Possesso palla: ecco come lo fanno (e dove) le squadre di A

Governare il pallone non basta, conta come lo si fa e in quali zone del campo. Vi spieghiamo (e vi facciamo vedere) il comportamento di tutte le formazioni del massimo campionato

Le percentuali sul possesso palla di una squadra sono da tempo un dato abituale e conosciuto nelle analisi delle partite. Eppure proprio quel numero ha perso via via sempre più significato: dalle pallide imitazioni del tiqui-taca in poi, si è capito in fretta che avere la superiorità nel possesso palla non è necessariamente un requisito per vincere una partita. Anzi. Di fatto, quella percentuale è diventata quasi inutile nella lettura di una gara, semplicemente perché non fa differenza tra uno sterile palleggio tra i centrali di difesa e una combinazione a tutta velocità al limite dell’area avversaria.

The Athletic, nuovo punto di riferimento dell’informazione sportiva di lingua inglese, ha tracciato di recente una nuova via: visualizzare graficamente il possesso palla. Individuare dunque in quali zone una squadra tiene palla e controlla il territorio, e dove invece non “arriva”. In collaborazione con Opta, abbiamo fatto lo stesso (con un’analisi un po’ più profonda: è stato calcolato il possesso sopra il 55%, mentre i quadratini arancioni indicano un possesso bilanciato), stavolta per “leggere” il possesso palla della squadre della nostra Serie A, che induce a considerazioni particolari, club per club, ma anche in termini più generali.

Ampiezza

 

Per chiarezza, meglio partire dai dati percentuali sul possesso palla: che vede al comando il Napoli (59,64%), poi Inter (57,35), Fiorentina (57,02), Sassuolo (55,72), Milan (55,32), Atalanta (54,34). Avere palla non basta, ma aiuta: nella classifica “vera” in basso c’è chi la tiene di meno. Altra considerazione generale: va di monda il “rosso” sulle fasce, in un calcio che cerca sempre di più l’ampiezza per aprire le difese avversarie. Il caso più eclatante è quello del Torino, dominante sugli esterni in modo ancora più pronunciato dell’Atalanta (che denuncia un preoccupante arancione nella propria area), e per affinità il Verona, che gioca un calcio simile. E pure il Napoli costruisce e governa aggredendo dagli esterni. Pochissime squadre, quasi nessuna, riesce a occupare la trequarti davanti all’area avversaria: succede anche in Premier, molti l’hanno interpretata come la sparizione – non certo di oggi – del classico numero 10.

Milan sinistro

 

La squadra che riesce a occupare in modo più omogeneo il terreno è il Milan, unica a colorare di arancione anche il limite dell’area avversaria (e infatti gioca con un trequartista puro). Spiccano però la fascia destra e soprattutto, come prevedibile, l’asse di sinistra, quello occupato da Theo e Leao anche in posizioni più “interne”. I due sono tra i primi quattro per metri percorsi palla al piede, classifica che vede al primo posto Maxime Lopez e al terzo Marcelo Brozovic. Il centrocampista francese non è una presenza a caso, visto che il Sassuolo è quarto per possesso, ma fatica a perforare la zona centrale. Ha lo stesso problema la bella Fiorentina di Italiano, molto “rossa” nella propria metà campo e poco in quella avversaria, ed è ancora più conclamato nella Lazio: Sarri fa circolazione nella propria metà campo, poco in quella di là. L’Inter evidenzia una superiorità sul centrosinistra – Perisic in abbinata con Calhanoglu, più manovriero dei corridori Barella e Dumfries di là), la Juve riflette pienamente il proprio impianto: controllo dei propri bastioni centrali, non grande superiorità nelle zone d’attacco. Ma Vlahovic ha già trasformato da azzurro ad arancione un quadratino al limite dell’area.

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