Dzeko-Lautaro, la chimica che non c’è: le punte di Inzaghi non si aiutano

Pur avendo giocato 17 match in coppia, nessuno tra il bosniaco e l’argentino è riuscito finora a servire un assist al compagno di tandem. Con Lukaku, invece, era tutta un’altra musica

Una questione di “chimica”, ma non è il Festival di Sanremo e neppure la voce di Donatella Rettore e Ditonellapiaga. Dal palco dell’Ariston al prato di San Siro, è la storia di una coppia che, in questo caso, non funziona: quella dell’attacco di Simone Inzaghi. Con un bottino di appena un gol realizzato nelle ultime cinque partite ufficiali, l’Inter risente sempre più dei problemi legati all’intesa tra Dzeko e Lautaro Martinez. Mentre il bosniaco, arrivato in estate dalla Roma, è riuscito ad ambientarsi subito in nerazzurro, aprendo un nuovo capitolo dopo l’addio di Lukaku, il Toro è invece nel pieno di una vera e propria crisi d’astinenza. Da gol, certo, ma pure… da Romelu.

Record negativo

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La scintilla fra Edin e l’argentino, in effetti, non è ancora scoccata. Inzaghi insiste e spera in una ripresa del suo numero 10, il tempo però stringe e l’Inter non può più lasciare punti per strada. Dopo la sconfitta nell’andata degli ottavi di Champions League, infatti, Handanovic e compagni hanno perso (seppure con una partita ancora da recuperare) il primo posto in Serie A. Successivamente, è arrivato il turno del pareggio contro il Milan in Coppa Italia. L’ultimo gol segnato risale allo scorso 12 febbraio, nell’1-1 contro il Napoli firmato proprio da Dzeko. Poi, il vuoto. Come se Lautaro – a secco da dieci gare – l’avesse contagiata, l’intera squadra si trova così a fare i conti con un digiuno lungo ormai tre settimane. Tra i club dei principali campionati europei, solo Metz e Granada hanno segnato quanto i nerazzurri nelle ultime cinque uscite, mentre Brentford, Genoa, Watford e Rayo Vallecano hanno quantomeno raggiunto quota 2 gol. Nessuna squadra, insomma, ha fatto peggio di quella di Inzaghi.

Feeling mancante

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Da un lato, si potrebbe rimarcare lo scarso apporto di centrocampisti e difensori in zona-gol, storicamente fondamentale per compensare i momenti “no” degli attaccanti. Dall’altro, però, i numeri parlano chiaro: il Toro fatica a trovare la sua dimensione dopo l’addio di Lukaku, partner d’attacco dell’argentino dal 2019 al 2021. Nella scorsa stagione, dopo 27 giornate di campionato, Antonio Conte si era affidato per ben 22 volte alla LuLa, sicuro della grande intesa che legava le sue punte. Al di là dei “bonus” individuali di Romelu e Lautaro, infatti, esattamente un anno fa l’attaccante del Chelsea aveva già messo a segno cinque reti complessive su assist di Martinez. Il quale, a sua volta, era stato mandato in porta dal numero 9 in ben quattro occasioni. Con l’arrivo di Dzeko a Milano, la musica è cambiata e Lautaro ha smesso di ballare: 17 su 27 le gare di Serie A giocate insieme a Edin, zero i gol realizzati dall’uno su ispirazione dell’altro.

Occasione d’oro

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Il calendario offre una chiave di svolta nell’anticipo della 28esima giornata, in programma per venerdì contro la Salernitana. I granata, prossimi ospiti a San Siro, solo una volta in questo campionato hanno, infatti, concluso un match senza subire gol, nel settimo turno contro il Genoa. Già 56 volte hanno, invece, dovuto raccogliere il pallone dal fondo della loro porta, più di chiunque altro in questa Serie A. Un avversario da non sottovalutare, specialmente dopo la scossa provocata dall’arrivo di Nicola, ma – al tempo stesso – un’occasione da non perdere per sbloccarsi e ritrovare la rete. L’Inter vuole interrompere il digiuno prima della trasferta contro il Liverpool, per volare ad Anfield con qualche certezza in più.

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Dzeko-Lautaro, la chimica che non c’è: le punte di Inzaghi non si aiutano

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