Nuove sanzioni di Usa e Ue contro la Russia, dall’export alla finanza

Il pacchetto varato martedì ha mostrato una notevole, forse sorprendente, unità tra i paesi membri. C’è chi teme che eventuali misure più restrittive possano creare divisioni tra i governi. La possibilità esiste, ma l’impressione è che il desiderio di preservare la casa comune europea in una scena internazionale diventata incredibilmente instabile e minacciosa dovrebbe indurre alla coesione.«Non permetteremo al presidente Putin di distruggere l’architettura di sicurezza che ha dato all’Europa pace e stabilità», ha aggiunto la signora von der Leyen.

Ciò detto, un intervento militare europeo non è in agenda, anche se la Polonia ha chiesto l’attivazione dell’articolo 4 del Trattato Nato. La norma stabilisce che i paesi membri dell’alleanza «si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di uno di essi, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata».

L’invasione russa dell’Ucraina ha colto di sorpresa molti diplomatici europei. Sappiamo che negli ultimi giorni Washington aveva lanciato più volte l’allarme. Da questa parte dell’Atlantico, i dati a disposizione dei servizi segreti europei coincidevano con quelli ottenuti dall’intelligence americana, ma fino a 48-72 ore fa l’interpretazione dei dati divergeva. I Ventisette erano convinti che il presidente Putin non avrebbe lanciato un attacco di queste proporzioni.

Le sanzioni Usa

Parla per oltre mezzora in diretta tv alla nazione e illustra la dura risposta americana, il presidente Joe Biden: sanzioni ad altre quattro banche statali russe (per un valore di mille miliardi di dollari), tra cui il colosso Vtb, e dimezzamento dell’export di materiale tecnologico alla Russia. Tra le nuove sanzioni Usa contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina ci sono anche restrizioni ai prestiti sul mercato americano per tredici imprese ed entità russe, tra cui banche, società energetiche e dei trasporti: Sberbank, AlfaBank, Credit Bank of Moscow, Gazprombank, Russian Agricultural Bank, Gazprom, Gazprom Neft, Transneft, Rostelecom, RusHydro, Alrosa, Sovcomflot, Russian Railways.

Colpiti anche alcuni esponenti di primo piano del cerchio magico di Putin e i loro famigliari. Tra loro il potente capo di Rosneft Igor Sechin, e suo figlio Ivan (dirigente della stessa azienda), l’ex ministro della difesa Serghiei Ivanov, inviato del Cremlino per i trasporti e l’ambiente, suo figlio Serghiei (presidente e ceo di Alrosa), il segretario del consiglio di sicurezza nazionale Nikolai Patrushev, insieme a suo figlio Andrei (dirigente di Gazprom Neft), Andrei Puchkov e Yuri Soloviev (dirigenti della Vtb bank). Nel mirino Usa anche 24 tra persone e organizzazioni bielorusse per il sostegno dato all’invasione russa. Il presidente americano non sfodera però le armi più temute, pur lasciandole ancora “sul tavolo”: le sanzioni personali contro lo stesso Putin e l’esclusione di Mosca dal circuito Swift delle transazioni internazionali, su cui non tutti gli alleati europei sembrano d’accordo. Quindi lancia un attacco forse senza precedenti al leader del Cremlino, con cui non ha intenzione di parlare evocando la «completa rottura ora nelle relazioni fra Stati Uniti e Russia»: Putin « ha scelto questa guerra premeditata da mesi» con «ambizioni che vanno oltre l’Ucraina per ristabilire l’Unione sovietica» e «ora lui e il suo paese ne pagheranno le conseguenze», ha accusato il presidente Usa, convinto che il leader russo «diventerà un paria sulla scena internazionale».

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Nuove sanzioni di Usa e Ue contro la Russia, dall’export alla finanza

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