E1 Series, il prototipo vola sull’acqua. Basso: “La rivoluzione nautica è già iniziata”

L’imbarcazione elettrica, equipaggiata con foil, è scesa in acqua sul fiume Po. Rodi Basso, Ceo di E1 Series, entusiasta: “Vogliamo creare una city league in modo che il brand della città venga promosso per tutta la stagione”

Matteo Solinghi

@
TeoSic58

Sono stati di parola Alejandro Agag, presidente e co-founder di E1 Series, e Rodi Basso, Ceo e co-founder del primo campionato al mondo che coinvolge imbarcazioni elettriche: “In primavera inizieranno i test del RaceBird”, avevano dichiarato al Monaco Yacht Club di Montecarlo a settembre 2021, nel giorno della presentazione del prototipo di imbarcazione 100% elettrica che farà il giro del mondo, a partire dalla primavera del 2023, planando sulle acque più famose ed affascinanti del pianeta. E così è stato: ad inizio aprile il prototipo è stato prima sottoposto a una serie di test tecnici e check dei sistemi di bordo e poi messo in acqua lungo il Po, all’altezza di San Nazzaro (PC), sede di uno dei circuiti mondiali di motonautica, alla ricerca della massima velocità possibile nella maniera più stabile possibile.

Il RaceBird in acqua

—  

Il battesimo sull’acqua dell’imbarcazione elettrica dotata di hydrofoil ha visto il RaceBird planare sul Po lungo rettilinei, curve e in situazioni di simulazione di qualifica e simulazione di gara, con un focus sul set-up e sull’analisi delle prestazioni, con l’obiettivo di raccogliere dati in relazione ai foil e alla tenuta di rotta in diverse condizioni di gara. Tutto ciò dopo diversi test tecnici e controlli dei sistemi di bordo per verificare le prestazioni generali e l’affidabilità del modello e dei suoi componenti elettrici. Gli organizzatori del campionato hanno voluto sfruttare l’occasione anche per valutare i diversi elementi che potrebbero essere inclusi nel format delle gare, incluse le boe autonome e l’ampiezza delle virate, oltre a testare il posizionamento delle telecamere di bordo che verranno utilizzate per trasmettere le immagini durante la gara.

Il RaceBird

—  

Detto dei foil, l’imbarcazione elettrica monoposto nasce dalla visione della designer norvegese Sophi Horne in collaborazione con Brunello Acampora e gli esperti ingegneri navali di Victory Marine e SeaBird Technologies. Il prototipo, spinto da una batteria Kreisel da 150 kW e dotato di un motore fuoribordo Mercury Racing, è appunto un “primo prototipo – spiega Rodi Basso – nel senso che non è ancora vicino alla barca finale ma condivide con l’imbarcazione finale i concetti base che volevamo portare dal settore motorsport e da quello della nautica, con i foil. È una storia di tecnologia, di racing, dove è più la passione che la competenza che ti guida e ti fa ben performare”. Ma non sempre tutto è andare liscio come l’olio: “Abbiamo avuto ritardi negli approvvigionamenti di materie prime, come l’alluminio. Abbiamo fatto due mesi di prove al banco per testare l’elettronica di alta e bassa tensione. Il target da raggiungere è una durata di 45 minuti circa e il processo di carica sarà durante la notte, mentre di giorno faremo una sola ricarica prima delle semifinali”.

Dal prototipo all’off-shore finale

—  

“Prima di passare alla costruzione di tutte le imbarcazioni per il campionato – prosegue Basso – ci sarà un ‘Prototipo 2’, quello che sarà al 95% il prodotto finale. Nei prossimi 2/3 mesi continueremo a provare i foil e la parte elettronica, ma al tempo stesso porteremo avanti lo sviluppo del ‘Prototipo 2’, che al ‘Prototipo 1’ aggiungerà tutta la tecnologia per lo show: i dati, la telemetria, il design del cockpit e così via. La grande sfida, che sarà nuova per atleti e ingegneri, sarà capire come gestire al meglio la batteria, dato che sarà una gestione strategica della potenza necessaria e il format delle gare con qualifiche e gara richiederà intelligenza e strategia nell’usare la potenza quando serve. Ci sarà un maggiore sforzo intellettuale da parte dei componenti dei team in questo senso. Per quanto riguarda i settaggi – prosegue sul tema Basso – vorremmo dare opzioni meccaniche che non possono essere cambiate mentre si è in acqua ma solo nel drive pit: l’angolo del foil oppure opzioni di eliche a seconda delle condizioni dell’acqua, fino alla definizione dell’utilizzo delle varie funzioni al volante, l’assistenza del servosterzo e la gestione della coppia”.

E1 Series, la prima stagione

—  

Il campionato, che vedrà in gara fino a 12 squadre e 24 piloti totali, è stato ideato per creare una piattaforma emozionante e competitiva capace di promuovere le imbarcazioni elettriche sostenibili, per proteggere l’ecosistema marino e lacustre, così come le aree costiere. Dalla primavera del 2023 la E1 Series toccherà alcune delle città più suggestive al mondo, prima su tutte Montecarlo. Ma le stesse Miami, Rotterdam, Budapest (sul Danubio, di fronte alla sede del Parlamento), Stoccolma, Abu Dhabi e Venezia sono possibili candidate del campionato. In particolare, c’è interesse verso Venezia “perché oltre alla bellezza unica della città c’è una forte attenzione nei confronti della sostenibilità per le generazioni a venire – argomento il Ceo della competizione – Ma saremmo interessati a portare la E1 Series anche in un lago perché le leggi stanno puntando all’elettrico e quindi c’è una maggiore sensibilità per luoghi iconici. L’Italia giocherà un ruolo strategico sia in termini di ascolti che di mercato, vedasi i 4.000 km di costa a nostra disposizione e la cultura che abbiamo per il mare e le città di mare”.

E1 Series, la city league

—  

“Minimo ci saranno 8 team e 8 gare nella prima stagione – conferma Rodi Basso – ma l’obiettivo è 10 e 10”, anche se non è da escludere l’opzione 12-12. “Per ogni città ci sarà il team equivalente con tanto di aerografia sull’imbarcazione al seguito. Vogliamo creare una city league in modo che il brand della città venga promosso per tutta la stagione e nel nostro prodotto media faremo in modo di parlare di tutte le città coinvolte nel campionato in ogni appuntamento della serie. Non vogliamo essere come un circo che appare X giorni all’anno e poi scompare, ma avere un dialogo continuo con le città e creare un network di blue city”.

E1 Series, la transizione elettrica

—  

Ma potrà la E1 Series fare da punto di riferimento per la transizione all’elettrico della nautica? Una sorta di motorsport per il settore automotive, dove le scoperte e le nuove tecnologie vengono prima testate in pista e poi portate su strada. Rodi Basso non ha dubbi: “Sta già succedendo, è un nostro obiettivo. Non vogliamo essere solo una piattaforma di comunicazione sportiva, ma una piattaforma di esecuzione, azione concreta sia nell’ambito della mobilità elettrica su acqua sia nell’ambito della sostenibilità con progetti scientifici che proporremo per la rigenerazione delle coste su larga scala. Con questo mix culturale abbiamo fatto guadagnare dai 20 ai 30 anni al mondo nautico”.



We would like to give thanks to the writer of this write-up for this incredible web content

E1 Series, il prototipo vola sull’acqua. Basso: “La rivoluzione nautica è già iniziata”

Debatepost