L’ostacolista Allen firma con gli Eagles. Sulle orme delle leggende Thorpe e Hayes

Un 5° e un 4° posto nei 100hs alle ultime due Olimpiadi, lo statunitense torna al primo amore: “Ma prima voglio l’oro iridato e il primato del mondo a luglio”. La lunga lista di fenomeni della pista poi passati alla palla ovale

L’ultimo salto, in ordine di tempo. All’indietro. L’ostacolista Devon Allen, reduce da un quinto e un quarto posto nei 110hs alle due ultime Olimpiadi, ritorna al primo amore, il football, firmando un triennale con i Philadelphia Eagles.

Il 27enne non indossa un casco da tre anni, quando lasciò la squadra dell’Università dell’Oregon per dedicarsi a tempo pieno all’atletica.

Ma nell’ultimo “pro day” dei Ducks, showcase di talenti universitari per gli occhi degli scout pro’ in vista del draft del 28 aprile, Allen si è messo in luce correndo le 40 yard (distanza standard di misurazione nella Nfl) in 4″35, un tempone, non sorprendente visto il background. Gli Eagles hanno così deciso di ingaggiarlo.

prima i mondiali

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La carriera con la palla ovale a Oregon non era decollata per via di un paio di infortuni alle ginocchia che lo limitarono a sole 9 partite nelle ultime due stagioni. Andò molto meglio in pista, dove per tre volte si laureò campione nazionale nei 110hs.

Prima di tornare al football però, Allen intende gareggiare nei campionati Usa del prossimo giugno e ai Mondiali di Atletica che si terranno dal 15 al 24 luglio proprio a Eugene, sede della University of Oregon, la storica casa del track and field stelle e strisce: “Per ora il football passa in secondo piano, da qui a luglio la mia attenzione sarà totalmente dedicata agli ostacoli. Voglio vincere l’oro, battere il primato mondiale e poi, dal 18 luglio, penserò solo al training camp con gli Eagles” ha dichiarato Allen a “The Oregonian”.

i precedenti

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Allen non è certo il primo a fare il salto dall’atletica al football Nfl. Il più celebre fu il mitico Bob “Bullet” Hayes, oro nei 100 e nella 4×100 ai Giochi di Tokyo ’64, poi campione con i Dallas Cowboys nel Super Bowl VI. Chiuse la carriera con 71 touchdown su ricezione e nel 2009 venne eletto nella Hall of Fame.

Negli anni 80 fu la volta di Willie Gault, oro con gli Usa ai Mondiali di Helsinki ’83 con la 4×100 (con Emmit King, Calvin Smith e Carl Lewis) che stabilì il primato del mondo in 37″86, poi scelto col numero 18 dai Chicago Bears al draft ’83. Il ricevitore vinse il Super Bowl numero 20 nel gennaio ’86 in quella che viene considerata una delle squadre più forti di tutti tempi, soprattutto per la famosa “46 Defense”. Non contento, Gault sfiorò pure la convocazione alle Olimpiadi invernali di Calgary ’88 con la squadra Usa di bob a 4.

Dieci anni nei Raiders invece per James Jett, pure lui oro nella 4×100 ai Giochi di Seul ’88. Altro staffettista poi nella Nfl fu Ron Brown, oro a Los Angeles ’84, dove arrivò a un passo dal podio nei 100 metri dietro a Lewis, Sam Graddy (due anni ai Broncos e due ai Raiders pure per lui) e al canadese Ben Johnson. Giocò poi 7 anni con i Rams, chiudendo la carriera coi Raiders e guadagnandosi una convocazione al Pro Bowl (l’All Star Game della Nfl). La lista è lunga e non è composta solo da ricevitori ma comprende anche lanciatori del disco come Michael Carter, tre volte al Pro Bowl con i Niners, lunghisti come Bo Robertson (argento a Roma ’60, poi in Afl con Chargers, Raiders, Bills e Dolphins), o al leggendario decatleta Jim Thorpe, uno dei padri fondatori della Nfl.

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L’ostacolista Allen firma con gli Eagles. Sulle orme delle leggende Thorpe e Hayes

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