Il Genoa è già pazzo della carica di Blessin

Con l’allenatore tedesco in panchina il club rossoblù non ha mai perso in campionato e ha incassato due gol in cinque partite. Lui vede anche il bicchiere mezzo vuoto: “Non abbiamo nemmeno mai vinto e contro Udinese, Salernitana e Venezia abbiamo avuto le possibilità per farlo”. Dopo lo 0-0 contro l’Inter la gradinata Nord lo ha chiamato a cantare con i tifosi

CHI E’ BLESSIN, “FIGLIO” DELLA GALASSIA RED BULL

Cinque pareggi nelle prime cinque partite sulla panchina del Genoa: sono i numeri di Alexander Blessin, allenatore tedesco scelto dalla dirigenza ligure a metà gennaio per prendere il posto di Andriy Shevchenko, scelto a sua volta a stagione in corso per rilevare Davide Ballardini. Contro l’Inter la squadra rossoblù ha dimostrato altri segnali di miglioramento, testimoniati dallo 0-0 finale e dalla prestazione. Apprezzata dalla tifoseria, che a fine partita ha richiamato Blessin a cantare sotto la curva: “La gradinata Nord, quando la vedo, mi fa venire la pelle d’oca – ammette il 48enne tedesco – mi vengono i brividi sulla schiena. Sono sensazioni che non ho mai vissuto da allenatore“. Parole di chi ha vissuto una sliding door in carriera nell’incontro con Ralf Rangnick: fu l’attuale allenatore del Manchester United a convincere Blessin, ex attaccante, a mollare la carriera di assicuratore e rimettersi in gioco in panchina.

Difesa blindata: le mosse di Blessin

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Per portare Blessin in panchina, con una squadra in quel momento penultima in Serie A con 12 punti, il Genoa ha pagato all’Ostenda, club della massima serie belga, un milione e mezzo di euro di clausola rescissoria. L’allenatore che ha iniziato la sua carriera nelle giovanili del Lipsia ha ritrovato in Liguria il direttore sportivo Johannes Spors, ex capo dell’area scouting del club della Red Bull, e ha firmato un contratto fino al 2024. Il primo passo è stato quello di blindare la fase difensiva, passando alla linea a 4. I due gol incassati (erano stati 45 nelle prime 22 giornate) nelle cinque partite della gestione Blessin lo dimostrano. “In cinque partite prendere solo due gol, anche se abbiamo dovuto spesso cambiare gli interpreti in difesa per infortuni vari (l’ultimo in ordine cronologico è quello di Cambiaso, ndr), è positivo – le parole dell’allenatore – naturalmente non è solo merito dei difensori perché tutta la squadra difende e tutta la squadra attacca”. 

“Dobbiamo essere più cattivi in zona gol”

Un punto a testa contro Udinese, Roma, Salernitana, Venezia e appunto Inter. Il Genoa resta penultimo, con una quota salvezza distante cinque punti in attesa che giochino anche le dirette concorrenti, ma Blessin è discretamente soddisfatto del percorso fatto sin qui. “Abbiamo cercato di portare un nuovo gioco, una nuova struttura alla squadra. Quello che è stato il passato è il passato – aggiunge – la società ha deciso di giocare un calcio così. Cerchiamo ogni giorno di lavorarci su e credo che la squadra sia aperta a queste novità”. Senza dimenticare i margini di crescita: “Non abbiamo perso cinque volte ma per cinque volte non abbiamo vinto – evidenzia – contro l’Udinese, la Salernitana ed il Venezia abbiamo avuto possibilità di fare gol ed abbiamo anche avuto possibilità di vincere le partite”. Una crescita che passa anche dal ritorno di Mattia Destro, rimasto in panchina per tutta la partita contro l’Inter: “La mia è stata una scelta tattica – la spiegazione di Blessin – volevamo una spinta offensiva diversa. La prossima partita con l’Empoli è tutta un’altra partita, vedremo la direzione che prenderà la settimana. Parlerò con i ragazzi e prenderò le decisioni”.

©Getty

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