Vlahovic salva la Juve al 95′: contro il Bologna (che finisce in 9) è 1-1 tra le polemiche

La rete nel recupero del serbo pareggia quella di Arnautovic: caso da Var nel finale per un rigore non dato per intervento di Soumaoro su Morata, che è costato però due espulsioni agli ospiti

dal nostro inviato Luca Bianchin

Assalto alle città d’arte nel weekend di Pasqua, scrivono i giornali. E i 35mila juventini corsi allo Stadium per 90 minuti si mangiano le mani – meglio una bella ora di coda ai musei che questa Juve brutta, a tratti bruttissima – poi vengono ricompensati da un tocco artistico. Alla fine di dieci minuti di assalto, Morata inventa una rovesciata da album di figurine e Vlahovic, appostato sul secondo palo, la trasforma nell’assist del pareggio. Juve-Bologna finisce 1-1 con gol dei centravanti – prima di Vlahovic, il solito Arnautovic liberato in area da Soriano – ma la partita è stata molto meno classica di quanto dica il tabellino. Un po’ per la strana maglia blu della Juve (e Szczesny, in primavera, con un total black in stile calzamaglia), molto per l’andamento dei 90 minuti. Per riassumere: Juve molto deludente, Bologna migliore e un episodio decisivo a una decina di minuti dalla fine. Accelerazione centrale di Morata, Soumaoro scivola in area e lo stende. L’arbitro Sacchi fa giocare (e Cuadrado, sugli sviluppi, prende la traversa), poi va al Var e decreta: Soumaoro espulso e punizione dal limite, quando tutto lo stadio aspettava il rigore. In compenso, Medel trova il modo di farsi espellere per proteste, lasciando il Bologna in nove – e quasi senza difensori centrali – per gli ultimi 10 minuti. Lì nascono l’assedio e il pareggio.

DYBALA MALE

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La Juve, al di là del risultato, è stata una delle peggiori della stagione. Dybala ha camminato per un’oretta, finché Allegri non lo ha sostituito, Vlahovic non ha sostanzialmente mai avuto un’occasione, Cuadrado ha giocato un po’ mezzala, un po’ esterno, senza mai dare il classico contributo di uno contro uno e imprevedibilità. Qualche occasione c’è stata, soprattutto nel secondo tempo e non dai giocatori attesi. Dopo 4 minuti, Rabiot ha messo fuori, a porta vuota, un bel cross di Pellegrini; Danilo all’11’ ha colpito il palo di testa da corner; Bonucci nel recupero ha girato largo. Allegri ha chiuso con Bernardeschi, Kean, Vlahovic, Morata e Cuadrado in campo insieme, ma l’assedio è stato nervoso, tra bolognesi coi crampi e fischi di uno stadio spazientito.

Missione Champions

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A Max non serve la calcolatrice per sapere che questa è l’ennesima botta di una stagione negativa. La Roma, che a Pasquetta giocherà a Napoli, può risalire a -3 dai bianconeri e dal loro quarto posto Champions, mentre la Fiorentina è a -7 con una partita da recuperare. Non solo: la Juve può arrivare al massimo pareggiare Pirlo a 78 punti, non superarlo. L’emozione più grande per gli juventini così resta l’applauso pre-partita a Del Piero, tornato allo Stadium dopo quasi 10 anni assieme ai ragazzi della sua scuola calcio. Emozionato lui, estasiati i tifosi.

ARNA COME SCHIAVIO

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Il Bologna, in questo quadretto, merita più di due parole. Mihajlovic sarà anche fisicamente altrove ma la squadra… è una squadra e, dopo un girone di ritorno con soli due punti in trasferta, prende il terzo in coda a un bel pomeriggio, in cui Arnautovic avrebbe potuto segnare anche molto prima, con una girata finita a una spanna dal palo. E una statistica colpisce: Marko Arnautovic ha segnato tutti gli ultimi sei gol del Bologna in campionato e, nella lunga storia rossoblu, era successo solo una volta, nel 1933. Autore, Angelo Schiavio, fenomeno che gestiva un’azienda di abbigliamento e giocava senza essere pagato. Arnautovic produce vodka, in compenso per fare il centravanti prende quasi 2,5 milioni a stagione. Dite che sono cambiati i tempi?

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Vlahovic salva la Juve al 95′: contro il Bologna (che finisce in 9) è 1-1 tra le polemiche

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