Extreme E, si comincia nel segno del Team RXR: trionfo nell’esordio a Tabuq

La squadra dell’ex iridato F1 Nico Rosberg si aggiudica la prova di apertura davanti ad Acciona e X44

Elisabetta Caracciolo

Crederci sempre e non mollare mai. Il mantra di oggi del team RXR di Nico Rosberg capace di vincere la prima prova 2022 di Extreme E nonostante all’equipaggio formato da Johan Kristoffersson e Mikaela Kottulinsky sia davvero capitato di tutto. Colpi di scena a ripetizione, di nuovo penalità e addirittura una bandiera rossa a fermare la finalissima: questi i tratti salienti della domenica del campionato riservato ai fuoristrada elettrici che ha visto aprirsi la stagione 2022 in Arabia Saudita, a Tabuq, a qualche chilometro di distanza dalla città futuristica Neom, che un giorno, forse, sorgerà da queste parti. 

la prima semifinale

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La mattina si era aperta molto presto con una temperatura al di sotto dei dieci gradi e la prima semifinale aveva visto sfidarsi i team della X44 di Lewis Hamilton, con Sebastien Loeb e Cristina Gutierrez, RXR appunto di Rosberg e la squadra Xite Energy con Tamara Molinaro e Oli Bennett. Qualche errore sulla sabbia ormai scavata, qualche scontro violento con la diabolica erba chameaux, ben nota ai dakariani e sul traguardo si presentava per prima la X44 dopo un agguerrito fianco a fianco iniziale, ma il colpo di scena, il primo della giornata avveniva sulla linea del traguardo quando Xite Energy batteva la RXR che per la prima volta nella storia della Extreme E veniva estromessa dalla finale, a cui accedevano solo i primi due equipaggi al traguardo. E invece dopo pochi minuti la direzione gara affibbiava una penalità a Xite per aver abbattuto una bandiera, di 10 secondi e tanto bastava alla RXR per passare al secondo posto della classifica e agguantare la qualificazione alla finale.

la seconda semifinale

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La seconda semifinale vedeva sulla griglia di partenza la Acciona di Sainz/Sanz affidata in partenza alla pilota catalana, la Andretti con Catie Munnings e Kyle LeDuc di Chip Ganassi, unico uomo al via sulle tre Odyssey. Al via scattavano bene le due ragazze ed era bravo l’americano a portarsi in testa lasciando alle sue spalle scatenarsi la Sanz e la Munnings. Andava tutto bene fino allo switch, quando Sara Price partiva in testa e alle sue spalle Carlos Sainz combatteva fianco a fianco con Timmy Hansen. Lo svedese però, non avvezzo ai tranelli del deserto, centrava in pieno un cespuglio di erba chameaux nel tentativo di passare il Matador e volava per aria, capotandosi più volte ma uscendo poi indenne dai resti della sua Odyssey. A quel punto i primi due posti erano già certi e così nessuno forzava più sul percorso, con un posto già garantito in finale.

così la crazy race

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La Crazy Race era forse la gara più attesa della giornata visti i concorrenti schierati sulla linea di partenza. Jutta Kleinschmidt apriva la sfida con la ABT Cupra con Kevin Hansen sulla JBXE, Lance Woolridge sulla Veloce e Emma Gilmour sulla McLaren. Lo svedese partiva bene e si installava davanti a tutti con un generoso vantaggio mentre dietro si rischiava il tutto per tutto. Allo switch la battaglia si faceva forsennata visto che in palio c’era un solo posto per accedere alla finale e quando tutto sembrava volgere a favore della JBXE la McLaren con Tanner Foust al volante si faceva sotto e si portava in seconda posizione e poi in prima con Nasser Al Attiyah praticamente attaccato al posteriore della vettura. Sul traguardo la debuttante McLaren arrivava per prima e i due emozionati e commossi piloti festeggiavano il successo come se si trattasse di una vittoria assoluta.

la finalissima

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La finalissima, con cinque vetture partiva puntuale e al volante si schieravano Carlos Sainz, Sebastien Loeb, Tanner Foust, Sara Price e Mikaela Kottulinsky e di nuovo nei primi due chilometri accadeva di tutto. Nella polvere più totale mentre Sainz agguantava la prima posizione tallonato da Loeb dietro se le davano di santa ragione e proprio come accadde lo scorso anno sempre in Arabia Saudita nella polvere Foust non si rendeva conto di quanto fosse vicino alla Kottulinsky e la tamponava violentemente strappandogli tutta la parte posteriore della carrozzeria e volando via capotandosi più e più volte per fortuna senza conseguenze fisiche. La gara proseguiva nonostante tutto e solo quando le quattro vetture ancora in gara raggiungevano la zona dello scambio i commissari dichiaravano la bandiera rossa, cosa che in effetti a parte risultare un po’ bizzarra inviperiva un po’ Carlos Sainz che tanto aveva fatto per guadagnarsi un vantaggio importante sugli altri. Così dopo qualche minuto di discussione la direzione gara decideva di rifare la partenza, mantenendo però i distacchi. Mentre si ripuliva il tracciato dalle decine di pezzi sparsi ovunque della McLaren, le Odyssey venivano schierate al via nella zona del cambio con Laia Sanz, Cristina Gutierrez, Kyle LeDuc e Johan Kristoffersson e partivano una dopo l’altra con il distacco in secondi che avevano al momento dell’entrata nella zona switch. La catalana dell’Acciona cercava di andarsene il più veloce possibile tallonata dalla Gutierrez ma Kristoffersson decideva di rischiare il tutto per tutto e dalla terza posizione risaliva passando velocissimo la Gutierrez e presentandosi con una traiettoria larghissima al fianco della Sanz che nulla poteva contro lo svedese che con mezza vettura ancora intera tagliava il traguardo con 2”48 di vantaggio sulla Acciona e 5”80 sulla X44, con la vettura di Chip Ganassi quarta.

la classifica

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Tenendo conto di tutti i punti accumulati nel week end la classifica della Extreme E vede ora al comando la RXR con 30 punti (25 + i 5 del Continetal Traction Challenge) – contro i 18 della Acciona e i 15 della X44. La classifica piloti è identica con Kristoffersson e Kottulinsky primi con 25 punti davanti a Carlos Sainz e Laia Sanz a quota 18. La prossima gara si correrà a maggio, in Sardegna, dal 7 all’8.



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