Miami, una difesa da titolo: Atlanta è già in vacanza

Gli Heat chiudono sul 4-1 la serie, cancellando ancora una volta Trae Young nonostante le assenze delle star Butler e Lowry. Per l’azzurro 12 punti, ma la stagione è finita

Cinque secondi sul cronometro, Atlanta sotto di 3 ha un ultimo disperato possesso per salvare la stagione. Delon Wright non trova nessuno libero, e allora si rifugia da Danilo Gallinari, l’unico che gli viene incontro. Gallo viene circondato da 3 avversari, accerchiato mentre il cronometro avvicina inesorabile la fine della stagione degli Hawks. Serviva una tripla miracolo, magari uno di quei tiri di Trae Young che in una stagione con troppi alti e bassi hanno fatto a lungo credere ad Atlanta che tutto fosse possibile. Invece quell’azione, l’ultima della serie, è l’esempio di come Miami l’ha vinta: con la difesa e la squadra. E annullando Young. Gli Heat volano in semifinale di conference chiudendo 4-1 con Atlanta, prendendosi 97-94 gara-5 con le stelle Jimmy Butler e Kyle Lowry a guardare infortunate in panchina: da lunedì affronteranno Philadelphia o Toronto. Gli Hawks invece vanno in vacanza, con tanti rimpianti.

Fallimento

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Uscire al primo turno per Atlanta è un fallimento. Gli Hawks, arrivati in finale di conference lo scorso anno, pagano il disastro di Young, annullato anche in gara-5 (11 punti, 6 palle perse, 2/12 al tiro nella partita conclusiva). È stato il leitmotiv di tutta la serie (15,4 punti e il 31% al tiro per Young), solo che nella partita decisiva la stella di Atlanta era fuori dal match anche a livello di testa, tormentato sia dagli avversari che gli si incollavano addosso ai limiti della molestia fisica, sia dai tiri che, da qualsiasi posizione, non ne sapevano di entrare. “Non sono mai riuscito a trovare il mio ritmo, devo imparare questa lezione per crescere” ha detto lui. Impossibile, con Young così fuori dalla serie, per Atlanta fare di più contro la miglior squadra dell’Est. Anche perché le condizioni fisiche non ottimali di John Collins e Clint Capela hanno tolto agli Hawks altri due pezzi fondamentali. Le aspettative stagionali però erano altre, e nemmeno la consolazione di aver visto DeAndre Hunter prendere in mano la squadra e provare a salvare la stagione con 35 punti (18 nell’ultimo quarto) può bastare. “Il nostro obiettivo deve essere migliorare costantemente, tornare al livello di finale di conference a cui siamo arrivati lo scorso anno. Deve essere la nostra motivazione” ha detto Young. Gallinari, tornato a fare la riserva nelle ultime 2 partite dopo le prime 3 da titolare, ha provato a dare una mano anche in gara-5, chiudendo con 12 punti. Ma senza il centro nevralgico del sistema Hawks, che la difesa di Miami ha messo fuori partita, anche per lui era impossibile fare di più.

Promossi

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Gli Heat escono da questa serie promossi a pieni voti, con la certezza di essere la candidata al titolo di cui si parla meno. Chiudere la serie senza Butler e Lowry, lottare in quel modo contro una squadra disperata come Atlanta, è il sintomo della forza di Miami. “Siamo tutti concentrati sullo stesso obiettivo, ci sentiamo tutti capaci di giocare minuti importanti se la squadra ha bisogno di noi” ha detto Max Strus, ingrediente fondamentale con 15 punti per il parziale di 17-0 che prima dell’intervallo ha permesso agli Heat di prendere in mano la squadra. Il migliore nell’ultimo atto è stato Bam Adebayo, 20 punti e 11 rimbalzi e tanta leadership in assenza di Butler. “La squadra aveva bisogno della mia energia e ce l’ho messa dall’inizio alla fine” ha detto il centro. La forza di Miami, oltre che la difesa d’élite che ha fermato Young, è la sua profondità. Senza Butler, Spoelstra ha rispolverato Victor Oladipo, che ha risposto con 23 punti. “Sembrava quello di Indiana” ha detto Adebayo. Miami ora ha quasi una settimana per recuperare Butler e Oladipo, ma da questa serie ha imparato che gli stessi ingredienti che le hanno permesso di vincere l’Est possono essere usati anche per la postseason.

La partita

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Miami manda da subito fuori giri Young e l’attacco di Atlanta (32,6% al riposo, si è sentita l’assenza di Bogdan Bogdanovic, infortunato dell’ultima ora) ma prende in mano la partita con un parziale di 17-0 che le vale il 54-42 all’intervallo. Gli Hawks non riescono a reagire, chiudono il terzo periodo sotto 75-64, ma nel quarto con le spalle al muro trovano la classe di Hunter, che inventa una meraviglia dietro l’altra e riporta Atlanta a contatto. A 41” dalla fine deve però uscire per falli, con coach McMillan che preferisce tenersi l’ultimo timeout anziché chiedere agli arbitri di rivedere al replay una chiamata contestata. Perso il suo uomo migliore, Atlanta non riesce più a sfondare. E Miami con la difesa vince la serie.

Miami: Oladipo 23 (5/10 da due, 3/6 da tre, 4/4 tiri liberi), Adebayo 20, Herro 16. Rimbalzi: Adebayo 11. Assist: Vincent 4, Adebayo 4, Herro 4.

Atlanta: GALLINARI 12 (3/8, 2/3) in 20’43”. Hunter 35 (8/14, 3/7, 10/11 tl), Huerter 12, Young 11. Rimbalzi: Hunter 11. Assist: Young 6.

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