Slalom, Strolz guida la prima manche. L’Italia c’è con Sala (8°) e Razzoli (12°)

Dopo l’oro della combinata l’austriaco ì il più veloce, distacchi minimi su Kristoffersen e Foss-Solevaag, dodici atleti ristretti in meno di un secondo. Vinatzer sbaglia e chiude a 1”47. Seconda manche alle 6.45

Dal nostro inviato Simone Battaggia

Tommaso Sala è ottavo e migliore degli italiani dopo la prima manche dello slalom olimpico a Yanqing. In una giornata bellissima e gelida – -16° al parterre, percepita -20° -, i distacchi sono contenutissimi: miglior tempo per l’austriaco Johannes Strolz, già vincitore della combinata , in 53”92. A due soli centesimi il norvegese Henrik Kristoffersen, a sei centesimi l’altro norvegese Sebastian Foss-Solevaag, mentre quarto è lo svizzero Meillard a 20 centesimi. E sono 12 gli atleti ristretti in meno di un secondo. Sala paga soltanto 45/100, un ritardo che lascia intatte le possibilità di rimonta. Più attardati gli altri azzurri: Giuliano Razzoli è 12° a 87/100 da Strolz, Alex Vinatzer 17° a 1”47. Tre dei favoriti sono usciti: l’austriaco Feller, lo svedese Jakobsen e il norvegese Braathen, tutti sul podio in questa stagione. La seconda manche (che sarà disegnata dal tecnico azzurro Jacques Theolier) partirà alle 13.45, le 6.45 in Italia.

Sala e tattica

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Sala è sceso con il pettorale numero 20. Su una neve difficile da interpretare è stato preciso e veloce. “E’ già da qualche giorno che vado forte in allenamento. La pista era già segnata, ma ho visto qualche ragazzo partire prima di me, come Braathen, e ho capito che non si poteva spingere ovunque. Bisognava sciare molto solidi, creare velocità nei punti in cui si riusciva. Lo sci sbatteva molto, se perdevi la punta ti portava al rimbalzo e quindi all’errore. Più che gestione è servita tattica. Sono a 40 centesimi dal primo, è davvero niente. La seconda la attaccherò a tutta, vediamo cosa succede”.

L’errore di Razzoli

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Giuliano Razzoli, già olimpionico a Vancouver 2010, è sceso con il 18. Per lui una buona prima parte di manche e un errore nel tratto centrale. “Nel mezzo ci ho lasciato un pochino. Manche buona, non era facile farla pulita, col mio pettorale bisognava rischiare perché comunque un po’ di segno c’è . Ci ho lasciato quei decimi di troppo, altrimenti ero molto vicino alla zona medaglia. Attacco anche nella seconda e vediamo” C’è margine? “Più facile recuperare in una pista come Wengen – prosegue l’emiliano, che un mese fa in Svizzera dopo sei anni è tornato sul podio -, ma ci provo. Servirà manche impeccabile, anche gli altri troveranno il segno. La neve qui è strana, nella parte centrale soprattutto. Per fare una curva o segui il segno, oppure rischi che lo sci scalini, si agganci, sbatta se vuoi fare la tua linea. C’è poca acqua, neve fredda. Se avessero bagnato di più forse sarebbe stato meglio, ma comunque la neve è bella, solo un po’ particolare. Sciata buona, ma quando sei qui contano i primi tre posti”.

Vinatzer non si adatta

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Per Vinatzer due gravi errori, uno nella parte alta con uno sbilanciamento che gli fa fare un numero alla Tomba per restare in gara, e un secondo nella parte centrale mentre stava recuperando. “Ho tribolato con il materiale – racconta il gardenese, sceso con il pettorale 12 -, pensavo di prendere il ritmo e invece lo sci ha “preso” subito, due o tre volte nelle prime cinque curve. Sul piatto ho sciato come volevo, poi quando ricambiava la neve dopo il secondo intermedio ho fatto un altro errore abbastanza grosso. Quest’anno in slalom si è visto comunque che nulla è impossibile. La neve rispetto all’allenamento era ancora una volta diversa, così fredda non l’abbiamo mai trovata, più nervosa di sempre. Questa era una manche di adattamento e di rischio, nella seconda cerchiamo di fare meglio”.

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Slalom, Strolz guida la prima manche. L’Italia c’è con Sala (8°) e Razzoli (12°)

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