Lamborghini, Sanna: “Ora vinciamo nel GT, nel 2024 vogliamo essere nel Wec”

Giorgio Sanna, responsabile motorsport Lamborghini, racconta gli obiettivi a breve e medio termine, tra gare GT, monomarca Super Trofeo e il progetto del prototipo LmdH per il Wec

Giulio Masperi

– imola (bo)

Il presente si lega alle corse con le Gran Turismo derivate dalla serie. Il futuro potrebbe allargare l’orizzonte includendo uno storico debutto nel Mondiale Endurance Wec, sfruttando la piattaforma dei prototipi ibridi due ruote motrici chiamata LmdH. Giorgio Sanna, responsabile motorsport di Lamborghini, racconta i progetti della casa di Sant’Agata Bolognese. L’occasione è il fine settimana del 3 aprile, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, dove scatta il primo round del campionato GT World Challenge Europe 2022, dove il Toro è rappresentato da nove Huracán GT3. Nello stesso evento va in scena anche il primo impegno del monomarca Lamborghini Super Trofeo, che ha visto il debutto del tre volte iridato con nel Motomondiale Dani Pedrosa.

Sanna, si parla da tempo di un prossimo ingresso di Lamborghini nel Wec, con la piattaforma LmdH: è così? Succederà dalla stagione 2024?

“Ci stiamo lavorando con molto impegno ed è chiaro che la volontà di Lamborghini è di esserci, poi ci sono scelte che devono essere condivise all’interno del gruppo Volkswagen, e questo richiede dei tempi tecnici. In tempi brevi ci aspettiamo un feedback, e in funzione di quello comunicheremo le concrete possibilità, o meno”.

Forse la scelta di Audi di mettere in stand-by il proprio impegno diretto nel Wec, come risulta al momento, influisce nella vostra scelta e nelle tempistiche collegate?

“Non si ripercuote sui tempi, ma chiaramente non posso commentare al momento delle voci non ufficiali. Noi rispettiamo i tempi tecnico-decisionali che il gruppo impone. Detto ciò è evidente che essere pronti per un programma con la LmdH in 24 mesi significa che siamo vicini a prendere una decisione. La stagione 2024? Questa è la nostra volontà, di poter essere pronti per quell’annata”.

La piattaforma LmdH consente ai costruttori di scegliere il telaio prodotto da quattro fornitori, inclusa Dallara, e di sviluppare in proprio il resto della vettura, incluso il motore: avete già scelto a quale fornitori vi potreste affidare?

“Oggi abbiamo valutato tutti i quattro fornitori possibili, in funzione di quella che sarà l’eventuale decisione e le tempistiche definite andremmo a fare la scelta definitiva”.

Il Mondiale Wec in particolare dalla stagione 2023, con l’ingresso di nuovi costruttori quali Ferrari, sarà un vero spettacolo: cosa significa sia in termini di ritorno d’immagine sia di possibilità di sviluppo di tecnologie e soluzioni?

“A prescindere dall’impegno o meno di Lamborghini, senza dubbio per tutto il mondo del motorsport questo ritorno al Wec con molti costruttori al via darà un boost importante a tutto il movimento; è dagli anni Novanta, se non Ottanta, che non si vedeva un Mondiale Endurance a livello della Formula 1, se non superiore come numero di costruttori impegnati. Del resto in quel tempo l’Endurance era una vetrina e una ‘scuola’ per i piloti, anche in previsione del loro arrivo in F1. Quindi da appassionato, oltre che da addetto ai lavori, guardo con grande entusiasmo a questo ritorno in grande stile dei costruttori. E non dimentichiamo il mercato americano, che è essenziale per ogni azienda e per il seguito del pubblico, che potrebbe dare un ritorno pazzesco”.

Tornando all’attualità, nel 2022 Lamborghini festeggia l’edizione numero 14 del monomarca Super Trofeo, nel quale ha debuttato Dani Pedrosa: come è nato questa ‘operazione’ che ha portato il tre volte iridato in moto nel vostro trofeo?

“Qui a Imola debutta la nuova macchina, la Huracán Evo II, e abbiamo 34 vetture al via: un segnale molto positivo, di salute e stabilità del campionato. Abbiamo un ventaglio di partenza variegati: i giovani, che fanno parte del programma Young Driver, i gentlemen, la categoria Lamborghini Cup con chi s’affaccia al mondo delle corse. Pedrosa? Dico con piacere che è stato Dani a cercarci, volendo iniziare a fare esperienza in una serie GT. Gli abbiamo fatto provare l’auto nei mesi scorsi, si è trovato a proprio agio, e ha scelto di fare alcune gare del campionato 2022. Siamo molto felici: è chiaro che vi sia anche una componente di ‘marketing’, in termini di ritorno d’immagine del monomarca, ma non è stata cercata da noi. Infine dico che Dani è un ragazzo molto umile, veramente appassionato, ma si sposa al meglio con la filosofia Lamborghini”.

In termini di prestazioni cosa pensa di Pedrosa? Quanto potrà migliorare?

“Più che parlare di Dani nello specifico, dico che negli anni abbiamo avuto diverse esperienze con i piloti di MotoGP, e tutti hanno dimostrato una grandissima professionalità e una capacità di pensare da fuoriclasse. Sono consapevoli che possano avere delle difficoltà all’inizio, ma sanno come affrontarle e gestirle mentalmente. Il talento li aiuta molto. Dani è qui per divertirsi, in primo luogo, e bisogna dargli del tempo: ma la capacità di questo tipo di piloti già campioni sulle moto è straordinaria, quindi mi aspetto che nell’arco di 2-3 gare, entro la fine della stagione, sarà competitivo”.

Nel GT World Challenge quali ambizioni avete? E in generale nelle gare con la Huracán GT3 quali sono gli obiettivi a breve-medio termine?

“Con i nostri team clienti ci siamo schierati nei campionati più importanti con l’obiettivo di essere sempre molto competitivi e lottare per la vittoria. L’auto, la Huracán GT3 Evo è al suo ultimo anno di gare, e nel 2023 sarà sostituita dalla Evo II, quindi soffre un po’ di anzianità, ma vorremmo salutarla ottenendo altre vittorie. Tra gli obiettivi di quest’anno abbiamo il successo in GT World Challenge Endurance Cup, dove abbiamo due macchine del team Emil Frey che ci rappresenta. Ma in ogni campionato abbiamo i nostri team di riferimento, per esempio nel GT Italiano il team Vincenzo Sospiri e nel World Challenge America il team K-Pax”.

La nuova Huracán GT3 Evo II quali novità apporterà?

“Il regolamento tecnico del GT3 si è evoluto abbastanza rispetto al ciclo omologativo precedente, quindi ha dato a tutti la possibilità di sviluppare ulteriormente l’aerodinamica e il motore. Un regolamento che trae ispirazione dall’attuale Gte. Abbiamo rivisto completamente aerodinamica e design, e apportato novità al motore. Rilevante non sono tante le migliorie sul piano della prestazione, quanto nella guidabilità della vettura, visto che deve essere guidata dal professionista e dal gentleman, sempre con un occhio di riguardo sui costi di gestione. Non vediamo l’ora di vederla in pista, ci vorrà ancora un attimo di pazienza”.



We want to say thanks to the author of this short article for this outstanding content

Lamborghini, Sanna: “Ora vinciamo nel GT, nel 2024 vogliamo essere nel Wec”

Debatepost