Lewis Hamilton cambia nome: “Il cognome di mia madre con il mio”

A Dubai per Expo, il sette volte campione del mondo di F1 annuncia: “Non trovo giusto che la donna perda il cognome da sposata. Il nome di mia madre, Carmen Larbalestier, comparirà con il mio Hamilton”

Nome completo: Sir Lewis Carl Davidson Hamilton. E adesso anche Larbalestier. Il più vincente pilota della storia F1 ha comunicato che cambierà nome, o meglio se lo allungherà, aggiungendo il cognome di mamma Carmen: Larbalestier appunto, di lontana origine francese ma inglesissimo. Lewis ha rivelato la sua intenzione all’Expo di Dubai. “Non capisco – ha detto – perché quando due si sposano è la donna a perdere il suo cognome. E io voglio che il cognome di mia mamma prosegua insieme a Hamilton”. Così, semplicemente, come omaggio alla madre. Come gesto di rottura, uno dei tanti. Lewis Hamilton è uno degli sportivi più conosciuti del pianeta, e questo suo ruolo non lo ha mai confinato al suo solo ambito. Spesso ci ha messo la faccia: nel movimento Black Lives Matter, prima di tutto, per il quale è anche sceso in piazza. Ha ispirato campagne della F1 sul tema dell’inclusione, come We race as one o convincendo la Mercedes a dipingere di nero la monoposto. O ancora con prese di posizione contro il bullismo, a difesa del movimento Lgbt. Ha una sua sensibilità, sa di essere in una posizione di enorme potere mediatico e la usa. Ieri ha anche fatto capire che la procedura è in atto, e l’allungamento del nome dunque imminente. “Spero sarà presto. Non da questo fine settimana in Bahrain, ma ci stiamo lavorando”. Il che non significa che poi lo chiameremo con entrambi i cognomi, e non è nemmeno sicuro se Larbalestier sarà inserito tra Lewis e Hamilton, come sostengono alla Bbc, o se raddoppierà Hamilton, magari con un trattino. In entrambi i casi non sentiremo il doppio cognome in tv, così come nessuno durante i GP dice Carlos Sainz Vazquez de Castro né Sergio Perez Mendoza.

Senna

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Piuttosto non è la prima volta che compare un cognome di una madre in F1 e nel motorsport in generale. Ayrton Senna scelse quello di mamma Neide, di origine italiana (il bisnonno in realtà si chiamava Sena, era originario del Napoletano), al posto di Da Silva, suo vero cognome, troppo diffuso in Brasile. E Mick Schumacher nei suoi primi anni in kart ha corso sotto “falso” nome: era Mick Betsch, come mamma Corinna, per depistare curiosi e giornalisti e togliersi di dosso un po’ di pressione. Negli Usa buffa la vicenda di Emerson Newton-John, meteora nella Nascar, figlio di un pilota, Graham Hall, che il nome glielo ha dato in onore di Fittipaldi. Solo che poi lui ha scelto il cognome della madre, in realtà per chiamarsi come la zia Olivia, l’attrice di Grease. Ma la storia più bella è quella di Nelson Piquet, il cui vero cognome era Goncalves Souto Maior. Ma quando a 14 anni ha cominciato a correre in kart il papà, ministro della sanità brasiliano, non doveva saperlo, e allora Nelson si faceva chiamare Piket, storpiando il cognome di mamma Clotilde. Finendo per adottarlo da pro.

quanti cambi

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In altri campi sono innumerevoli le star note col cognome della madre: da Pablo Picasso a Catherine Deneuve, da Antonio Banderas a Meg Ryan, da Eric Clapton a Natalie Portman e a Eddie Vedder dei Pearl Jam. E non sono poche nemmeno quelle nello sport. Ryan Giggs, il più titolato calciatore del campionato inglese (13 titoli, tutti col Manchester United) fino a 16 anni era Wilson, come papà, giocatore di rugby nel Cardiff, salvo poi adottare il cognome della madre Lynne. I genitori di Naomi Osaka invece devono aver deciso che in Giappone fosse troppo difficile portare quello haitiano del papà, François Leonard. I discesisti Aksel Lund Svindal e Aleksander Aamondt Kilde, come è possibile in Norvegia, hanno il cognome della madre che fa in pratica da secondo nome. Mentre Preben Elkjaer-Larsen, ex calciatore danese, eroe dello scudetto del Verona nel 1985, esattamente come Senna fin da ragazzo ha pensato che fosse troppo ordinario portare il comunissimo Larsen. Ci sono poi il pesista cinese olimpionico a Tokyo (-67 kh) Chem Lijun e il ben più noto campione mondiale di scacchi e dissidente politico Garry Kasparov, nato Kimovich-Weinstein che ha “russizzato” il cognome armeno della mamma Gasparyan. E c’è stato anche uno che ha cambiato il cognome italiano di papà, De Piano, per diventare Mike Rossman: campione del mondo dei massimi leggeri nel 1979.

scelte

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Del resto nello sport ci sono stati casi anche molto più clamorosi, vale a dire cambi di nome completi. L’ha fatto anche uno degli atleti più celebri ed iconici: Muhammad Ali, nato Cassius Clay. E con lui molti altri hanno effettuato la stessa scelta per medesime ragioni di tipo religioso, nella fattispecie la conversione all’Islam, come la stella del basket Ferdinand (secondo nome Lewis…) Alcinor diventato Kareem Abdul-Jabbar, o il giocatore di Nfl Robert Moore che ha scelto di chiamarsi Ahmad Rashad. Senza contare le scelte bizzarre più recenti: ancora in Nba e nel football: Ron Artest “trasformatosi” in Metta World Peace e Chad Johnson divenuto Chad Ochocinco, ovvero il suo numero di maglia, l’85, in spagnolo. E senza dimenticare le decine atleti di origine italiana che si sono “anglosassonizzati”, specie negli anni della Seconda Guerra Mondiale: dallo stesso Angelo Dundee, storico allenatore proprio di Muhammad Ali che si chiamava Angelo Merena; a Frankie Campbell, ucciso sul ring da Max Baer nell’incontro per il Mondiale del Massimi: il suo vero nome era Francesco Camilli. Fino a Ping Bodie, famoso per essere stato a lungo il compagno di stanza agli Yankees del celeberrimo Babe Ruth: in realtà si chiamava Francesco Pezzolo. Quella di Hamilton è una scelta molto meno radicale. Ma ugualmente significativa, è una dichiarazione d’amore per la mamma. E un segno di rispetto per tutte le donne.



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Lewis Hamilton cambia nome: “Il cognome di mia madre con il mio”

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