Parma, passi avanti per il nuovo stadio. Si lavora per evitare l’esilio della squadra

Dopo l’ok del Comune per l’interesse pubblico, ora dovrà essere presentato il progetto definitivo. Si valuta una ristrutturazione “a fasi” del Tardini per evitare di far giocare la squadra in un’altra città durante i lavori

Il progetto per il nuovo stadio di Parma fa ulteriori passi in avanti. L’altro giorno il Consiglio comunale lo ha considerato di “interesse pubblico” (20 favorevoli, 7 contrari, 4 astenuti), quindi ora dovrà essere presentato quello definitivo. Dopodiché si tornerà in Consiglio, che dovrà approvarlo con l’attribuzione della pubblica utilità, e a quel punto l’ufficio tecnico dovrà predisporre il bando per la gara d’appalto. Esaurita la non breve parte burocratica (di mezzo ci saranno anche le elezioni…), si potrà partire con i lavori. La speranza del Parma è quella di poter giocare nel nuovo impianto entro il 2024.

NESSUN ESILIO?

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La novità importante – rispetto a quanto si ipotizzava inizialmente – è che si stanno valutando soluzioni progettuali che permettano una “ristrutturazione in varie fasi” del vecchio Tardini, in modo da far coesistere il cantiere con l’attività della squadra. Un po’ come è successo a Bergamo: invece di abbattere e ricostruire tutto in una volta, si realizza un settore per volta (sfruttando al meglio anche i mesi estivi). Questo per evitare l’esilio della squadra in un’altra città, allontanandola dalla sua gente per più di un campionato (impossibile pensare di giocare a Reggio Emilia per la forte rivalità, difficoltosa l’ipotesi di Piacenza, la soluzione migliore poteva essere Modena). La convinzione della società ducale è che si possa costruire un impianto bello e funzionale anche in varie fasi. Magari sacrificando un po’ “l’effetto wow” architettonico, ma riducendo al minimo i disagi per i tifosi. Il progetto preliminare sarà rivisto nelle prossime settimane dallo studio Zoppini, che aveva vinto la selezione, ma concettualmente lo stadio non sarà diverso da come era stato pensato originariamente. Ospiterà poco più di 22 mila persone, con una concessione del diritto di superficie per 90 anni, sarà interamente coperto e con un parcheggio sotterraneo di 150 posti, utilizzabile a pagamento anche nei giorni senza partita. Sarà uno stadio “innovativo, inclusivo, ecosostenibile e multifunzionale”, caratteristiche che stanno particolarmente a cuore al numero 1 del Parma, lo statunitense Kyle Krause. Il costo complessivo dovrebbe aggirarsi attorno ai 70-80 milioni, ma questo aspetto sarà molto più chiaro una volta presentato il progetto definitivo.

PER LA GENTE

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Gli unici vincoli riguardano l’arco centrale dell’accesso al Tardini e le due palazzine ai lati, che però non si trovano a ridosso dello stadio. Tutta l’area circostante, attualmente in gran parte inutilizzata e per niente illuminata, sarà “restituita” alla cittadinanza. Rispetto ad altre realtà, a Parma la parte commerciale del progetto non supererà i 2-3 mila metri quadrati. Si vogliono creare spazi coworking, per iniziative culturali e teatrali, mostre, presentazioni di libri, conferenze. Non mancheranno ampie zone verdi, sicure e illuminate. A un passo dal Tardini ci sono anche le scuole elementari e medie, il Comprensorio Puccini, con il quale il Parma ha già preso contatto per pensare progetti comuni da realizzare allo stadio (e magari estenderli anche ad altri istituti della città). Dunque, la zona attorno all’impianto potrà essere sfruttata dalla cittadinanza per tutta la settimana, indipendentemente dalle partite del Parma.

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