McLaren F1: dal motore al telaio, i segreti della MCL36

Presentata qualche giorno fa, la McLaren MCL36 è la macchina del team di Norris e Ricciardo per il Mondiale F1 2022. Vi sveliamo i punti chiave della monoposto progettata a Woking

Andrea Cremonesi, Paolo Filisetti, Mario Salvini

Mancano pochi giorni al primo test stagionale della F1 – dal 23 al 25 febbraio al Montmelò di Barcellona – e, ad eccezione della Alpine che sarà svelata il 21 febbraio, abbiamo già visto tutte le monoposto (persino l’Alfa Romeo camuffata a Fiorano che verrà presentata domenica 27). Dopo aver analizzato le tre big, Red Bull (quella intravista venerdì a Silverstone era ben diversa da quella del lancio), Ferrari e Mercedes, tocca ora alla McLaren, che in apparenza è quella che ha scelto la via meno estrema per progettare la macchina del Mondiale 2022.

telaio mclaren f1

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“Abbiamo preso rischi calcolati, nessuna follia”, ha spiegato il direttore tecnico James Key, svelando l’11 febbraio la MCL36: l’occhio cade sul retrotreno snello, le fiancate con la cintura alta che si restringono notevolmente nel posteriore. Ma la vera novità è che i tecnici di Woking si sono divertiti a invertire lo schema delle sospensioni, portando davanti il pull rod (come non accadeva dal 2012) e dietro il push rod. L’obiettivo è di mantenere il più possibile pulito il flusso d’aria. Determinanti per la sorte della stagione, secondo quando sostenuto dal d.t. inglese, saranno gli sviluppi contingentati dal tetto alle spese. 

mclaren, il motore

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Fortemente voluto da Zak Brown, malgrado nel 2020 avesse scalato il terzo gradino del podio iridato con la Renault, dall’anno scorso si è riformato il binomio con la Mercedes che proseguirà sino a fine 2025, quando scadrà questa generazione di power unit. Una accoppiata che ha vinto in passato tre Mondiali Piloti: due con Mika Hakkinen nel 1998 e 1999 e il primo dei sette vinti da Lewis Hamilton. I cavalli non costituiscono più un problema come Daniel Ricciardo e Lando Norris si sono accorti a Monza, conquistando una doppietta. Rispetto a Hamilton e Bottas i due hanno usato una unità in meno l’anno scorso (4 a testa).

mclaren, il team

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Da una parte l’efficienza teutonica di Andreas Seidl, team principal, dall’altra l’abilità tecnica di James Key, allievo di Adrian Newey che si è fatto le ossa alla Toro Rosso. E poi l’ex ferrarista Andrea Stella direttore esecutivo in pista: la McLaren ha trovato dal 2020 un nuovo assetto e i frutti si sono visti con la crescita negli ultimi due mondiali e il ritorno al successo dopo 9 anni. A capo di tutto il californiano Zak Brown che ha riportato il brand a Indianapolis e si è lanciato nella nuova avventura della Extreme E. Senza che questo ovviamente possa distrarre dall’obiettivo di far tornare la McLaren (12 titoli piloti e 8 costruttori) al top.

mclaren 2022, i piloti

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A livello di simpatia hanno pochi rivali nel paddock: l’astro nascente di Lando Norris e l’esperto Daniel Ricciardo (210 GP e 8 vittorie) garantiscono divertimento e risate. Ma quando la visiera cala sanno diventare “cattivi”. Dopo aver colto nelle prime tre stagioni 5 podi, il 22enne inglese aspira a iscriversi finalmente nel club dei piloti che hanno vinto almeno un GP. L’australiano, dopo un anno di complicato adattamento che non gli ha impedito di vincere a Monza, ora deve dimostrare di essere tornato quello dei tempi d’oro alla Red Bull. «La squadra mi conosce – ha detto Daniel al lancio – e si fida di me».



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