Crollo Duke nell’ultima in casa di coach K, Banchero brilla solo per un tempo

Dopo 42 anni da allenatore e 5 titoli nazionali l’allenatore saluta il Cameron Indoor Stadium con una brutta sconfitta con Carolina: “Colpa mia, ma la stagione non è finita”

Un fiasco clamoroso. L’ultima di Coach K da allenatore di Duke al Cameron Indoor Stadium, dopo 42 anni lì da Coach e 5 titoli nazionali, comincia con le sue lacrime di commozione e finisce con quelle dei tifosi dei Blue Devils. Che perdono 81-94 il derby con North Carolina. Erano favoriti di 11 punti, avevano vinto nel precedente stagionale, in trasferta, di 20. Crollano nel secondo tempo, senza difesa, letteralmente. Paolo Banchero, il lungo con passaporto italiano, impazza nel primo tempo, chiuso con 15 punti, poi si dilegua nel secondo. La scena a sorpresa se la prendono il Barbarossa Manek, che bersaglia da 3 punti, imperiale, e soprattutto un altro lungo dal nome italiano: Armando Bacot. Gioca per i Tar Heels, però.

Un guastafeste

—  

1196 vittorie in carriera per Mike Krzyzewski, ma questa non è una partita come le altre. Perché è l’ultima nella sua Arena prima del ritiro a fine stagione, perché l’ultima in casa è il derby, una rivalità feroce nel North Carolina. Guelfi e ghibellini, per capirci. Perché i biglietti, a Durham c’è il solito tutto esaurito, costano fino a 80.000 dollari, stavolta, perché ci sono oltre 90 suoi ex giocatori, tra i più eminenti Redick, Brand, Laettner e Battier, venuti a rendergli omaggio. Ci sono pure il Commissioner Nba Silver, laureato a Duke, e Dirk Nowitzki. Questa partita è un evento che ferma l’America. Duke è tra le favorite per il titolo nazionale, ha vinto in solitario la Atlantic Coast Conference per la prima volta dal 2006, è numero 4 del ranking USA.

Duke avanti

—  

Subito palla persa di Moore al primo possesso: l’anticipazione di quel che sarà. I Blue Devils partono emozionati: sono giovani, schiacciati da un momento più grande di loro. Bacot, il principale lungo ospite, impazza, poi Duke gradualmente si ricompone. Banchero attacca il canestro e lo trova spesso, segna il 38-27, fronte a canestro arriva al ferro in carrozza. Carolina va in confusione. Sembra che il copione dopotutto sia quello previsto: Duke che dopo i primi impacci emotivi si scuote e domina. Ma non è così: Banchero e Keels sbagliano tiri liberi cruciali e le tripla di Manek e Davis salvano Unc dal baratro. Solo 41-39 Duke dunque, a metà gara. Banchero con 15 punti, tirando con un efficiente 7/13 dal campo.

Riscossa Carolina

—  

Duke 61-56 sulla tripla di Keels, con 10’ da giocare. Poi crolla. Di colpo, improvvisamente. Rumorosamente. La difesa dei Blue Devils (26-5) scompare come sotto incantesimo. Love, il regista dei Tar Heels (23-8), cresce, dal 73-71 Carolina con 5’ sul cronometro diventa un monologo dei ragazzi di Coach Davis, al primo anno da capo allenatore, che si assicura con questa vittoria la certezza della partecipazione al Torneo Ncaa nonostante una stagione in chiaroscuro. La gara diventa fisica, vibrante, Banchero fatica ad adeguarsi. Sistematicamente attaccato in difesa, improvvisamente insicuro in attacco. Bacot chiude con 23 punti, come Paolo, e l’ultima parola. Coach K avverte, però: “Prestazione inaccettabile, colpa mia. Ma la stagione non è finita…”. La March Madness è solo cominciata, le avversarie sono avvertite.

We wish to say thanks to the author of this article for this amazing content

Crollo Duke nell’ultima in casa di coach K, Banchero brilla solo per un tempo

Debatepost