F1, da Ferrari sospetti sugli altri team per il budget cap

Mattia Binotto, team principal Ferrari, risponde a Horner che ha auspicato un aumento del tetto alle spese. “Dobbiamo essere sicuri che stiamo competendo tutti con gli stessi mezzi in F1”: frecciata contro i tanti sviluppi che Red Bull e Mercedes hanno sfoderato in Bahrain 

A mezza bocca, Mattia Binotto ha gettato una pietra nello stagno grossa come un macigno. Riferendosi al rivale Christian Horner (Red Bull) e alla recenti dichiarazioni durante i test in Bahrain, il team principal Ferrari ha pronunciato questa frase: “Ho sentito dire a Christian che il risultato sportivo non può essere influenzato dal budget cap, quasi a significare che abbiamo bisogno di più budget. Credo che sia vero, sarebbe un peccato. Ma dobbiamo essere sicuri che stiamo competendo tutti con gli stessi mezzi…”. Una frase sibillina, che sembra volere mettere in guardia sul comportamento dei team rivali. “Il tetto alle spese limita la capacità di sviluppo dei team. Pesa su tutte le squadre in modo diverso, ma è una variabile importante”, ha aggiunto Binotto. Facendo intendere che su questo terreno si giocherà una della partite politiche più feroci del 2022. 

battaglia

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Non è un mistero che Red Bull, Ferrari e Mercedes abbiano chiesto da tempo un incremento del budget cap, fissato per quest’anno a 140 milioni di dollari (128 milioni di euro), cinque in meno rispetto al 2021. Soldi che devono bastare per lo sviluppo della vettura attuale e di quella del 2023, a esclusione della parte ibrida della power unit che potrà essere evoluta senza limitazioni sino a settembre. I tre “top team” hanno perfino fatto pressioni sulla Fia e sulla Formula One per ottenere una deroga con la scusa delle Sprint Race del sabato che sarebbero dovute aumentare, ma le istituzioni sportive e i team minori si sono opposti per evitare che un innalzamento del tetto di spesa contribuisse a far crescere il divario prestazionale fra la testa e la coda dello schieramento, tanto che si è giunti a un compromesso lasciando invariato il numero delle Sprint Race (tre come nel 2021) senza toccare il “budget cap”. 

sospetti

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Ma adesso la Red Bull è tornata all’attacco. Horner ha fatto riferimento all’aumento dei costi dell’energia (e non solo) scatenato dalla guerra in Ucraina, destinato a gravare sul bilancio dei team di F.1. Dunque ha chiesto di nuovo un ritocco in alto del tetto stabilito del regolamento finanziario. E qui è intervenuto Binotto, concorde sul principio per interesse comune, ma pronto a prendere le distanze con quella frecciata indirizzata agli avversari. In sintesi, senza dirlo esplicitamente, la Ferrari ha fatto trapelare i propri dubbi sul rispetto della normativa da parte dei team concorrenti. Se c’è un budget così limitato a cui attenersi, come è stato possibile che la Mercedes abbia portato una vettura B completamente rivoluzionata nei secondi test in Bahrain, che la Red Bull abbia mostrato un pacchetto di evoluzioni già significativo e che la Aston Martin del magnate Lawrence Stroll a quanto pare stia facendo prove in galleria del vento su una macchina nuova da far scendere in pista durante la stagione, mentre la Ferrari sinora ha dovuto centellinare gli sviluppi per restare nei paletti programmati a inizio stagione? Qualcosa non torna, secondo quelli di Maranello, e il dubbio a questo punto potrebbe riguardare anche l’efficacia dei sistemi di controllo che la Fia adotta per far rispettare le regole finanziarie. 

dubbio amletico

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La capacità delle squadre di sviluppare per tutta la stagione le vetture a “effetto suolo” di nuova generazione, che hanno margini di progresso enormi, sarà una chiave fondamentale del successo in un Mondiale lungo ed equilibrato come si annuncia quello che scatta domenica in Bahrain. “Ho fiducia nella mia squadra, ma il budget cap ci limita”, ha spiegato Binotto insistendo sul tasto dolente. La Ferrari F1-75, apparsa molto competitiva nei test, arriva al primo GP del 2022 con uno sviluppo “leggero” che ha puntato a ottimizzare un pacchetto di base già buono, in attesa di sfoderare le vere novità dopo qualche gara. Gli altri invece si sono giocati molte cartucce spendendo di più (la Mercedes per necessità e la Red Bull per volontà) per cui in teoria dovrebbero avere meno libertà di sviluppo andando avanti. Ma sarà davvero così?



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