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Ieri l’Inter Primavera ha strapazzato i pari età bianconeri nel derby d’Italia con un secco 0-3 a Vinovo: ecco i protagonisti

Un 3-0 in un derby d’Italia non può passare inosservato. E pazienza se si parla di Primavera, perché in qualsiasi categoria il sapore del match è speciale se si affrontano colori nerazzurri e bianconeri. Hoti, Jurgens e Abiuso: ieri sono stati loro a stendere la squadra di Andrea Bonatti, per la gioia di Christian Chivu e di tutto il mondo interista. Il match è stato chiaramente un trionfo collettivo – che è valso pure il sorpasso in classifica sugli storici rivali -, ma non c’è occasione migliore per approfondire i profili dei tre protagonisti del tabellino del match di Vinovo.

Se la trasferta in terra piemontese è stata sbloccata dopo soltanto 22 minuti, il merito è del difensore centrale in forza a Chivu. Diciannove anni il prossimo mercoledì, kosovaro nato in Svizzera è un prodotto del vivaio dello Zurigo, approdato poco più di due anni fa in nerazzurro per circa 150 mila euro. La sua casella è senza dubbio quella del difensore centrale, anche se le sue qualità lo hanno già portato ad avere esperienze occasionali come mediano e terzino destro. Senso della posizione notevole nonostante la giovane età, Hoti è al primo centro in nerazzurro e ha scelto di mettere la firma in una delle occasioni più importanti, in casa del nemico. Anche se ai tempi dell’Under 18 in Svizzera qualche rete si era già vista, non si tratta esattamente della specialità della casa. Sicuro e affidabile, il difensore già convocato quattro volte con il Kosovo Under 21 ha già un fisico da calcio professionistico e riesce a far valere i suoi 191 centimetri senza cadere nell’irruenza: le due sole ammonizioni in 14 presenze restano comunque una media dimezzata rispetto allo scorso anno (4 in 13 occasioni). È bravo negli anticipi e rapido, anche se palla al piede ha ancora molti margini di miglioramento, così come in alcune letture di gioco. In ogni caso, il calcio d’angolo di Lorenzo Peschetola era troppo succulento per non aggiungere una voce al curriculum.

Se il derby d’Italia Primavera è rimasto in bilico per un’altra frazione di gioco – seppur ben controllato dall’Inter – è stato lui a infilare il portiere bianconero su un invito di Valentin Carboni nella ripresa. Il centravanti estone è una novità del settembre 2020, anche se il 18enne era in Italia già da un paio di anni. Il primo merito è stato infatti del Verona, che lo ha pescato in patria a 16 anni appena compiuti, ammaliato dai clamorosi numeri di un talento incredibilmente prolifico. Nel 2018 esordiva in prima squadra, nella terza divisione estone, con 7 gol in 8 presenze, mentre con la sua Under 17 ne macinava 31 in 14 apparizioni di cui 10 in un solo incontro. L’anno successivo ha cominciato la stagione giovanile con 18 squilli in 4 giornate, passando quindi definitivamente in prima squadra: 28 gol in 17 match. L’impatto con il calcio italiano è stato ottimo – 8 reti e 4 assist in 13 sfide con il Verona Under 17 – e poi 4 gol in altrettante presenze con la Roma. L’anno scorso con l’Inter Under 18 ha sfiorato la “doppia doppia” con 12 centri e 9 assist, mentre in questa stagione sta prendendo le misure con una categoria ben più competitiva. Quella con la Juventus è stata la quarta pesantissima gioia, ma quel curriculum promette un innalzamento della produzione, ora che si è sbloccato. A febbraio è il terzo squillo: non per tutta l’Inter è un mese nero. Il profilo tecnico? Jurgens è una tipica seconda punta, attacca bene la profondità ed è molto rapido. Dà il meglio di sé affiancando un attaccante, con la freddezza sotto porta che ha fatto la sua fortuna.

La ciliegina sulla torta ce l’ha messa lui, subentrato appena un paio di minuti prima. Ma non si pensi a un ragazzo da zona Cesarini: Abiuso è il secondo miglior marcatore della rosa di Chivu dopo Cesare Casadei e quello contro la Juventus è stato il settimo centro del campionato, il nono stagionale con i due in Youth League in casa di Sheriff Tiraspol e Real Madrid. Nato a Sassuolo e cresciuto in neroverde fino al 2017, il talento è passato al Modena dopo una stagione alla Reggio Audace. I gialloblù detengono ancora il suo cartellino, ma il prestito di due anni a Milano sta andando benissimo. Anche lui ben oltre il metro e ottanta, a differenza di Jurgens è alla miglior stagione della sua vita in termini realizzativi: sta crescendo a vista d’occhio. Abile spalle alla porta, è una prima punta dotata della capacità di far salire la squadra: per sponde e gioco aereo chiedete a lui. Christian Chivu sorride, Simone Inzaghi osserva con piacere.

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