Il Milan s’inceppa di nuovo: 1-1 con l’Udinese. Ma è polemica: Udogie pareggia col braccio!

Al gol di Leao nel primo tempo risponde il difensore nella ripresa con una rete convalidata dopo controllo dal Var. I rossoneri pagano un secondo tempo sotto tono

Ammalarsi di pareggite proprio ora è il guaio peggiore che potesse capitare. E stavolta non c’era nemmeno Ibra ad agitare la bacchetta magica nel finale come all’andata, o come la scorsa stagione. L’Udinese si conferma per il Milan un cliente molto complicato e, sotto gli occhi di Berlusconi, impone ai rossoneri un altro pareggio dolorosissimo. A San Siro finisce 1-1 con i gol di Leao nel primo tempo e Udogie nella ripresa, ovvero il secondo mezzo passo falso di fila per il Diavolo che dilapida per strada altri punti preziosi nella corsa scudetto. Altro che mettere pressione alla concorrenza. Dopo Salerno il Milan si inceppa di nuovo, ma questo sarà ricordato anche come il pareggio delle grandi polemiche. Il Diavolo ha protestato con tutte le forze sul gol di Udogie per un tocco col braccio del 13 bianconero: il Var però, dopo controllo in sala monitor, ha convalidato. Diciamo che in questa stagione il Milan, al netto di questo episodio, non è decisamente stato “fortunato” dal punto di vista degli episodi arbitrali. Il tutto, beffardamente, nel giorno del decennale della rete fantasma di Muntari alla Juve. Detto dell’episodio, il Milan dopo un primo tempo non esaltante ma comunque giocato su buoni ritmi, ha pagato una prima metà della ripresa disastrosa, dove è stato a lungo messo sotto dai friulani. Due pareggi di fila nel cuore del rush scudetto sono qualcosa che devono far riflettere profondamente Pioli. Troppi i punti persi con le squadre di fascia più bassa. L’Udinese, dopo aver fermato la Lazio, si prende il gusto di farlo anche con la capolista e a fine gara giustamente Cioffi e i suoi si abbracciano.

Le scelte

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Pioli ha confermato le proiezioni della vigilia, ovvero confermando la difesa di Salerno, schierando Kessie al posto dello squalificato Bennacer accanto a Tonali, e preferendo Messias a Saelemaekers su una trequarti completata da Diaz e Leao dietro Giroud. Cioffi nei giorni scorsi ha recuperato Udogie e soprattutto Pereyra, uomo cardine per gli equilibri di squadra, ma per entrambi è stata ancora panchina. Al loro posto Zeegelaar e nuovamente Arslan, a comporre una mediana con Walace davanti alla difesa e Makengo. Attacco affidato a Beto (ultimo gol un mese e mezzo fa) e all’ex Deulofeu, particolarmente vivace e fantasioso anche se col passare del tempo si è fatto ingoiare dall’egoismo e si è messo a sfidare da solo tutto il Milan. Lampi di Udinese qua e là, grazie anche agli inserimenti prepotenti di Molina, a formare una catena di destra incisiva proprio con Deulofeu. Lampi in mezzo al prevedibile possesso rossonero, gestito anche con una buona velocità ma sporcato da tante imprecisioni sulla trequarti. Nemmeno al momento dell’ultimo passaggio, ma del penultimo. Un Milan un po’ precipitoso e arruffone, ovvero proprio il difetto che aveva rimarcato in vigilia Pioli ripensando alla partita di Salerno. Errori tecnici che hanno rovinato un giro palla deputato a stanare un’Udinese corta e compatta, attentissima a non sfilacciare le distanze fra i reparti e abile a spegnere la luce nei pochi corridoi concessi.

Gol da centravanti

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Un Milan padrone del campo ma imbrigliato, insomma. Cosa che con i friulani capita con una certa frequenza. Diaz si è mosso molto ma ha anche sbagliato parecchio, Molina ha indotto prudenza a Hernandez, Messias ha faticato a trovare lo spunto vincente nei duelli e così il match è stato scardinato da chi la trequarti solitamente non la frequenta così tanto: Tonali ha ricevuto palla dopo una percussione di Theo e ha disegnato un arcobaleno morbido e preciso per Leao, che si è liberato – piuttosto ruvidamente – di Becao e ha infilato Silvestri in uscita. Gol da centravanti più che da esterno, ennesimo segno della crescita del portoghese. Si era alla mezzora di gioco e ovviamente il gol ha scompaginato i piani bianconeri, decisamente più abili a contenere che a costruire. Ci ha provato Beto un paio di volte di testa (pericoloso nella seconda occasione), Deulofeu è andato a sbattere ripetutamente contro la difesa rossonera, Molina ha diminuito la propulsione e, insomma, Maignan tutto sommato non si è dovuto agitare più del lecito.

Leggerezza

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Nella ripresa il Milan è evaporato col passare dei minuti. Stanchezza? Di nuovo supponenza nonostante la lezione di Salerno? Fatto sta che prima Tomori ha rischiato conseguenze nefaste in area su Beto, poi Cioffi ha inserito Udogie e Pereyra e i friulani hanno piazzato le tende nella metà campo avversaria senza che il Diavolo riuscisse a trovare le forze e le idee per venirne fuori. Un Milan leggero, poco convinto, anzi proprio intimorito dall’atteggiamento dell’Udinese. Prima Molina ha dilapidato un’occasione d’oro dopo un’amnesia di Hernandez, poi Pioli ha cambiato Giroud con Rebic e i rossoneri hanno perso il punto di riferimento avanzato. L’Udinese ha pareggiato con i nuovi entrati: rovesciata “sporca” di Pereyra in area e palla deviata in rete da Udogie. Fortissime le proteste rossonere per il tocco col braccio del 13 bianconero, ma gol convalidato dopo check dal Var. A quel punto i rossoneri hanno ritirato fuori la testa dal guscio, accompagnati però da un evidente affanno dettato dallo scorrere delle lancette. Leao ha provato a infilarsi ovunque poteva, anche e soprattutto centralmente. Alla mezzora ha saltato anche Silvestri ma la palla si è impennata e Pablo Mari è riuscito a sbrogliare. Poi è stato Becao a salvare con il portoghese lanciato in porta. E nel finale è toccato a Maignan salvare i suoi dal tracollo, respingendo un insidiosissimo destro di Deulofeu.

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Il Milan s’inceppa di nuovo: 1-1 con l’Udinese. Ma è polemica: Udogie pareggia col braccio!

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