Milan, solo nel 2003-04 più punti di adesso (e fu scudetto)

Le statistiche dopo 25 giornate inducono all’ottimismo. L’ultimo primato solitario del Diavolo fu nel 2010-11: e fu scudetto anche in quel caso

Se parliamo di numeri, un Milan così non si era mai visto. Anzi, una volta sola, e i milanisti se la ricorderanno a vita: annata 2003-04, rossoneri campioni d’Italia davanti alla Roma, torneo a 18 squadre. Dopo 25 giornate Ancelotti aveva già 64 punti. Quest’anno, invece, il Milan è primo a 55 (con l’Inter che ha una partita in meno). Erano quasi 18 anni che i rossoneri non avevano così tanti punti in questa fase del torneo. Nel 2011-12, sempre alla 25esima, erano in testa insieme alla Juventus, mentre il primato solitario risale all’annata scudetto 2010-11. Numeri, coincidenze, un po’ di cabala. E un destino comune a cui aggrapparsi.

Confronti

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Partiamo dall’anno scorso. Il Milan ha due punti in più. Ha perso Donnarumma e Calhanoglu, ma ha guadagnato Maignan – ormai idolo dei tifosi – e Giroud, doppietta da chapeau nel derby. Alla 25esima giornata dell’annata 2020-21 i rossoneri avevano 53 punti, ma l’Inter di Conte era già scappata via a 59. Sei lunghezze di differenza. I nerazzurri, oggi, hanno una partita in meno e un punto di distacco. Se dovessero vincere la sfida con il Bologna andrebbero a +2. Campionato aperto e intrigante, con il Napoli che tallona a 53. Pioli è riuscito a migliorare una squadra già forte, valorizzando ancor di più alcuni elementi (Kalulu, Leao e Tonali) e puntando sulle solite certezze: Tomori, Bennacer, Calabria, Saelemaekers, Rebic e Theo, fresco di rinnovo fino al 2026. Basi solide per il futuro.

Exploit

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Tra i singoli Tonali merita menzione: nell’annata 2020-21, alla 25esima, aveva giocato circa 600’ in meno rispetto alla stagione in corso. Ha creato il doppio delle occasioni da gol (26 a 12), vinto più contrasti (69% a 65%), segnato due reti e recuperato più palloni (117 a 80). Sandro è un calciatore nuovo, proprio come Leao, che l’anno scorso si divideva tra prima punta ed esterno alto con risultati altalenanti. Ora è già a 10 gol in 27 partite. Ha subito più falli (30 a 16), creato più occasioni da rete (27 a 17) e soprattutto ha dribblato di più, 58 a 33 negli uno contro uno. Senza contare che tira in porta il doppio rispetto a 12 mesi fa (22 a 13).

Squadra

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Se parliamo di dati collettivi (sempre dopo 25 giornate), invece, il Milan è rimasto quasi lo stesso, anche se alcune statistiche manifestano comunque miglioramenti. Piccoli, ma essenziali: il baricentro rossonero si è alzato di quasi due metri. L’annata scorsa era 50,6 metri, ora 52,1. I palloni giocati sono leggermente di più, media di 654 del 2020-21 contro i 674 del 2021-22, mentre a centrocampo si “corre” un po’ di più. I palloni recuperati e quelli intercettati sono di poco superiori all’anno scorso. Diminuiscono anche i legni, 10 a 16, manifesto di un Milan più preciso sotto porta, che tra l’altro ha segnato anche due gol in più (48 a 50). Ultimo dato: i contrasti. Un aumento dell’aggressività c’è (si è passati da una media di 9,4 a 10,8). Piccole cose. Aggiustamenti tecnici. Intanto il Milan è lassù.

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Milan, solo nel 2003-04 più punti di adesso (e fu scudetto)

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