Incidente stradale: muore Haskins, quarterback degli Steelers

Il 24enne stella di Ohio State era approdato tra i professionisti nel 2019 scelto da Washington, l’anno scorso il passaggio a Pittsburgh

Un lutto improvviso scuote il mondo NFL. Arriva la notizia della morte di Dwayne Haskins, 24 anni, quarterback di riserva dei Pittsburgh Steelers. Investito oggi, sabato 9 aprile, nella mattinata statunitense, da un veicolo. Si stava allenando in Florida insieme ad alcuni compagni di squadra. Haskins era stato scelto numero 15 al Draft del 2019 da Washington, allora era considerato un’intrigante promessa, dopo la straordinaria stagione a Ohio State University chiusa con il successo al Rose Bowl. Incredibilmente, col senno di poi, aveva addirittura battuto Joe Burrow conquistando il posto da titolare per i Buckeyes, all’epoca. Però in NFL la sua carriera era subito deragliata, dopo una stagione e mezzo disastrose nella capitale. Eppure c’erano ancora parecchie speranze su di lui. Le avversità sembravano averlo maturato, e aveva accettato un posto da comprimario agli Steelers l’anno passato, guadagnandosi un mese fa il rinnovo per la prossima stagione. Purtroppo la sua storia professionale si trasforma in una drammatica incompiuta.

PRODIGIO UNIVERSITARIO

—  

Haskins, dopo i brillanti esordi all’high school nel Maryland era diventato l’ennesimo quarterback da copertina degli Ohio State Buckeyes, superpotenza della palla ovale a livello NCAA. A Columbus era stato redishirt il primo anno, poi aveva finalmente assaggiato il campo il secondo, pur da riserva di JT Barrett. La terza stagione era stata quella della consacrazione. Fragorosa. Aveva lanciato per 50 touchdown, a fronte di appena 8 intercetti. Ed era finito terzo nella votazione per l’Heisman Trophy, il miglior giocatore universitario. Dietro Murray e Tagovailoa. Aveva dunque lasciato l’ateneo al culmine della gloria, tra l’altro laureandosi in giornalismo.

FLOP A WASHINGTON

—  

Ma in NFL non aveva funzionato. Nonostante le enormi aspettative generali, titolare quasi dal pronti-via. Guardando indietro, avevano forse avuto tutti troppa fretta. Haskins ha giocato 16 partite per la squadra della capitale, 13 dall’inizio, lanciando appena 12 touchdown e subendo addirittura 14 intercetti. Nell’ottobre 2020, dopo la batosta 10-30 subita nel ‘derby’ con Baltimore, era stato panchinato. E poi tagliato. Pagava la cattiva attitudine, oltre le prestazioni insoddisfacenti. Aveva violato il protocollo pandemico, l’etica del lavoro lasciava a desiderare. Sia Coach (Jay) Gruden che Coach Rivera non erano mai stati suoi grandi estimatori, era stato infatti il proprietario Snyder, a imporre il suo volere: lo immaginava faccia vincente di franchigia. E invece era saltato il banco, presto. Prestissimo.

PROVE DI RISALITA

—  

Ma Haskins aveva trovato un appiglio, Coach Tomlin a Pittsburgh gli aveva lanciato un salvagente. Non aveva giocato la scorsa stagione, solo terzo nelle gerarchie dei quarterback dietro alla leggenda Roethlisberger e al mediocre Rudolph. Ma era sembrato maturato, e il talento forse era stato sopravvalutato, ma certo non gli mancava. Per cui sarebbe partito da prima riserva del nuovo acquisto Mitch Trubisky, anche se poi Pitt sembra comunque intenzionata a draftare un quarterback per completare il reparto. Però Haskins era adesso visto come una possibilità, non più come una delusione. Poi la tragedia. “Non ho parole, Dwayne era un giovane di grande talento”, dice Tomlin. TJ Watt, il difensore dell’anno in carica, miglior giocatore degli Steelers, non si dà pace. “Il mondo ha perso una grande persona”. Quello NFL si stringe intorno alla famiglia di Haskins, piangendone la scomparsa.

We want to thank the author of this article for this amazing material

Incidente stradale: muore Haskins, quarterback degli Steelers

Debatepost