Montecarlo, il ritorno di Djokovic: “Punto a giocare 6 match…”

Il numero uno riparte dal Principato fiducioso: qui ha già vinto due volte. Ma pensa anche al Roland Garros: “Essere in testa al ranking, che orgoglio”

Dal nostro inviato Riccardo Crivelli

Torme di bambini sciamanti che lo inseguono per strappargli un selfie, un autografo, anche soltanto un breve cenno di saluto. Novak Djokovic è tornato e dall’entusiasmo con cui è stato accolto sembra non se sia mai andato via. Certamente non da Montecarlo, perché il Country Club è uno dei suoi posti del cuore, il circolo dove si allenava fuori stagione arrivandoci in bicicletta dalla vicina abitazione monegasca.

Ambizioni

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Il numero uno del mondo non gioca una partita dal 24 febbraio, quando venne eliminato da Vesely ai quarti di Dubai, il primo e unico torneo dell’anno nel suo curriculum, pesantemente condizionato dalle vicissitudini australiane e dalle posizioni contrarie all’obbligo vaccinale. Significa che Nole si presenta al Masters 1000 del Principato, vinto due volte (nel 2013 e nel 2015), con appena tre partite sulle spalle: “Vorrà dire che qui punterò a giocarle tutte e sei… Gli ultimi 5 mesi sono stati evidentemente molto difficili, soprattutto dal punto di vista psicologico, e non mi aspetto di essere supercompetitivo nei primi giorni del torneo, ma sono fiducioso di ritrovare la condizione con il passare dei match”. Tuttavia, la situazione da gennaio è cambiata, e decisamente a suo favore, e non solo per l’allentamento delle restrizioni in molti paesi del mondo: si paventava che potesse pagare un conto salato in classifica alle ripetute assenze dai tornei, e invece i suoi principali avversari per il numero uno, Medvedev e Nadal, sono ai box e ci resteranno a lungo, anche se Rafa per adesso può consolarsi con il record degli Slam ottenuto proprio in Australia: “Diventare numero uno – racconta Djokovic – è il massimo obiettivo per un giocatore, il traguardo di una vita. Sono molto orgoglioso di iniziare la settimana numero 365 in vetta, ma l’importante adesso è tornare a confrontarsi con gli altri. Malgrado gli infortunati, ci sono tanti altri grandissimi giocatori e ritrovarli mi darà gli stimoli per cercare di migliorare in fretta. L’obiettivo finale è il Roland Garros, sono campione in carica, ma intanto punto a far bene in tutti i tornei di avvicinamento, la terra è la superficie su cui sono cresciuto e anche se magari mi sono preso soddisfazioni maggiori su altre superfici, sono contento di ricominciare da qui”.

Ottimismo

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Quanto ai segreti per metabolizzare il periodo più difficile della sua carriera, Novak si affida al carattere: “Sono una persona ottimista, cerco di guardare al lato positivo di tutte le cose. Innanzitutto, ho cercato di vivere la mia vita giorno per giorno senza guardare troppo in là, dedicandomi alle cose che potevano farmi stare bene. Adesso che posso tornare a giocare un torneo, ovviamente mi ha aiutato la routine, con gli allenamenti, la preparazione atletica e tutte le cose legate al campo. Certamente l’obiettivo è di trasformare tutte le energie che ho investito nei mesi scorsi in propellente per il futuro”. A proposito di allenamenti, nei giorni scorsi il numero uno del mondo si è scelto uno sparring d’eccezione, Jannik Sinner: “La sua separazione da Piatti mi ha sinceramente sorpreso, insieme avevano fatto un lavoro eccezionale e Sinner è arrivato in top ten, ma ovviamente non sono nella sua testa per potere commentare una scelta di cui non abbiamo parlato e dei cui dettagli non sono a conoscenza”. Nole poi per una volta si è ritrovato dalla stessa parte delle istituzioni tennistiche: “Sono favorevole al super tie break nel set decisivo e soprattutto al fatto che tutti gli Slam abbiano applicato la stessa regola”.

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Montecarlo, il ritorno di Djokovic: “Punto a giocare 6 match…”

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