I pm di Torino: “Juve, emersa la prassi di nascondere dei documenti per poi distruggerli”

Secondo le carte dell’inchiesta alcune scritture private venivano custodite fuori dalla sede del club per poi essere dismesse una volta esaurita la loro funzione di garanzia

Si aggiungono nuovi dettagli sulle nuove perquisizioni disposte dalla Procura di Torino nell’ambizione dell’indagine denominata “Prisma”, per la quale Juventus è accusata di falso in bilancio. Il nuovo focus prova a fare chiarezza su alcune mensilità dovute ai giocatori che erano state congelate ai tempi del Covid: accordi formulati in carte private tra la società bianconera e i diversi entourage, per i quali tre dei quattro stipendi congelati sarebbero stati resi più avanti. I magistrati hanno scoperto inoltre la tendenza a nascondere alcuni documenti riservati fuori dalla sede del club, per poi distruggerli. Una “prassi”, come messo in luce dall’attività investigativa.

I FATTI

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Come riportato dall’Ansa, “sono emersi indizi concreti in ordine all’esistenza di plurime scritture private” fra la società e i rappresentanti dei calciatori che non risultano “depositate presso gli organi competenti”. Le perquisizioni, finalizzate alla ricerca delle carte, sono state ordinate a carico di un avvocato che lavora nello studio legale torinese Weigmann, di tre professionisti che operano nello studio legale milanese Withers, di un avvocato dello studio legale milanese Legance, di un professionista di Roma. Gli studi legali non sono coinvolti nell’indagine e gli avvocati in questione non sono indagati. Dai documenti stessi, però, si evince che la “manovra stipendi” del 2019-20 non riguarderebbe la “rinuncia a quattro mensilità”, così come compare nella relazione finanziaria del 30 giugno 2020, ma un semplice differimento di tre stipendi su quattro. Quanto al bilancio 2020-21, sarebbero stati conclusi accordi di riduzione degli stipendi, di integrazione e, inoltre, di scritture “integrative” separate. Così i magistrati sospettano che sia stata depositata regolarmente solo una parte dei documenti.

DISTRUZIONE DEI DOCUMENTI

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I nomi dei professionisti degli studi legali oggetto di perquisizioni sono emersi dalla corrispondenza con il capo dell’ufficio legale del club, Cesare Gabasio, aggiunto all’elenco degli indagati dopo al seconda perquisizione di dicembre scorso. Nel decreto di perquisizione autorizzato dal gip Ludovico Morello viene messo in evidenza come sia “emersa la prassi di custodire all’esterno della sede del club alcuni documenti riservati, poi destinandoli alla “distruzione” una volta esaurita la funzione di “garanzia”. Perquisiti alla ricerca di documenti anche due studi di commercialisti, a Milano e Torino, e la World Soccer Agency, di Roma, in particolare gli uffici dell’agente Alessandro Lucci. La Procura ha inoltre chiesto alla Juve di acquisire un’altra notevole mole di documenti, comprese le buste paga dei giocatori della prima squadra a partire dal 1 luglio 2019.

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I pm di Torino: “Juve, emersa la prassi di nascondere dei documenti per poi distruggerli”

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