Banchero e Duke, che spettacolo: Syracuse asfaltata

Paolo chiude con 21 punti e 9 assist, la sua prima partita dal 31 gennaio con almeno 20 punti. “Mi sono messo troppa pressione addosso: ho capito che in campo devo sempre divertirmi”. I Blue Devils regalano a coach K un facile 97-72 nel confronto con l’amico Jim Boeheim

Paolo Banchero ha scelto il palcoscenico giusto per ricordare a tutti perché è in lizza per essere la prima scelta assoluta al Draft Nba. Davanti a oltre 31.800 spettatori (di cui oltre 8000 studenti), in diretta tv nazionale, il futuro azzurro tira fuori la sua miglior partita del mese, e aiuta con 21 punti e 9 assist Duke a prendersi la vittoria in casa di Syracuse. Il 97-72 finale parla di una partita senza storia, in cui coach Mike Krzyzewski ha toccato quota 1195 vittorie in carriera contro il suo primo inseguitore, quel Jim Boeheim coach di Syracuse con cui vanta un’amicizia lunga oltre 30 anni e con cui ha condiviso la panchina di Team Usa per tre edizioni delle Olimpiadi.

Banchero show

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Era dal 31 gennaio che il futuro azzurro non superava quota 20 punti. Al Carrier Dome di Syracuse, storica scuola dello stato di New York che ha vinto il titolo solo quando la sua stella si chiamava Carmelo Anthony, Banchero stava per sfondare quella quota nei primi 15’ di partita. Il primo quarto d’ora è stato uno show, suo e di Duke. Paolo era a quota 18 punti e 6 assist quando ha infilato il 48-18 ospite con 5’ da giocare, in un inizio di partita in cui alla squadra di coach K è entrato quasi ogni tiro tentato, mentre Syracuse faceva fatica a riordinare le idee. Piazzato al centro dell’attacco dei Blue Devils, con la palla che spesso passava tra le sue mani, Banchero oltre che il suo talento offensivo ha mostrato la sua capacità, la sua abilità nel capire quando è il momento di creare per se stesso e quando servire gli altri. Paolo ha trovato un feeling particolare con Mark Williams, centro che ha chiuso con 28 punti, nuovo massimo nella sua vita al college, e 12 assist. Anche se nel secondo tempo non è stato inarrivabile come nel primo, Banchero ha giocato un’ottima partita, chiudendo nel modo giusto il mese negativo di febbraio e preparandosi per il cambio di marcia che richiede la March Madness. “Nelle ultime settimane penso di essermi messo tanta pressione addosso, pensando troppo soprattutto in attacco – racconta Paolo -. Ho capito che devo giocare libero e divertirmi in campo, che quando lo faccio gioco sempre ad un livello più alto: ho deciso di ricominciare a farlo”.

Talento

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Quanta strada farà Duke nel torneo che chiude la Atlantic Coast Conference (dall’8 al 12 marzo a Brooklyn) e quanta poi nella Big Dance che assegna il titolo passerà tra le mani e il talento di Banchero. Ma Paolo non predica nel deserto: Duke è una squadra così solida che l’intero quintetto, da Williams a AJ Griffin (20 punti), da Keels a Moore, sono in odore di scelta al primo giro del Draft: l’ultima classe allenata da coach K, che a fine stagione andrà in pensione, rischia di essere leggendaria quasi quanto lui visto che solo Kentucky nel Draft 2010 ha avuto 5 giocatori chiamati al primo giro del Draft.

Le statistiche di Banchero

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21 punti (3/9 da due, 4/7 da tre, 3/6 tiri liberi), 1 rimbalzo, 9 assist, 1 stoppata in 34’

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Banchero e Duke, che spettacolo: Syracuse asfaltata

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