Curry-Jokic da impazzire, ma la spunta Golden State: 4-1 su Denver

Il duello tra mvp decide gara-5, che consegna ai Warriors la semifinale di conference con Memphis o Minnesota. I Nuggets, nonostante un altro show del serbo, chiudono la loro stagione

Davide Chinellato
@dchinellato

Alla fine Golden State se l’è ricordato, come si vincono le serie playoff. Non ne vincevano una dal 2019 i Warriors, e nel terzo quarto, con i Nuggets avanti di 10, Steve Kerr ha dovuto ricordare ai suoi che è quella pressione a rendere tutto questo speciale. “Sembrava che ci fossimo dimenticati come si vince, che sentissimo la pressione di dover vincere in casa. Ma abbiamo combattuto e… è stato bello così” racconta Steph Curry. È lui che ha ricordato ai compagni come si va avanti nei playoff, portando con 30 punti i Warriors in semifinale di conference, al duello con una tra Memphis e Minnesota che può iniziare già domenica alle 21.30 italiane. Ma per far fuori Denver 4-1, per prendersi 102-98 gara-5, Golden State ha dovuto faticare tantissimo, perché Nikola Jokic è un giocatore eccezionale che ha fatto di tutto (30 punti, 19 rimbalzi e 8 assist), compreso giocare con un fastidio all’adduttore destro, per assicurarsi che la stagione dei Nuggets durasse almeno un’altra partita. Non è bastato.

Battaglia

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I Warriors dominanti delle prime tre partite hanno lasciato spazio a quelli incerti delle ultime due. In gara-5 Kerr ha rimesso Curry in quintetto, dopo le prime 4 partite da 6° uomo (“Ce l’ho nel curriculum ora, ma spero di non doverlo fare più” ha scherzato Steph), provando a schierare da subito la nuova Death Lineup con Klay Thompson e Jordan Poole. Per farlo, il coach ha tolto Kevon Looney dal quintetto, e i Warriors hanno finito per pagarla sotto canestro. E anche in attacco, con le tre guardie incapaci di trovare quella sintonia che nelle prime partite aveva fatto la differenza. Steph è esploso nell’ultimo quarto, in cui ha messo 11 punti ingaggiando un meraviglioso testa a testa da fenomeni. Thompson, 15 punti e 9 rimbalzi, ha mostrato che sta tornando se stesso anche in difesa; Poole, 8 punti con 3/10 al tiro, ha giocato probabilmente la sua peggior gara della serie, dopo le prime 3 da astro nascente. L’X-Factor di Golden State è stato Gary Payton II, preziosissimo nell’ultimo quarto sia in difesa che con le triple. I Warriors hanno vinto una battaglia vera con Denver, utile per il resto dei playoff: hanno il potenziale per essere da titolo, ma sono ancora un work in progress a livello mentale, coi veterani che devono ricordarsi come si vince nei playoff e i giovani che devono imparare a farlo.

Applausi

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Denver merita solo applausi. Il 4-1 è una delusione, ma con tutti gli infortuni che hanno avuto, compresa gara-5 dove Malone nel primo tempo ha perso Austin Rivers, il miglior difensore su Curry, i Nuggets meritano solo complimenti. “Sono incredibilmente orgoglioso dei miei – dice Malone -. Certo, non abbiamo vinto che era la cosa per cui siamo venuti qui, ma sotto 3-0 potevamo arrenderci e non l’abbiamo fatto. Come non l’abbiamo fatto in una stagione piena di infortuni in cui abbiamo comunque vinto 48 partite. Vado a casa a testa alta, come tutti i miei giocatori. E lavoreremo per essere una squadra ancora migliore il prossimo anno”. Per farlo, Denver ha bisogno di aiuto per Jokic. L’mvp è arrivato esausto alla fine della partita, ma ha messo in piedi un altro incredibile show che ha tenuto i Nuggets in corsa fino alla fine. I suoi 12 punti nel quarto periodo, il testa a testa con Curry per arrivare alla vittoria, sono l’esempio perfetto di cosa rende unico il serbo. “Spero vinca l’mvp, perché se lo merita davvero” ha detto Malone. Denver gli aiuti migliori per Jokic li aveva in panchina: gli infortunati Jamal Murray e Michael Porter Jr. In campo, la miglior spalla dell’mvp è stata il suo cambio, DeMarcus Cousins, 19 punti nei 15’ giocati al posto del serbo. I Nuggets, come sottolinea Malone, escono a testa alta: sono sulla porta del club dei vincenti, ma hanno bisogno di un aiuto per entrarci.

La partita

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Golden State sembra in controllo per tutto il primo tempo, ma la difesa di Denver alza il muro negli ultimi 4’ e all’intervallo il tabellone dice 48-48. I Warriors vanno in confusione in attacco anche nel terzo quarto e i Nuggets cambiano marcia, scappando con Jokic fino al 64-54 a 7’54″ dalla sirena. È Cousins, con l’mvp in panchina per falli e un adduttore dolorante, a tenere a bada la reazione Warriors: 7 punti di fila e Denver a fine terzo quarto è avanti 78-70. Golden State chiude subito il buco e il finale è un meraviglioso testa a testa tra fenomeni, con Curry da una parte e Jokic dall’altra a mettere canestri fondamentali. Pesano di più quelli di Steph, che trova aiuto da Payton e con i liberi manda i Warriors in semifinale a Ovest.

Golden State: Curry 30 (5/11 da due, 5/11 da tre, 5/7 tiri liberi), Thompson 15, Payton 15. Rimbalzi: Thompson 9. Assist: Green 6.

Denver: Jokic 30 (12/16, 0/2, 6/8 tl), Cousins 19, Gordon 15. Rimbalzi: Jokic 19. Assist: Jokic 8.

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Curry-Jokic da impazzire, ma la spunta Golden State: 4-1 su Denver

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