Butler domina ad Atlanta: 36 punti e 3-1 Miami nella serie

Gli Heat a una sola vittoria dal passaggio del turno nonostante l’assenza di Lowry. Per Jimmy oltre ai 36 punti anche 10 rimbalzi. Negli Hawks, Gallinari 9 punti in appena 15’ di gioco

Davide Piasentini
@davide_piase

I Miami Heat dominano gara 4 e vincono 110-86 alla State Farm Arena di Atlanta, portandosi sul 3-1 nella serie, a una sola vittoria dal passaggio del turno. L’assenza di Kyle Lowry, fermato da un problema al bicipite femorale sinistro, non ha ostacolato il piano partita degli uomini di coach Erik Spoelstra, che hanno difeso in maniera spettacolare e si sono appoggiati alla leadership di un fenomenale Jimmy Butler. “Non avevamo il nostro quarterback, dovevamo trovare un modo differente per vincere”, ha detto l’allenatore degli Heat nel post-gara. Miami ha superato le avversità. Atlanta, invece, ne è stata sopraffatta ed è finita fuori dalla partita.

Heat

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Miami ha costruito la sua prestazione sulla coesione difensiva e su una ragionata e lucida esecuzione a metà campo. Nessuna forzatura, pochissimi errori, fisicità sotto i tabelloni e pulizia estrema delle giocate offensive. La reattività e la pressione degli Heat, l’essere pronti e mentalmente vivi in ogni possesso, hanno dominato la gara. Con Lowry fuori, Gabe Vincent (11 punti e 4 assist) è stato schierato in quintetto (1ª volta titolare in carriera nei playoff) e Victor Oladipo (6 punti, 8 rimbalzi, 4 assist e +28 di plus/minus), al debutto nella serie, ha finalmente trovato spazio nelle rotazioni. Entrambi hanno fatto molto bene, dando dinamismo, ritmo e qualità al gioco. Carichissimo PJ Tucker (14 punti e 8 rimbalzi), che si è mangiato qualsiasi avversario gli si presentasse davanti e in attacco è riuscito ad incidere anche andando oltre il tiro da punti. Anche Spoelstra si è soffermato sulla sua prova: “Come definirei un giocatore come PJ? È molto difficile…potrei riassumerlo dicendo che è un vincente”. Lui e Butler hanno dato il tono tecnico e agonistico alla partita ma tutti i giocatori si sentono coinvolti ed è questa la vera forza della squadra. In merito al debutto di Oladipo e, in generale, alla necessità di sfruttare appieno la profondità del proprio roster, Spoelstra ha detto: “La nostra non è una rotazione a 9 giocatori. È una rotazione da playoffs, cioè a 15 giocatori. Nella postseason succedono tante cose e devi essere pronto. Oladipo l’ha fatto e ho amato lo spirito che ha mostrato in campo”.

Jimmy

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Impatto totale sulla partita di Jimmy Butler. In attacco con una sequenza infinita di eleganti ed efficaci movimenti sul piede perno, sempre a creare, facilitare e a muovere la difesa avversaria. E poi c’è tutto il resto, che fa parte incondizionatamente della sua pallacanestro. Intensità difensiva e letture da giocatore superiore. Dal primo all’ultimo minuto, Butler è stato l’uomo squadra che serviva a Miami per vincere questa partita, specialmente con l’assenza di Lowry e l’appannamento nella serie di Adebayo a condizionare un minimo gli equilibri tattici. Per Jimmy G. Buckets 36 punti, 10 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate e 1 stoppata in 36’.

Arrendevoli

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Gli Hawks si sono spenti quasi subito, risucchiati sotto la superficie della partita e incapaci di ritrovarsi. Il rientro di Clint Capela (2 punti e 7 rimbalzi) non ha dato lo spessore che ci si poteva e doveva aspettare e Trae Young è stato sostanzialmente messo fuori gioco dalla difesa degli Heat. Irriconoscibile la stella degli Hawks, sottoritmo e con un linguaggio del corpo che non comunicava la sua solita sfrontatezza. Young, dolorante alla caviglia dopo un contatto con Vincent nel 1° tempo, ha chiuso con 9 punti, 3/11 al tiro, 5 palle perse e -27 di plus/minus. È la seconda volta che segna meno di 10 punti in questa serie. L’unico giocatore di Atlanta che aveva testa e cuore nella partita è stato De’Andre Hunter (24 punti), che ha dato tutto quello che aveva e ha giocato la sua migliore partita nella serie. Anche Danilo Gallinari (9 punti e 7 rimbalzi), utilizzato inspiegabilmente appena 15’ da coach McMillan in uscita dalla panchina, non ha potuto fare molto per invertire la tendenza. Gli Heat hanno anestetizzato anche la State Farm Arena, mai così silenziosa in una gara di playoffs. Questo 3-1 assomiglia tanto ad un punto di non ritorno per Atlanta. Il senso d’urgenza di Miami e la pressione che gli avversari hanno messo sul parquet sono stati la chiave della partita anche per Young: “Non siamo riusciti a pareggiare quella pressione, non abbiamo segnato i tiri che dovevamo segnare e abbiamo giocato male”. Fine della storia.

La partita

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È De’Andre Hunter a dettare la linea di gioco degli Hawks nel 1° quarto: 11 punti, 4/4 al tiro e 3/3 da tre punti. Attacco e difesa, a viso aperto, i padroni di casa sanno che non devono andare sotto 3-1 e sfruttare il fattore campo. C’è equilibrio iniziale e Atlanta prova ad accelerare ad inizio 2° quarto ma Miami è dura da abbattere. Butler chiude il 1° tempo con 19 punti, gli Heat con un parziale di 26-4 che li porta avanti 55-41 all’intervallo. Zero palle perse per Miami nei primi 12’, prima volta nella storia della franchigia. Il vantaggio degli uomini di Spoelstra cresce a +19 a fine 3° (80-61) e nel 4° periodo scollina il +20. È dominio totale. Atlanta finisce al tappeto e non si rialza più.

Atlanta: Hunter 24 (9/13, 4/6 da tre, 2/4 tl), Knox 12, Collins 11, GALLINARI 9 (4/9, 0/4 da tre, 1/1 tl). Rimbalzi: Capela 7. Assist: Young 5.

Miami: Butler 36 (12/21, 1/2 da tre, 11/12 tl), Adebayo 14, Tucker 14. Rimbalzi: Butler 10. Assist: Butler 4.

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Butler domina ad Atlanta: 36 punti e 3-1 Miami nella serie

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