Vlahovic si è preso la Juve, e l’ha fatto da anti-CR7

Implacabile in campo, umile fuori, a suo agio con i compagni, già calato nella mentalità bianconera: i primi passi di Dusan a Torino sono da gigante

Il ragazzo che segna più di Haaland e Mbappé e che in Europa è secondo solo a Lewandowski quando si toglie scarpini e parastinchi ha voglia di normalità e delle coccole della sua famiglia. Dopo aver fatto la felicità dello Stadium e di tutti i tifosi della Juventus, domenica notte Dusan Vlahovic ha regalato un momento speciale ai piccoli e grandi ospiti del J Hotel.

Basso profilo

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In pantaloncini e maglietta ha raggiunto mamma Sladjana (la donna che profetizzò a Pantaleo Corvino quando lo acquistò alla Fiorentina: “State prendendo il nuovo Batistuta”), papà Milos e la sorella minore Andjela in un angolo appartato del ristorante dell’albergo bianconero — dove il serbo soggiorna da quando si è trasferito a Torino in attesa di trovare casa — per godersi il post esordio insieme a loro. Il suo arrivo però non è sfuggito ai presenti nella sala, in particolare ai bambini che hanno cominciato a gironzolargli intorno. Dusan non si è fatto pregare, ha firmato maglie, sorriso e ringraziato per i complimenti, si è messo in posa con tutti. Basso profilo, umiltà e atteggiamenti da antidivo: è quello che ha colpito anche i compagni nello spogliatoio, tutti piacevolmente sorpresi dal primo impatto di DV7. Il numero non inganni: Dusan non si sente il successore di Cristiano Ronaldo e non ha intenzione di emularlo, a cominciare dalla sua abitazione torinese, che non sarà quella in pre collina lasciata libera ad agosto dal portoghese e pochi giorni fa da Ramsey.

Rendimento da top

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I numeri però raccontano di un giocatore che in Europa viaggia alla velocità dei big. Basta guardare la classifica dei gol segnati nei top 5 campionati europei per scoprire che più prolifico di lui c’è solo Lewandowski, 24 reti in Bundesliga, 6 più di Vlahovic, che è secondo insieme a Immobile e Schick. Haaland è sesto (16), Mbappé è addirittura fuori dai primi 10 (11 come l’interista Lautaro Martinez). Dusan in campionato segna ogni 108 minuti, quasi una rete a partita, ed è già a un passo dal suo record in Serie A, i 21 centri realizzati nella scorsa stagione.

Dna bianconero

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“La Juve ha preso uno degli attaccanti più forti al mondo, un giocatore che può avere una carriera meravigliosa. Sono contento perché sa giocare anche con i compagni”, lo ha lodato Alvaro Morata, che domenica accanto a DV7 ha sfoderato una delle sue migliori prestazioni stagionali. Vlahovic è tanto prepotente sotto porta quanto rispettoso della storia, dei ruoli e delle gerarchie. Domenica dopo il gol ha fatto la linguaccia come Del Piero (che sui social ha commentato: “Impari in fretta”), la scivolata in stile Federico Chiesa all’Europeo e infine la Dybala Mask per ringraziare la Joya del prezioso assist. È vero, impara in fretta e soprattutto non si stanca mai di stare sui banchi dell’università del pallone, si porta anche il lavoro a casa quando la giornata finisce. Se c’è qualcosa in cui ricorda davvero Ronaldo è per la cura maniacale dei dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza. Ha la cattiveria di Tevez, la caparbietà di Mandzukic e la maturità di De Ligt.

Alzare l’asticella

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“Nella lotta si esalta, ma deve migliorare nella pulizia del gioco così come smarcarsi con il destro”, lo ha pungolato Allegri, che con i giovani è solito alternare carezze e cazzotti: dopo aver detto che con Haaland e Mbappé è tra i migliori nel suo ruolo, ecco il primo invito a pretendere sempre di più da se stesso, unica strada per alzare il livello. Mbappé è più veloce, Haaland e Vlahovic sono più finalizzatori: il norvegese ha la stessa età di Dusan e con il Borussia Dortmund in campionato ha una media realizzativa più alta del neo bianconero (una rete ogni 71 minuti). DV7 però è l’unico dei tre che non ha ancora assaggiato la Champions League: ha scelto la Juventus anche per quello, per confrontarsi con i migliori e spingersi il più in alto possibile. Chi lo conosce bene racconta che quando è al centro dell’attenzione riesce a dare il meglio di sé. Beh, alla Juventus si è messo subito al centro della scena, nonostante abbia intorno giocatori più esperti e titolati di lui. Il ragazzo che a 16 anni diceva agli amici che un giorno avrebbe giocato nella Juventus ha realizzato un sogno, ma ne ha mille altri nel cassetto, che per adesso condivide solo con l’inseparabile famiglia.

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Vlahovic si è preso la Juve, e l’ha fatto da anti-CR7

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