Gran Premio di Bari: emozioni da Formula 1

Le emozioni della Formula 1 del passato tornano ad animare le strade di Bari, con la settima Rievocazione storica del Gran Premio di Bari, organizzata dall’Old Cars Club e inserita nell’Asi Circuito Tricolore. Un tuffo nella storia, sulle tracce dei più grandi campioni, che tra il 1947 e il 1956 si sfidarono sul circuito preparato nel capoluogo pugliese

Savina Confaloni

Rivive la storia dei Grand Prix in questa giornata di festa a Bari dedicata ad una delle gare rimaste negli annali del motorsport, il Gran Premio di Bari, che si disputò tra il 1947 e il 1956. Nove edizioni che portarono la città al vertice dell’automobilismo sportivo di quegli anni ,raccogliendo le più grandi marche dell’epoca, da Alfa Romeo, a Mercedes, Ferrari, Talbot Maserati, Cisitalia, Stanguellini, ed i più famosi piloti della F1, come Nuvolari, Fangio, Farina, Ascari, Varzi, Gonzales e Moss. Il circuito, della lunghezza di 5,54 km, si sviluppava sulle strade urbane di Bari, attorno ai padiglioni della Fiera del Levante e veniva percorso in senso antiorario, eccetto nell’ultima edizione del 1956, vinta da Stirling Moss su una meravigliosa Maserati 300 S. Dal 2010 la Rievocazione storica del Gran Premio di Bari, organizzata da Old Cars Club e inserita nell’ASI Circuito Tricolore, riporta quei modelli e quelle suggestioni nel capoluogo pugliese, con una serie di eventi che culminano proprio nell’ultima giornata con le auto più belle pronte a sfidarsi sul circuito della storica competizione. E cosí, dopo l’esposizione statica delle vetture nel paddock, un convegno sulla sicurezza e mobilità, e la gara in notturna, arriva la giornata più attesa con le tre manches che abbracciano tutto il borgo antico di Bari, con partenza da Piazza Prefettura e chicane che diventano un concentrato di emozioni  per equipaggi e spettatori.

gp bari, le auto in gara

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Tra le 50 vetture iscritte a questa rievocazione del Gran Premio di Bari,  sfilano Stanguellini, Cisitalia,  Ermini, Fiat, Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Lotus.  Il  pubblico ritrova gioielli  come la Stanguellini Junior del 1960, monoposto costruita dal costruttore modenese dal 1958 al 1960, grazie alla collaborazione con Juan Manuel Fangio, e guidata, nel caso dell’esemplare portato a Bari da Carmelo Bajeli, dal “messicano volante” Pedro Rodriguez de la Vega;  e poi, la  Cooper Bristol MK1 del 1952, costruita in soli  sette esemplari, e guidata da piloti del calibro di  Alan Fraser, George Hartwell e Andre Lowens, e la  Fiat Formula Monza 875,  nata da una idea dell’ingegner Tavoni, ex Ferrari, per avviare i giovani piloti alle corse in circuito. Sbarca per la prima volta in terra barese, da Southampton, fresca di restauro, la Austin Speedex 7 costruita nel 1935  interamente in alluminio, con motore 750 Austin, cosí come dall’ Inghilterra arriva  anche la Lotus Eleven Le Mans del 1956,  protagonista con il pilota Alan Stacey sui circuiti di Goodwood, Silverstone, e Brands Hatch.  Del 1949 è la Taraschi Urania 750 Sport dell’equipaggio Veneruso-Veneruso, appartenuta alla “pilotina” di Formula 1 più famosa al mondo, Maria Teresa de Filippis, che la tenne dal 1949 al 1951, per disputarci la Mille Miglia, il GP di Napoli, la Coppa delle Dolomiti, la Stella Alpina, la Coppa della Toscana, e il Giro della Calabria. Fra le rarità,  una barchetta Lancia de Leval Speciale del 1956, cilindrata 2500cc, costruita dall’ingegnere belga De Leval con meccanica Lancia Aurelia: ritrovata abbandonata in Inghilterra da un collezionista italiano, la vettura ha un telaio tubolare, la carrozzeria con la parte centrale in alluminio, e il cofano anteriore e posteriore in vetroresina.  

gran premio di bari, la storia

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La prima edizione del Gran Premio di Bari, 75 anni fa, rimane uno dei momenti più emozionanti nella storia del motorsport pugliese. Ad organizzare l’evento, aperto alle vetture di Formula Grand Prix, il  sindaco di allora Vito Antonio Di Cagno  aveva chiamato Renzo Castagneto, patron della Mille Miglia. Castagneto riuscí a portare subito la gara nell’olimpo degli appuntamenti più attesi, arruolando  la Squadra Corse Alfa Romeo, con due vetture ufficiali guidate da Achille Varzi, che vinse la prima edizione, e Consalvo Sanesi. Grandi assenti furono  la Ferrari e Tazio Nuvolari,  impegnati quel giorno sul Circuito di Parma. I due anni successivi furono invece dedicati  alle “Rosse”, con la partecipazione delle neonate Formula 2- fino a 2000 cc senza compressore- e il trionfo delle nuove Ferrari 166SC a 12 cilindri, che si aggiudicarono sia l’edizione del 1948 con Landi, che quella del 1949, con Ascari.   

il circuito tricolore asi

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Il Gran Premio di Bari fa parte del Circuito Tricolore Asi, che dal 2021 arricchisce il calendario classic, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dei territori attraverso il motorismo storico. Un mix di eccellenze italiane, fra bellezze paesaggistiche, enogastronomia, e cultura, che gode dei Patrocini dei Ministeri della Cultura, del Turismo, delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. “Con iniziative come il Circuito Tricolore, l’Asi contribuisce allo sviluppo del Sistema Paese partendo dal territorio e dai più alti valori espressi dal motorismo storico”- spiega il presidente dell’Asi Alberto Scuro.  Asi Circuito Tricolore coinvolge gli appassionati da nord a sud, con  appuntamenti automobilistici e motociclistici che proseguono ora con il Giro di Sicilia dal 4 all’ 8 maggio,  la Coppa Gentlemen Sardi dal 13 al 15 maggio, la Coppa della Perugina dal 20 al 22 maggio, Sulle strade della Pugliesità Doc  dal 2 al 5 giugno, la Vernasca Silver Flag dal 10 al 12 giugno, Motociclettando dal 18 al 19 giugno, la Leggenda di Bassano dal 23 al 26 giugno, l’ Abruzzo Gran Tour e Circuito di Avezzano dal 1 al 3 luglio, In moto sulle Alpi dal 2 al 3 luglio, il Concorso d’Eleganza di San Pellegrino Terme dal 9 al 10 luglio, Sibillini e Dintorni dal 24 al 27 agosto, il Circuito del Chienti e Potenza dal 27 al 28 agosto, e dal 29 settembre al 2 ottobre il Giro Motociclistico di Sicilia 



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