Mercato NBA, scambio Clippers-Blazers: chi vince e chi perde

Un ottimo tiratore dall’arco e difesa perimetrale in attesa del ritorno degli All-Star da parte dei Clippers (che spendono 19 milioni in più di tasse), tanto risparmio e un messaggio chiaro a Portland e a Damian Lillard dall’altra parte: quest’anno i Blazers si sono presi una stagione di pausa. Il dettaglio e l’approfondimento riguardo le motivazioni e gli scenari aperto da questo scambio

TRADE CLIPPERS-BLAZERS: COINVOLTI 5 GIOCATORI

Due soli posti di differenza in classifica a Ovest al momento, ma ambizioni enormemente diverse per Clippers e Blazers – come dimostra la direzione che le due franchigie hanno voluto dare alle loro stagioni con la trade conclusa nelle scorse ore. Nonostante coach Lue e il suo staff siano venuti a conoscenza del fatto che Kawhi Leonard non tornerà in campo in questa stagione causa infortunio (la speranza di un recupero per aprile aveva sempre covato sotto la cenere), la squadra di Los Angeles non ha esitato nel compiere una mossa aggressiva e coraggiosa, aggiungendo al roster Robert Covington e Norman Powell – giocatori funzionali nel presente e anche in futuro. Spendere più soldi di tassa di lusso già in questa stagione non è un problema (avere un proprietario come Steve Ballmer aiuta), basta mantenere intatta l’intenzione di vincere – consapevoli del fatto che con questi innesti nel 2022-23, infortuni permettendo, la squadra sarà ancora più competitiva con il rientro degli All-Star. Analizziamo dunque le conseguenze e le implicazioni per entrambe le franchigie.

Lo scambio dal punto di vista degli L.A. Clippers

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Covington e Powell a L.A., Bledsoe a Portland

Una squadra ottava a Ovest, senza All-Star causa infortunio e al di sotto delle aspettative in questa regular season, proverebbe a ridurre i 94 milioni di tassa di lusso da pagare. Non se ti chiami Clippers però, visto che con questa trade ne sono stati aggiunti altri 19 pur di mantenere competitiva la squadra: l’idea è stata quella di sfruttare al meglio l’accordo di Bledsoe (19.37 milioni nel 2022-23, ma solo 3.9 garantiti) – giocatore poco utile anche sul parquet. Al suo posto ne è arrivato uno che ha altri quattro anni di contratto – Norman Powell – che rappresenta però una potenziale svolta tecnica per la squadra. Anche grazie al 41% dall’arco raccolto dal 2020 a oggi, l’ex Blazers punta a diventare da subito il miglior tiratore della squadra di Los Angeles al fianco di Luke Kennard, mentre nel caso di Robert Covington il discorso è diverso. L’ex T’Wolves è chiamato nelle prossime settimane a fare ciò che più manca ai Clippers: difesa perimetrale sugli esterni, una delle principali specialità di Kawhi Leonard e Paul George. Quando tra qualche mese gli All-Star ritroveranno il campo dunque per Covington potrebbero anche ridursi le occasioni e per questo potrebbe essere nuovamente scambiato: l’importante è massimizzarne ora l’impatto e non far perdere valore a un investimento su di lui.

Lo scambio dal punto di vista dei Portland Trail Blazers

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Le trattative dell’ultima settimana di mercato NBA

Dopo aver vinto sei partite su nove tra il 9 e il 23 gennaio, sembrava che i Blazers fossero intenzionati a mostrare le loro qualità in attesa del rientro di Damian Lillard con cui puntare a conquistare i playoff. Le cose non sono andate così, nonostante la crescita esponenziale di Anfernee Simons permette a Portland di ridisegnare le rotazioni (colmando con lui buona parte dei minuti di Norman Powell). Le ambizioni di risalita poi sono naufragate dopo il grave infortunio subito da Nassir Little – colpo di grazia per una squadra dalla scarsa fisicità che, quasi sempre sottodimensionata, si ritrova a soffrire per questo sia a rimbalzo che in difesa. Con il contratto in scadenza e il profilo ideale per aiutare ai playoff, era immaginabile dunque che Portland cedesse Covington provando a massimizzarne il valore nello scambio, ritrovandosi al tempo stesso al di sotto della soglia della tassa di lusso. Difficile immaginare che Bledsoe e Winslow diventino giocatori in grado di fare pesare il loro contributo in campo in Oregon (la somma dei loro contratti per il 2022-23 è inferiore di 8 milioni a quanto dovuto a Powell, il risparmio passa anche da quello), mentre su Keon Johnson ci sarà da lavorare – soprattutto sul tiro da tre punti, al momento al 27% di conversione che non gli permette di avere impatto e continuità sul parquet.

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