Mick Schumacher: “È l’anno giusto per dimostrare di valere la Ferrari”

Il tedesco della Haas è alla seconda stagione della carriera nella massima serie: “La Haas è buona, orgoglioso di essere terzo pilota del Cavallino”

Andrea Cremonesi

– Sakhir (Bahrain)

Ha chiuso i test in Bahrain nella posizione di solito occupata dal padre (se andava… male): secondo assoluto, nel tempo supplementare concesso alla Haas. “Non abbiamo fatto abbastanza chilometri, quantomeno non quelli che avrei voluto ma ciò che conta è, siamo o no veloci? Lo siamo”. Mick Schumacher guarda con fiducia alla seconda stagione in F.1, la prima nella quale avrà a disposizione una vettura che gli permetterà di lottare. Perché per precisa scelta del team americano, quella 2021 era stata un semplice aggiornamento della vettura 2020. Con il risultato che l’unico avversario con il quale confrontarsi è stato Nikita Mazepin, deb pure lui. 

Schumacher, che idea si è fatto della VF-22? “Queste vetture sono un po’ più pesanti, lo si avverte, così come il carico è differente. La sensazione è che la macchina sia buona”. 

Quanto buona? Pensate di essere vicini al gruppo di centro?

“Direi si, almeno è la speranza. Siamo solo all’inizio dello sviluppo, bisognerà vedere anche come il team reagirà. Io sono ottimista, il progetto avviato l’anno scorso si è rivelato corretto. Abbiamo fatto la maggior parte del lavoro, ora si tratta di mettere tutto insieme in tempo per la prima gara. Mi sento molto a mio agio, pronto, come tutto il team. Sono sicuro che sarà una buona stagione”. 

“Vorrei essere costantemente a punti. Per ora è un sogno che cerco di trasformare in realtà”. 

Al timone dello staff tecnico c’è Simone Resta, c’è dna Ferrari nella sua macchina.

“Che ci siano simili tecnici coinvolti nel progetto è una garanzia, è stato compiuto un grande lavoro in fatto di aerodinamica. Abbiamo ingegneri di alto livello”.

All’improvviso ha cambiato compagno: da Mazepin si è ritrovato con Kevin Magnussen.

“È un bel termine di paragone! Ha guidato 4 anni con questo team, sono felice di averlo accanto, ho molto da imparare. Ma nessun timore”. 

Come si è sentito a Barcellona seduto in una macchina con le bandiere russe sulle fiancate mentre Mosca aveva avviato la guerra all’Ucraina?

“Era e resta una situazione orribile, molto gente sta soffrendo, la guerra mi rende molto triste”.

Sarà il terzo pilota Ferrari ai GP. Cosa significa per tutto quello che quella squadra ha costituito nella storia della sua famiglia?

“Sono molto orgoglioso, metterò tutto me stesso, cercherò di aiutare la Ferrari come posso, faccio parte di questa squadra dal 2019 e il mio sogno lo conoscete: guidare un giorno una rossa ai GP”. 

Che integrazione si è creata con Leclerc e Sainz?

“Molto buona, Charles lo conosco già bene e Carlos è sempre molto carino con me. Ma il mio principale obiettivo è dimostrare con la Haas che posso lavorare in un top team come la Ferrari”.

Nel 2023 Ferrari farà la Hypercar per Le Mans: è un sogno?

“Il mio principale obiettivo resta la F.1, non le gare endurance, però la situazione può cambiare nel giro di due o tre anni”. 

È stato molto criticato nel 2021 per via dei numerosi incidenti. 

“Non cambierei nulla di quello che ho fatto, sono esperienze che mi hanno fatto crescere e aiutato a essere quello che sono. Le cifre pubblicate (per i media tedeschi avrebbe fatto danni per 4,2 milioni di euro; n.d.r.) trovano il tempo che trovano, non puoi quantificare certi costi. Non hanno senso”.

Essere giovani con questa rivoluzione è uno svantaggio?

“Non credo, io ad esempio le gomme da 18 pollici le conosco già bene perché le ho avute in F.2”.

“Per quanto visto sì. Ora seguiamo le macchine senza che le gomme si rovinino”.

Che cosa le è piaciuto di più del docufilm su suo padre?

“Che ha mostrato il vero volto di papà. Oltre a essere un grande pilota, è stata una persona fantastica, non molti sanno davvero come fosse, pensavano fosse poco emozionale. È bello che possano vedere come è nella realtà”.



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