Harden-Phila, buona la prima: “Sono qui per aiutare e per vincere”

Il Barba chiude con 27 punti e 12 assist e i Sixers dominano contro i Wolves a Minneapolis. “È andata anche meglio delle attese” dice Embiid

L’unico momento di imbarazzo arriva in sala stampa, quando James guarda Joel scolarsi la bottiglietta d’acqua che c’è sul tavolo come se stesse guardando un alieno, prima che entrambi si sciolgano in una bella risata. Per il resto, la prima di Harden e Embiid insieme, la nuova coppia che vuole prendersi l’Nba, è andata alla grande. Anzi, alla grandissima. “Anche meglio di come mi aspettassi” scherza Embiid. Philadelphia con la sua nuova supercoppia sembra subito impressionante, strapazzando 133-102 Minnesota per la sua miglior vittoria esterna della stagione. “Penso abbiano giocato alla grande insieme, si sono integrati molto bene – racconta a fine gara Doc Rivers -. Ovviamente ci sono cose che dobbiamo ancora migliorare, ma Joel e James hanno tanto talento e devo lasciarglielo mettere in campo”. Sì, la prima è stata un vero successo, la promessa di quello che può essere.

Il debuttante

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Harden ha chiuso con 27 punti, 8 rimbalzi e 12 assist la sua prima volta con addosso la maglia numero 1 dei Sixers, andata a ruba sia nella città dell’amore fraterno che online nelle ultime due settimane. “Ci sono tanti giocatori intelligenti in questa squadra, quindi il mio lavoro è aiutarli in ogni modo possibile quando sono in campo: sono qui per aiutare, per rendere la vita più facile per tutti” ha spiegato a fine gara nella sala stampa del Target Center di Minneapolis. È proprio quello che ha fatto: anziché entrare di prepotenza e prendersi la sua nuova squadra, ha provato a calarsi nella parte, ad essere la ciliegina sulla torta anziché la torta stessa. E ha compiuto la missione. “Non credo di essere stato mai così libero in tutta la stagione – racconta con un sorriso Embiid, miglior realizzatore del match con 34 punti -: sono abituato ad essere circondato dai difensori avversari, ma stavolta erano tutti concentrati su James. È uno che attira tanta attenzione, che riesce comunque a rendere migliore i compagni”. Harden lo ha fatto anche perché non ha forzato nulla: non ha preteso un posto in campo, si è preso quello che la squadra gli ha concesso, evitando di oscurare i compagni e chiudendo 35’ di efficienza con 7/12 al tiro. “Posso essere la point guard o un realizzatore, sono pronto a fare quello che serve”.

Primo passo

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Philadelphia sa bene che il dominio della ripresa su Minnesota è solo il primo passo, che la strada che porta al titolo è ancora molto lunga e che l’intesa tra Harden e Embiid è tutta da costruire. Già dalla partita di domani alle 19 italiane a New York, dove servirà un nuovo passo avanti non solo tra le due star su cui i Sixers costruiscono le loro ambizioni di titolo, ma di tutta la squadra. Rivers l’ha subito impostata come si aspetta che sia nel resto della stagione, con Tyrese Maxey (28 punti con 12/16 al tiro) partner di Harden nel backcourt, Thybulle a colmare le lacune difensive di tutti e Tobias Harris (unico sottotono, 6 punti con 2/9 al tiro) partner di Embiid. “È stata un’ottima partenza, ma c’è ancora tanta strada da fare – racconta Harden -. Dobbiamo lavorare ogni giorno per costruire le abitudini giuste: abbiamo tutti lo stesso obiettivo qui, cioè vincere: io sono pronto a fare tutto quello che serve perché la squadra ci riesca”. La prima cosa da fare è costruire un rapporto con Embiid, fare in modo che in campo l’intesa funzioni. Il primo passo, quello che tutti aspettavano da due settimane, è stato quello giusto: ora Harden e Embiid hanno il resto della regular season per capire come fare perché anche il resto della stagione vada oltre le attese.

Minnesota:Towns 25 (6/13 da due, 2/6 da tre, 7/7 tiri liberi), Russell 21, Edwards 15. Rimbalzi: Vanderbilt 8. Assist: Edwards 5.

Philadelphia: Embiid 34 (7/13, 3/5, 11/13 tl), Maxey 28, Harden 27. Rimbalzi: Embiid 10. Assist: Harden 12.

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