Plusvalenze, la Juve attacca la Procura: un’intervista “smonta” le valutazioni dei giocatori

Seconda giornata di audizioni davanti al Tribunale federale, oggi tocca anche a Napoli, Genoa e Samp. La difesa bianconera ha basato il suo lavoro sulle dichiarazioni di chi stima i giocatori per Transfermarkt, sito utilizzato nell’impianto accusatorio: “Sono un assistente sociale, faccio queste cose per divertimento. È irreale che l’industria del calcio prenda sul serio queste mie valutazioni”. Ascoltato anche Paratici: “Queste accuse mi addolorano”

Seconda giornata del processo plusvalenze oggi a Roma. Davanti al Tribunale federale presieduto da Carlo Sica parlano le difese di Juventus, Napoli, Genoa e Samp, ancora collegate in videoconferenza.

La difesa bianconera

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A iniziare intorno alle 10.45 è stata la difesa di Luca Campedelli del Chievo (per lui la Procura Figc ha chiesto 10 mesi e 5 giorni), quindi, poco dopo le 11, è toccato ai legali dei bianconeri, chiamati a difendere non solo il club (per cui il procuratore Chinè ha chiesto un’ammenda da 800 mila euro) ma anche e soprattutto i dirigenti, dal presidente Agnelli (chiesti 12 mesi di inibizione) a Cherubini (6 mesi e 20 giorni) fino a Nedved, Arrivabene e molti dei membri del Cda (8 mesi). Senza dimenticare Paratici: per lui, firmatario di 32 contratti contestati nell’inchiesta, è stata infatti chiesta la sanzione più alta di tutto il processo, 16 mesi e 10 giorni. L’ex bianconero, ora direttore generale del Tottenham, è intervenuto in udienza, dicendosi “addolorato” dalle contestazioni mosse dalla Procura. Oltre a lui hanno parlato il manager bianconero Federico Cherubini, gli avvocati Maurizio Bellacosa, Davide Sangiorgio e Nicola Apa.

Il nodo Transfermarkt

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Come per gli altri club, anche la difesa bianconera si concentra sulla messa in discussione del modello con cui la Procura ha ridefinito il valore dei giocatori fissando un “prezzo giusto” su cui poi è stata calcolata la plusvalenza fittizia. Tra le procedure contestate c’è anche la scelta di confrontare, come forma di ulteriore controllo, le nuove stime con il sito tedesco Transfermarkt, cosa che emerge chiaramente nel deferimento. Gli avvocati della Juve non ci stanno e già stamattina hanno portato all’attenzione del Tribunale alcuni elementi che mettono in discussione la credibilità dei dati di Transfermarkt. In particolare la mancanza di un algoritmo alla base delle valutazioni: “Il fondatore del sito Matthias Seidel sarà sorpreso per questa vicenda”, hanno detto i legali bianconeri. Alla base dei loro studi anche un’intervista che Martin Freudl, uomo che da solo si occupa di tutta la Bundesliga per il sito di mercato, ha rilasciato al portale olandese “Follow the Money”, in cui si parla del metodo per ottenere il valore dei calciatori: “Passo una parte del mio tempo libero a casa sul mio computer e poi l’industria del calcio prende sul serio queste mie valutazioni — ha detto Freudl —. È irreale, io sono un assistente sociale, faccio queste cose per Transfermarkt per divertimento, mentre l’industria del calcio muove milioni. Il contrasto è folle”. Sempre contro l’arbitrarietà delle stime della Procura è intervenuto un docente della Bocconi, Lorenzo Pozza, che è entrato nel merito delle accuse criticando il metodo.

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Plusvalenze, la Juve attacca la Procura: un’intervista “smonta” le valutazioni dei giocatori

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