McCollum e Ingram fanno volare i Pelicans. Spurs, stagione finita

New Orleans si impone 113-103 su San Antonio e sfiderà i Los Angeles Clippers nella notte tra venerdì e sabato per un posto per i playoff

Saranno i New Orleans Pelicans ad affrontare i Los Angeles Clippers nella notte italiana tra venerdì e sabato (inizio ore 4) per decidere quale delle due squadre si prenderà l’ottavo posto a ovest e il diritto di giocarsi il primo turno di playoff contro i Phoenix Suns. Cadono 113-103 e terminano la loro stagione i San Antonio Spurs, che vengono così eliminati al Play-In per il secondo anno consecutivo.

Aggressività

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New Orleans ha giocato questa partita con l’atteggiamento giusto sin dall’inizio, dimostrando di essere maturata in questi mesi e di aver raggiunto una propria identità. Soprattutto in attacco (54,3% al tiro, 40% da tre), la squadra di coach Willie Green ha aggredito gli spazi concessi dalla difesa di San Antonio con dinamismo, determinazione e la giusta dose d’incoscienza. In una partita secca non si possono fare troppi calcoli e bisogna anche saper uscire dal proprio piano partita, e così buona parte del successo viene determinata dal talento individuale, dalla capacità dei singoli di leggere ed interpretare la gara. Ci è riuscito l’impavido CJ McCollum, incontenibile nel 1° tempo con 27 dei suoi 32 punti finali (19 nel 2° quarto) e magistrale nel 2° come creatore di gioco, quando San Antonio ha cominciato a braccarlo da vicino con continui raddoppi. Ci è riuscito anche Brandon Ingram, frenato dai falli ma determinante nei possessi finali della partita per impedire agli Spurs di rientrare definitivamente. Per lui 27 punti (11/19 al tiro) e tre canestri pesantissimi per mettere al sicuro il risultato negli ultimi 5’. Bene anche Jonas Valanciunas (22 punti, 14 rimbalzi e 2 stoppate), importante in attacco soprattutto nel 3° quarto, e l’iperattivo Jose Alvarado, 12 punti e 3 assist senza paura. I Pels l’hanno vinta con una pallacanestro istintiva, minimale per certi versi, e sono stati bravissimi a gestire la pressione nel finale.

Spurs

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San Antonio si è incartata troppe volte durante la partita, faticando a lungo da tre punti, schiacciata a rimbalzo (53-34) e dominata nei punti segnati nel pitturato (56-38). Ma al di là delle statistiche, che dicono e non dicono, gli Spurs sono caduti nelle insidie della gara, su tutte la gestione dei falli che ha condizionato i giocatori più importanti, in particolare Dejounte Murray (16 punti, 5/19 al tiro). I ragazzi di Gregg Popovich sono giovanissimi, un po’ discontinui, e si sono sciolti mentalmente solo quando la partita sembrava essersene andata via, sul -21 a inizio 4° periodo. La reazione d’orgoglio finale, spinta da Devin Vassell (23 punti e 7/13 dall’arco), è stata talmente convincente da riaprirla quasi del tutto. Troppo tardi per riappropriarsi del diritto di scrivere un nuovo finale. La stagione dei texani finisce qui.

La partita

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New Orleans comincia bene la partita e nel 2° quarto, trascinata da 19 punti di McCollum e dalla vitalità di Alvarado, allunga il passo e chiude il 1° tempo avanti di 11 punti (61-50). La squadra di Willie Green prende definitivamente il controllo della gara dopo l’intervallo, scollinando abbondantemente la doppia cifra di vantaggio e trovando addirittura il +21 (96-75) all’inizio del 4° periodo. Poi San Antonio mette assieme un parziale di 16-1 che riapre i giochi. A 5’ dalla sirena il punteggio dice 97-91 Pelicans. I padroni di casa sembrano mentalmente alle corde ma le giocate di Ingram e qualche stop difensivo fermano la discesa e aprono le porte alla risalita.

New Orleans: McCollum 32 (12/23, 3/5 da tre, 5/5 tl), Ingram 27, Valanciunas 22. Rimbalzi: Valanciunas 14. Assist: McCollum 7.
San Antonio: Vassell 23 (7/15, 7/13 da tre, 2/2 tl), Murray 16, Poeltl 16. Rimbalzi: Poeltl 9. Assist: Murray 5.

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McCollum e Ingram fanno volare i Pelicans. Spurs, stagione finita

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