I fantasmi di Inzaghi, il calendario di Pioli: perché la volata scudetto passa dalla Coppa

Per Simone il ko col Diavolo in Serie A è una ferita aperta. Stefano può accontentarsi di un pareggio con gol. Chi va in finale può dare un colpo decisivo ai rivali

Per la Coppa, per l’autostima, per lo scudetto. Il derby di martedì, ritorno delle semifinali di Coppa Italia, porta con sé un sovraccarico di contenuti e di risvolti. Si rifletterà sul campionato, lascerà scorie nei vinti e darà ulteriore spinta ai vincitori. Il Milan ha il vantaggio dello 0-0 nell’andata in casa. In Coppa Italia vige ancora la regola del gol in trasferta da considerare doppio a parità di risultati. Al Milan, “ospite” dell’Inter a San Siro, basterà un pareggio con reti, per qualificarsi. Non è un dettaglio irrilevante, come non lo è il particolare degli scontri diretti in campionato. Nei due derby di Serie A ha prevalso il Milan, con una vittoria e un pareggio, quattro punti su sei: se le due squadre alla 38ª si scopriranno insieme al primo posto, ipotesi non remota, lo scudetto sarà milanista.

la psicologia

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Sotto questo aspetto l’Inter ha molto da perdere, forse più del Milan, perché la sconfitta nel derby di ritorno, l’1-2 del 5 febbraio, ha sconvolto, anzi capovolto la squadra di Simone Inzaghi, e rappresenta una ferita non ancora rimarginata. Nel giro dei tre minuti della doppietta di Giroud, l’Inter è passata dall’avere in pugno il campionato alla destrutturazione di sé. Nei due mesi successivi l’Inter si è inabissata, ha racimolato soltanto sette punti nelle sei partite post derby ed è stata inglobata dal gruppetto di testa che stava per staccare. Avrebbe potuto dominare il campionato, si è scoperta fragile, è entrata in un vuoto psico-fisico. Si è ripresa dopo l’ultima sosta, con il tris di vittorie contro Juve, Verona e Spezia. Decisiva la prima, allo Stadium, quei tre punti hanno restituito all’Inter la convinzione di essere forte, forse la più forte. Martedì si ritroverà davanti alla squadra che l’ha scaraventata in un buco nero. Come reagirebbe a un’altra eventuale delusione contro il Milan? L’Inter è emotiva, soggetta alle tendenze. Diventa più forte, quando sente soffiare il vento giusto, mentre le avversità la indeboliscono perché la rendono insicura. Se l’Inter eliminasse il Milan, potrebbe diventare inarrestabile in campionato. Viceversa potrebbe riprecipitare nel buio.

il calendario

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La semifinale di domani precede un fine settimana semi-decisivo per il campionato. Sabato si giocherà Inter-Roma, domenica Lazio-Milan. Per l’Inter sarà l’ultimo vero ostacolo, a seguire la squadra di Inzaghi godrà di un calendario in discesa: Bologna (recupero), Udinese, Empoli, Cagliari e Sampdoria. Per il Milan sarà l’inizio di un ultimo tortuoso mini-ciclo: Lazio e poi Fiorentina, Verona, Atalanta e Sassuolo. Sotto questo aspetto l’Inter è in vantaggio e se arrivasse alla Roma con la spinta della Coppa Italia, potrebbe diventare irrefrenabile.

onori e oneri

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Una Coppa dà e una Coppa toglie. La finale di Coppa Italia si giocherà mercoledì 11 maggio a Roma, a cavallo tra la terzultima e la penultima di Serie A e qualcosa costerà, in termini di energie psicofisiche. Immaginiamo quante forze potrebbe sottrarre al campionato un’eventuale finale tra Inter e Juve, sarebbe l’ennesimo stremante regolamento di conti tra due club divisi da una rivalità non sanabile e prosciugante. Il week end successivo all’11 maggio sono previste Cagliari-Inter e Milan-Atalanta. Nel caso Inzaghi farà bene a tifare per la salvezza anticipata della squadra di Mazzarri e Pioli per l’avvenuto ingresso aritmetico di Gasperini in una qualunque euro-competizione. Nell’immediato, al di là dei calcoli sulla metà di maggio, al Milan conviene di più eliminare l’Inter di quanto all’Inter giovi escludere il Milan. Perché un’Inter sicura di sé, a cinque giornate dalla fine, e con il calendario a favore, inclusa la partita in più con il Bologna, può rendersi irraggiungibile.

le tendenze

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Il Milan è stato regolare, coerente nelle accelerazioni e nei rallentamenti. La sua tendenza è chiara: regge l’urto e qualcosa di più contro i forti, nove i punti nelle sei partite contro Inter, Napoli e Juve; soffre contro i deboli, 16 i punti sciupati contro squadre del lato destro della classifica. L’Inter ha costruito la sua classifica con le fiammate del girone d’andata, la striscia di otto vittorie consecutive tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, e i recenti tre successi di fila, a compensare i due mesi di frenate. La Coppa vive di vita propria, la vita breve di sfide a eliminazione diretta. La storia dice che il Milan in Coppa Italia ha prevalso per 5 volte su 8 contro l’Inter in turni da dentro o fuori o in finale. La storia però non gioca.

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I fantasmi di Inzaghi, il calendario di Pioli: perché la volata scudetto passa dalla Coppa

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