Ora è a rischio Mariupol – Il Post

Con circa mezzo milione di abitanti, Mariupol è la decima città dell’Ucraina, ma la sua posizione strategica sulla costa settentrionale del mar d’Azov rende la città portuale un obiettivo fondamentale per l’esercito russo. Per questo motivo da giorni Mariupol è sottoposta a pesanti bombardamenti ed è sempre più isolata dal resto del paese, con il rischio concreto che possa essere conquistata dalla Russia nei prossimi giorni, come è avvenuto da poco con Kherson, città nelle vicinanze dell’estuario del fiume Dnepr nel sud-ovest del paese.

La conquista di Mariupol consentirebbe all’esercito russo di congiungere le aree già occupate della Crimea, e di parte del sud dell’Ucraina, con le zone già sotto controllo del Donbass, la regione in cui si trovano le repubbliche autoproclamate di Dontesk e Luhansk, territori formalmente ucraini che da anni sono gestiti dai separatisti appoggiati dalla Russia. I miliziani separatisi potrebbero in questo modo unirsi alla parte di esercito russo presente in Crimea, intensificando le attività militari nell’area meridionale dell’Ucraina.

A causa del pesante attacco condotto dall’esercito russo, negli ultimi giorni è diventato via via più difficile avere notizie da Mariupol. Il vicesindaco della città, Serhiy Orlov, ha detto a BBC News che la città «è prossima a una catastrofe umanitaria», dopo avere subìto quasi 15 ore di continui bombardamenti e attacchi tra martedì e mercoledì: «L’esercito russo sta utilizzano tutte le proprie armi, qui: artiglieria, sistemi di lancio di missili, aeroplani, missili. Stanno provando a distruggere la città».

I soldati russi si sono finora mantenuti a qualche chilometro di distanza dalla città, che è ormai quasi completamente accerchiata. I loro attacchi si sono concentrati sulla distruzione delle centraline elettriche e della rete idrica, di conseguenza in molte parti della città ci sono continui blackout e manca l’acqua. L’accesso a Internet è difficoltoso e questo complica le comunicazioni tra gli abitanti, che provano a scambiarsi informazioni sulle aree appena bombardate e sui quartieri più a rischio.

Dai racconti e dalle segnalazioni sembra che in molti casi gli attacchi non abbiano risparmiato aree residenziali, con quartieri «praticamente del tutto distrutti» secondo il vicesindaco di Mariupol. Le autorità ucraine stimano che possano essere morte centinaia di persone, ma non c’è modo di fare stime accurate perché alcune aree della città sono a rischio di nuovi attacchi, ed è quindi impossibile raggiungerle per recuperare i corpi e contarli.

L’esercito ucraino è presente nella zona e sta effettuando operazioni di vario tipo per contenere l’avvicinamento dei soldati russi, ma la sproporzione di forze inizia a essere evidente.

Considerata la posizione della città, già pochi giorni dopo l’inizio delle operazioni militari russe gli abitanti di Mariupol si erano preparati a giorni molto difficili. Chi poteva si era organizzato per lasciare la città, ma già alla fine della settimana scorsa molte strade non erano più praticabili e molti treni cancellati.

Non ci sono stime accurate sul numero di abitanti rimasti a Mariupol, ma sembra ormai evidente che la maggior parte di loro non abbia più la possibilità di spostarsi e ridurre i rischi legati ai bombardamenti russi.

In breve tempo, Mariupol potrebbe finire sotto il controllo dell’esercito russo, come avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì con Kherson, città che negli ultimi due giorni aveva provato a resistere all’intensificarsi degli attacchi.

Kherson ha poco meno di 300mila abitanti ed è la città più grande finora conquistata dalla Russia in Ucraina. Ha una posizione strategica, trovandosi poco a nord-ovest della Crimea e a un centinaio di chilometri dalla città portuale di Odessa, più a est, altro importante obiettivo della Russia per ottenere il controllo dell’Ucraina meridionale.

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