensori del mondo abbiano questa caratteristica”. La Juve per lui è arrivata dopo la trafila all’Ajax, che gli ha sicuramente insegnato tanto: “Quando avevo 15 anni giocavo come centrocampista. Poi sono diventato un difensore centrale, ma non capendo subito di cosa avesse bisogno la squadra. A volte dovevi calciare via la palla, altri dovevi giocarla, col tempo ho capito cosa fare in ogni situazione. All’Ajax ero abituato a giocare lungo una linea molto alta, ed è abbastanza rischioso. Alla Juve si tratta di trovare l’equilibrio”.

Il ruolo

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Nessun rimpianto su ciò che richiede il suo ruolo: “Il lavoro sporco è così importante. E poi è la gente a definirlo ‘lavoro sporco’ io lo trovo davvero bello. Spazzare via la palla, vincere i duelli. Sono un difensore vecchio stile in questo senso. Oggi tanti difensori stanno solo in posizione, coprono gli spazi. Ma a me piace l’uno contro uno”.

Allegri

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L’olandese, insomma, lavora per diventare uno dei difensori più completi al mondo. “Voglio sempre essere il più critico con me stesso. So esattamente quando ho fatto qualcosa di sbagliato – racconta -. Per crescere a volte devi ammettere di aver preso decisioni sbagliate”. De Ligt ha parlato anche di Allegri e della sua centralità nella Juve di oggi. Sul tecnico: “La sua più grande qualità è che capisce che non deve essere sempre tutto bello. Si tratta di vincere. Ed è anche la mentalità della Juve. Non importa se giochi bene, contano solo i tre punti. Passo dopo passo, capiamo di più cosa si aspetta da noi”. Così, rispetto al suo primo periodo in Italia, “sono più sicuro, più calmo. Più capace di leggere le situazioni meglio di prima”.

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De Ligt: “Juve, primo vincere. Anche se non giochiamo bene”

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