La Roma senza cessioni vincerebbe la Champions?

E’ la domanda che si facevano i tifosi della Roma guardando Salah, Alisson e Dzeko parlare sul prato di San Siro dopo Inter-Liverpool. Una squadra costata 127 milioni che non ha portato a Trigoria la coppa, ma… 336 milioni

Poteva essere la realtà, ma lo è stata solo in parte. Immaginate una partita con questa telecronaca: “Alisson fa ripartire il gioco da Rudiger che scambia il pallone con Marquinhos. Dal centrale brasiliano a Paredes che verticalizza subito per lo scatto di Salah che a campo aperto trova l’assist per il gol di Dzeko“. Cinque giocatori, protagonisti negli ultimi due giorni di Champions, che fanno sognare i loro attuali club e invece suscitano rimpianti nella Capitale, dove sono passati in questi ultimi anni tanti campioni. 

Senza cessioni questa Roma avrebbe vinto la Champions? 

L’interrogativo è lecito, considerando che nel 2018 la strada fu sbarrata in semifinale di Champions proprio da Salah e Alisson. Cessioni per portare a casa plusvalenza, ma cessioni in ogni caso dolorose per i tifosi. Senza cessioni eccellenti, la Roma avrebbe potuto schierarsi in Champions con tre reparti fortissimi. 

La difesa

In porta Alisson e, per non farsi mancare nulla, Sczrsnny in panchina, visto che la Roma si è ritrovata ad averli insieme tutti e due, alternandoli tra campionato e coppe. Difesa a tre fenomenale: con la velocità da sprinter dell’attuale capitano del Psg Marquinhos, voluto da Walter Sabatini e fatto esordire 18enne da Zeman perché era già pronto per conquistare il mondo. Marquinhos in mezzo alla fisicità di Rudiger e Benatia. Un trio insuperabile di testa e un mix ideale di potenza e capacità atletiche per respingere qualsiasi attaccante. Un muro di gomma. 

Il centrocampo

Il centrocampo a cinque è un concentrato di personalità e qualità tecniche. La doppia regia affidata a Pjanic e Paredes. Una coppia in grado di avere visione di gioco unendo i tocchi felpati di Pjanic e la capacità di riempire con carattere il ruolo di Paredes. Per far partire il pressing e recuperare palloni, ecco invece i cingoli di Strootman e Nainggolan: nella loro fase più brillante, era preferibile togliere il piede, per evitare guai peggiori. Due fighter in grado di aumentare il temperamento del reparto. Così come Emerson, andato poi a vincere la Champions con il Chelsea, aggiungeva cross a ripetizione sulla fascia sinistra, sfruttando un piede mancino vellutato nel cercare gli attaccanti. L’assist per arrivare a Dzeko e Salah. 

L’attacco

La coppia dei sogni: Dzeko & Salah. 58 gol in due nella stagione 2016-2017: 39 di Dzeko e 19 di Salah. La combinazione onirica: la regia offensiva di Edin unita alla rapidità letale di Mohamed. Intesa sviluppata con la regia di uno stratega illuminato tatticamente come Luciano Spalletti. Due acquisti voluti da Walter Sabatini che riuscì ad acquistare Dzeko e Salah, arrivati a una settimana di distanza nella Capitale. Pagando la somma dei due cartellini a una cifra inferiore di 40 milioni. Attenti a quei due. Segnavano sempre e dietro Alisson parava tutto. Volevano conquistare tutto e alla fine tutte le strade li hanno portati a Roma. Ma il destino per vincere la Champions ha poi preso altre strade. 

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